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3.10.09

Olimpiadi 2020: inizia la corsa Venezia - Roma

Roma 2020, se po’ ffa’. La decisione presa ieri a Copenaghen dai delegati del Cio di assegnare i Giochi Olimpici 2016 a Rio de Janeiro e non a Madrid, che glieli ha contesi fino all’ultimo, apre le porte a una possibile candidatura di Roma all’edizione successiva. Una doppietta europea (Londra 2012-Madrid 2016) avrebbe infatti reso improbabile, per i criteri geopolitici che governano queste assegnazioni, una terza Olimpiade nel vecchio continente. Così, invece, nulla osta. Canta «forza Brasile» per primo il sindaco Gianni Alemanno, che sposa subito l’idea del presidente del Coni: «Credo che Petrucci abbia fatto bene a manifestare un interesse per l’Italia e credo che Roma debba avanzare la propria candidatura per i Giochi del 2020. Dopo più di mezzo secolo dalle fantastica edizione del 1960 possiamo sognare di portare gli anelli olimpici nella capitale d’Italia». D’accordo con lui anche il presidente della Regione Piero Marrazzo: «Sono certo che un lavoro in comune possa rendere questa, una candidatura molto forte e vincente». Il rischio però è ora quello di un derby fratricida. Malgrado l’appello di Alemanno («chiedo a tutto il Paese di compattarsi attorno alla scelta di Roma, città naturalmente olimpica») si è già fatta avanti anche Venezia, per voce del sindaco Massimo Cacciari. E così rischia di riproporsi quella sfida Roma-Veneto che proprio ieri nel rugby ha visto vincere i secondi: Treviso è infatti stata preferita a Roma per la seconda franchigia italiana alla prossima Celtic League, che per la prima volta vedrà impegnate anche sue squadre del nostro Paese. Uno schiaffo che è stato maldigerito nella capitale, al punto che il delegato allo Sport del Campidoglio, Alessandro Cochi, è giunto a ipotizzare di «ridiscutere la destinazione dello Stadio Flaminio quale casa del rugby». Sarà una vendetta a cinque cerchi per la Città eterna? (Giornale.it) L'idea di una candidatura di Venezia e dell'area metropolitana del Nord Est ad ospitare le Olimpiadi del 2020 è stata annunciata con una dichiarazione all'Ansa dal sindaco Massimo Cacciari, dal governatore del Veneto Giancarlo Galan, dal vicepresidente e assessore al Turismo regionale Franco Manzato e dal presidente di Confindustria Veneto Andrea Tomat. «Venezia è una città-icona unica nel mondo e gode di una riconoscibilità universale. Le Olimpiadi sono il più grande evento internazionale e promuovere ed organizzare i Giochi nel 2020 permetterebbe alla città e all'intera area metropolitana oggi rappresentata dal triangolo Venezia, Padova e Treviso di accelerare i numerosi progetti di riqualificazione e rilancio, che da anni riempiono l'agenda delle Istituzioni di questo territorio», ha dichiarato Cacciari, appena appreso della vittoria di Rio de Janeiro alla riunione del Cio a Copenaghen. La sconfitta in finale di Madrid, unica candidata europea per il 2016, sancisce così la possibilità concreta del ritorno dei Giochi estivi in Europa. Ancora il sindaco di Venezia: «Avremmo poco meno di 4 anni di lavoro per tentare di riportare in Italia le Olimpiadi a 60 anni da Roma 1960. Ritengo che possa essere opportuno valutare nel dettaglio con attenzione - insieme a Regione, Amministrazioni locali e operatori economici - la fattibilità infrastrutturale, la copertura finanziaria e gli aspetti organizzativi di un evento di tale portata». La concorrenza di Roma. Ma anche la capitale sta pensando ai Giochi. La candidatura veneta rischia di avere in casa il nemico o uno dei nemici più difficili da battere. Gianni Alemanno, sindaco di Roma, ha già fatto sapere quale sia il proprio orientamento: «La scelta di Rio de Janeiro come sede delle Olimpiadi del 2016 apre una grande possibilità per l'Italia e per Roma, per la successiva edizione del 2020. Credo che il presidente Petrucci abbia fatto bene a manifestare un interesse per l'Italia e credo che Roma debba avanzare la propria candidatura per i Giochi del 2020». «Dopo più di mezzo secolo dalle fantastica edizione del 1960 possiamo sognare di portare gli anelli olimpici nella capitale d'Italia», ha aggiunto Alemanno. L'appoggio del governatore In ogni caso, su Venezia 2020 il Veneto pare compatto fin dall'inizio. «Il Nord Est è il motore economico del Paese e un laboratorio di innovazione socio-culturale, oltre che la Regione che più ha contribuito al medagliere olimpico italiano nelle ultime edizioni dei Giochi, a conferma del grande patrimonio sportivo della nostra terra», dice il presidente del Veneto Giancarlo Galan, che aggiunge: «Venezia 2020 potrebbe rappresentare un progetto strategico per lo sviluppo infrastrutturale dell’intera regione, che potrebbe cogliere una grande occasione per esprimere e presentare al mondo intero il grande potenziale delle sue eccellenze in ogni campo». A Galan fa eco Franco Manzato, vice presidente e assessore al Turismo del Veneto: «L’ipotesi di candidare Venezia e con lei il Nord Est ad ospitare i Giochi Estivi nel 2020 costituisce un’irripetibile opportunità di marketing territoriale e di promozione della nostra articolata e insuperabile offerta turistica». Imprenditori pronti «Gli imprenditori veneti hanno da tempo messo l’accento sull’esigenza di rilanciare gli investimenti e i progetti infrastrutturali per garantire la competitività delle imprese del territorio e facilitare l’uscita dalla crisi attuale», dichiara Andrea Tomat, presidente di Confindustria Veneto. «Le nostre imprese si rendono conto che la sfida dei Giochi Olimpici a Venezia nel 2020 potrebbe fungere da catalizzatore di una serie di processi virtuosi in campo economico e di ripresa stessa di fiducia da parte dei consumatori, come insegnano le esperienze olimpiche pregresse. Ecco perché Confindustria Veneto appoggia l’iniziativa di avviare una seria analisi sulla candidatura». Il Gruppo di Lavoro Venezia2020 avrà sede negli uffici della Regione, a Mestre, e sarà coordinato da Federico Fantini, direttore del Master in Strategie per il Business dello Sport - organizzato dal Gruppo Benetton, in collaborazione con università Ca' Foscari Venezia. Venezia2020 inizierà a lavorare nei prossimi giorni con l’obiettivo di avviare la raccolta di dati e una serie di analisi per verificare la fattibilità concreta di una candidatura ufficiale di Venezia, partendo da un approccio «intelligente, innovativo e contemporaneamente compatto, ma distribuito» allo sviluppo della piattaforma impiantistica richiesta dall’evento, puntando ad una legacy sostenibile nel tempo, sia sotto il profilo ambientale che quello economico-finanziario. La decisione finale dovrebbe essere comunicata entro il 2010 al Coni, che ha la responsabilità istituzionale di presentare al Cio l’eventuale città italiana candidata e che sembra essere fortemente intenzionato a promuovere un progetto italiano per riportare la Torcia Olimpica nel nostro Paese nel 2020, come indicato anche dagli orientamenti espressi dal Governo in varie sedi ufficiali negli ultimi mesi. (corriere.it)

29.9.09

Il mondo a Copenaghen

Su due piedi verrebbe da dire Copenaghen caput mundi. Arrangiamento linguistico poco nordico ma molto reale. La capitale danese è infatti il luogo prescelto per la designazione dello stato-città che ospiterà i Giochi Olimpici del 2016. Tutto ciò soltanto una manciata di settimane prima del vertice mondiale sul clima. Rio de Janeiro sembrerebbe avere una marcia in più e nelle ultime ore anche la benedizione del presidente della FIFA Blatter. Chicago però ci crede e la presenza dello staff presidenziale al gran completo ne è la prova. Madrid non si arrende e puntella la sua candidatura puntando sul clima con le sue 7,5 ore di luce ogni giorno, il precedente entusiasmante di Barcellona 1992, cibo e cultura. Zapatero e re Juan Carlos voglinono - dopo i numerosi successi sportivi iberici - tornare all'aeroporto di Barajas con la bandiera olimpica in pugno. Più defilata Tokyo che silenziosa mostra la sua forza organizzativa e che forse dal punto di vista infrastrutturale vanta un'eccellenza non raggiungibile dagli altri candidati. Basti pensare agli impianti del '64 ancora perfettamente funzionanti dopo mezzo secolo. In questa "partita" ci sarà soltanto un eletto, nel vertice di dicembre speriamo che l'eletto sia il mondo intero.
Sport e ambiente il connubio c'è per valori e non solo. Speriamo che da Copenaghen rispondano presente in molti. Sotto riportiamo i rispettivi siti delle città che si contenderanno la nomina olimpica.
Quattro città si contenderanno venerdì prossimo l’onore, l’onere e gli affari di organizzare i Giochi Olimpici del 2016: la gara si svolgerà a Copenaghen, dove si riunisce il plenum dei “Signori degli anelli”, i membri del Comitato Internazionale Olimpico che delle Olimpiadi è detentore dei diritti. Le quattro città sono Chicago, Madrid, Rio de Janeiro e Tokyo. Gli esperti e gli elettori hanno già minuziosamente studiato e analizzato i dossier della candidatura: dicono che nessuno sia così più forte degli altri da calamitare i voti. Le lobbies sono all’opera per convincere altezze reali, ex campioni e dirigenti sportivi a vario titolo, l’elettorato attivo. I bookmakers inglesi danno nettamente favorita Chicago, sotto la pari: cioè giochi dieci euro e la vincita è inferiore a dieci euro. Rio de Janeiro è a due contro uno, Tokyo a 6 e Madrid a 12.
L’alta quota di Madrid si deve al fatto che i Giochi del 2012 si terranno a Londra: dal 1948 soltanto una volta una città europea seguì un’altra città europea (Londra 1948, Helsinki 1952); ogni altra volta ci fu una alternanza dei continenti. Su questo punta Roma che vorrebbe candidarsi per il 2020: vincendo Madrid, l’ipotesi sarebbe impraticabile; tre OLimpiadi consecutive in Europa non sono nelle corde (e nella borsa) del Cio che subisce il “fascino” delle multinazionali sponsor e degli affari.
Chicago è data per favorita anche per l’effetto Obama: è la sua città. Per il momento è stata assicurata la presenza di Michelle alla votazione; se arrivasse anche il Presidente vorrebbe dire che i Giochi sono fatti: non metterebbe la faccia su di una sconfitta. Chicago doveva già organizzare i Giochi nel 1904, ma furono spostati a St Louis, dove si teneva il Festival delle Razze (a proposito di politically correct...).
Rio de Janeiro ha due carte buone: il Sudamerica non ha mai ospitato i Giochi Olimpici dal 1896 quando furono reinventati dal Barone De Coubertin, e il Brasile rappresenta un Paese economicamente emergente. Organizzerà i mondiali di calcio del 2014: gli daranno da gestire i due più grandi eventi mediatici del palinsesto mondiale?
Tokyo dicono che abbia il più bel dossier: farebbero un’isola nuova per costruirci il Parco Olimpico, che ormai è un must nell’organizzazione dei Giochi non essendo più proponibile, per ragioni di trasporti e sicurezza, una spalmatura dei siti in un territorio troppo vasto. Contro Tokyo sta il fatto che i Giochi sono appena andati in Asia, Pechino 2008.
La contesa è incerta: Roma 2004 aveva la vittoria in tasca contro Atene, ma in una notte a Losanna tutto cambiò; i “Signori degli anelli” scelsero la Grecia che avevano bocciato per il 1996 preferendole le bollicine della Coca Cola di Atlanta. Il 2004 fu anche un risarcimento: anche Roma ha “diritto” al risarcimento 2020... (Fonte: Il Messaggero)

1.2.09

Olimpiadi del 2020: Italia candidata?

_Candidature di citta' italiane per le Olimpiadi 2020 sono benvenute. Lo dice il presidente del Cio Jacques Rogge. Il n.1 del Comitato olimpico internazionale ha ricevuto la visita del ministro degli Esteri Franco Frattini e di Mario Pescante, commissario per l'organizzazione dei Giochi del Mediterraneo 2009. 'Per il 2016 ormai non c'e' piu' tempo poiche' decideremo ad ottobre in una rosa di 4 citta' ma - dice Rogge - per il 2020 candidature italiane saranno benvenute'.
Nello stesso incontro, l'Italia ha chiesto lo status di osservatore all'Assemblea generale delle Nazioni Unite per il Comitato Olimpico Internazionale (Cio). Rogge ha espresso "grande apprezzamento per il sostegno dell'Italia", che in novembre ha presentato la richiesta di includere il dossier nell'agenda della 63esima Assemblea generale.
La richiesta è stata corredata da una lettera del ministro. Ora si attende il parere del comitato generale dell'Assemblea generale. Si tratta, come spiegano fonti diplomatiche, di "un'iniziativa soprattutto politica" che va incontro alla convinzione italiana che "lo sport deve avvicinare i popoli".
Durante il colloquio di Frattini con Rogge, si è convenuto di promuovere "una campagna attiva presso i comitati olimpici nazionali" in modo che possano "insistere sui rispettivi governi". Per il "successo" dell'iniziativa, si punta soprattutto sul coinvolgimento dei paesi africani e asiatici, in modo da sottolineare il carattere inclusivo dello sport.

18.1.09

Aggiornamento dalle nevi II

_Arriva “Zorro” e la Millegrobbe si fa effervescente. Il campione del mondo e olimpico ha scelto la gara sull’altopiano di Lavarone, la seconda giornata con 30 km in tecnica libera, per rifinire la sua preparazione in vista dei campionati Italiani e quelli mondiali di Liberec. È lui il vincitore della gara, ma nella classifica generale, che somma i tempi della 30 km in classico e della 30 km skating, è Fabio Santus il dominatore.
Al femminile, le due svedesi Nyström e Olsson fanno gara a sè e confermano le classifiche del giorno prima, con Nyström vincitrice davanti alla connazionale.
Oggi il tempo non è stato proprio clemente, con nubi basse e sul finale anche una leggera nevicata. La pista non ne ha risentito, tanta neve, tracce perfette ma soprattutto un percorso decisamente impegnativo.
A rendere questa Millegrobbe ancora più frizzante, ci hanno pensato i tre azzurri che hanno rinunciato alla Coppa del Mondo in Canada per completare la preparazione prima dei prossimi importanti impegni. Zorzi, Santus e Moriggl, i tre alfieri del team Viessmann Italia, hanno gestito il ritmo di gara a loro piacimento. Zorzi ha preferito scrollarsi subito di dosso il gruppone, così già dopo pochi chilometri aveva selezionato i compagni di viaggio. Oltre a Santus e Moriggl, solo De Zolt e Uusitalo - lo svedese vincitore nella gara di sabato - sono riusciti a tenere l’indiavolato ritmo. Una gara “al gancio”, parole di Zorzi e soprattutto di De Zolt che a metà gara ha dovuto allentare la presa. Subito in difficoltà anche Uusitalo, ha preferito (o forse ha dovuto) agganciarsi alla coda del terzetto che ha gareggiato con grande determinazione e collaborazione, alternandosi al comando per mantenere sempre brillante il ritmo.
Dietro si è fatto subito il vuoto, una manciata di minuti prima di vedere il gruppone, dove tra i più attivi si sono distinti Ojala, Di Gregorio (il campione di skiroll), Debertolis, Masiero e Palmer.
La gara, in pratica, si è decisa a 5 km dalla fine. Zorzi al comando del terzetto ha impresso sull’ultima salita un vigoroso sprint a cui ha risposto Santus, mentre Moriggl rimane indietro, in evidente difficoltà (ero fuori soglia - dirà all’arrivo - con le gambe “secche”). Santus e Zorzi sono fuggiti via verso il traguardo, col bergamasco mai domo su uno sfavillante “Zorro” che ha messo a segno un nuovo successo. Non sarà una gara di Coppa, ma una vittoria con questi ritmi è sintomatica, e così si capisce la gioia del finanziere al traguardo. Ad aspettare il finanziere Zorzi, complici gli organizzatori, un carabiniere ed un poliziotto, per “scortarlo” sul podio. Felice anche Santus, secondo in entrambe le giornate e primo della combinata, lui che punta alla double pursuit dei campionati tricolori.
Moriggl è terzo a 15”, capace di contenere sul piano il ritorno dello svedese Uusitalo, finito 5” dietro all’altoatesino.
La gara femminile non ha storia, perlomeno per le due posizioni di testa. La Nyström in skating è meno performante che in classico, tuttavia si è piazzata 36.a assoluta, niente male per una gara così “tosta”. E in tecnica libera si è fatta più pericolosa anche la connazionale Ida Olsson, seconda ad appena 13”. Novità sul terzo gradino del podio, con un’inattesa Clara Bettega che ha saputo approfittare della giornata “no” della Bitchougova.
Nella graduatoria “generale” alle spalle di Santus si è piazzato Uusitalo e terzo Roberto De Zolt, mentre tra le donne dietro alle due svedesi c’è Eugenia Bitchougova.
Bilancio più che positivo per lo Sci Club Millegrobbe per questa formula rinnovata sui due giorni. In totale sono stati poco più di 600 i concorrenti al via, con apprezzamenti per l’organizzazione e in particolare per le splendide ed innevate piste del centro fondo Millegrobbe.
_Tre podi per l'Italia nelle due gare di Opa Cup che si sono disputate a Rogla, in Slovenia. Florian Kostner ha conquistato il successo nelal 10 km a tecnica libera davanti a Fulvio Scola, mentre il francese Robin Duvillard ha impedito la tripletta alla nostra squadra precedendo Giovanni Gullo. Nella stessa gara buono anche il settimo posto di Marco Fiorentini. Silvia Rupil si è classificata al terzo posto nella 5 km femminile, dietro alla slovena Petra Majdic e alla transalpina Anouk Faivre Picon. Nelle dieci anche Stephanie Santer (settima) e Marina Piller (ottava).
_Friedl Mair e Tadei Pivk vincono con il tempo di 2.56.08 la prima edizione della Pitturina Ski Race, gara di scialpinismo a tecnica classica disputata sulle nevi del Comelico in provincia di Belluno. Nella categoria femminile vittoria per Monica Sartogo e Annemarie Gross, in seconda posizione la coppia del Dolomiti ski-alp formata da Federica Vecellio e Cecilia De Filippo. La prima edizione della Pitturina ski race era valida come prima prova della Coppa Dolomiti Orientali. Alle 9.15 dalla borgata di Sega Digon le cinquantatre squadre iscritte si sono ritrovate sci in mano sotto l’arco di partenza per affrontare i 2400 metri di dislivello di sola salita con oltre 20 chilometri di sviluppo e uno sconfinamento in terra austriaca. Nella prima salita la visibilità era ottima con il cielo terso, ma con il passare dei minuti il cielo si è rannuvolato andando a compromettere la visibilità di un panorama mozzafiato. Sono Friedl Mair e Tadei Pivk portacolori rispettivamente della Mountain Ski Ssv Taufer e dell’Aldo Moro Paluzza che iniziano a prendere il largo verso forcella Poipera alle loro spalle Manfred Dorfmann e Martin Gruener inseguiti da Alessandro Taufer ed Ivan Sommacal. I due di testa non hanno problemi a tenere la prima posizione, il loro vantaggio alla fine della seconda salita è di oltre otto minuti. L’ultima salita verso Cima Vallona mette in crisi molti atleti, la neve farinosa sopra la traccia di salita rende difficoltosa la tenuta delle pelli di foca. I primi raggiungono il cambio pelli di Cima Vallona in 2.35.39 dovranno passare circa quattro minuti per lo scollinamento della seconda squadra. Dopo essere stati in terza posizione per trequarti della gara Ivan Sommacal e Alessandro Taufer devono arrendersi agli attacchi di Eugen Innerkofler e Manfred Wurzer. Le posizioni sino all’arrivo non cambiano e consegnano questa prima edizione della Pitturina ski race intitolata alla memoria di Marco Zambelli nelle mani di Pivk e Mair, entrambi “osservati speciali” per vestire i colori azzurri della nazionale. Per quanto riguarda la gara femminile la squadra formata da Monica Sartogo e Annemarie Gross dell’Aldo Moro Paluzza reduci dalla terribile Mountain Attack di Saalbach di venerdì sera ha vinto con il tempo di 4.11.03. Alle loro spalle, con oltre tredici minuti di ritardo si sono classificate Federica Vecellio e Cecilia De Filippo. Tra i giovani, Matteo De Min vince con il tempo di 1.57.13 su Giacomo Dalla Libera, entrambi difendono i colori dello Sci Club Dolomiti ski-alp.
_Trionfo finlandese nella Dolomiten Lauf valevole per la Marathon Cup di sci di fondo. Lungo i 60 chilometri in tecnica libera di Lienz, Teemu Kattilakoski ha preceduto i due padroni di casa Christian Hoffmann e Thomas Freimuth, che allo sprint hanno tolto la gioia del podio a Marco Cattaneo, migliore azzurro di giornata. nei dieci anche Tullio Grandelis, sesto, mentre Sergio Bonaldi è finito nono e Bruno Carrara tredicesimo. Il prossimo appuntamento è fissato per la Marcialogna domenica prossima.
_Consueta tripletta della Germania nel singolo femminile di slittino artificiale. Sulla pista di Oberhof, Tatjana Hufner ha collezionato il successo numero cinque stagionale (su sei gare) davanti alle connazionali Natalie Geisenbeger e Anke Wischnewski che la seguono esattamente nello stesso ordine in classifica generale quando mancano tre gare alla conclusione. Una sola azzurra al via, Sandra Gasparini, che ha chiuso in diciannovesima posizione.
_Secondo successo stagionale dopo Igls per Alexander Zoubkov nel bob a quattro di Coppa del mondo. Il russo si è imposto sulla pista di st. Moritz nella gara che assegnava anche il titolo europeo precedendo il tedesco Thomas Florschutz di 31 centesimi, terzo posto per l'altro teutonico Karl Angerer con un ritardo di 33 centesimi. In classifica generale Zoubkov allunga con 1046 punti, davanti s Andre Lange (soltanto settimo) con 955 punti, terzo è il lettone Janis Minins con 904.
Due gli equipaggi italiani presenti: Simone Bertazzo (con Gianluca Rebajoli, Danilo Santarsiero e Sergio riva) si è piazzato diciannovesimo, Fabizio Tosini (con Sebastiano Dabala, Luca Pagin e Paolo Mottadelli) non è andat oltre il ventesimo.
_Ottima prestazione per l'azzurra Evelyn Insam nella Coc di salto femminile di Baiersbronn, in germania. La gara è stata vinta dall'americana Lindsey Van con 229 punti, davanti alla norvegese Anette Sagen con 226 punti e all'altra norvegese Line Jahr con 223,5 punti. Evelyn Insam ha compiuto un eccellente primo salto, raggiungendo gli 87 metri e issandosi in vetta alla classifica, che poi ha mantenuto con un bel secondo salto di 80 metri, scavalcata solo dalle migliori dela panorama internazionali, con un punteggio finale di 216. Un risultato, quello della Insam, che conferma il buon lavoro del team del salto femminile proiettato all'appuntamento con le medaglie iridate di Liberec. Le altre azzurre in gara: Lisa Demetz è 22/a con 175,5 punti, Barbara Stuffer è 27/a con 161 punti, Roberta D'Agostina è 30/a con 109 punti, Nadine Kostner è 31/a e Simona Senoner è 36/a.
Nella gara maschile di Bischofshofen si è imposto il norvegese Vegard Sklett con 284,1 punti, davanti all'austriaco Lukas Mueller con 271 e al ceco Lukas Hlava con 268,1. Miglior azzurro Alessio de Crignis, 24/o con 218,9, mentre è 37/o Diego Dellasega con 108,9. Squalificati Roberto Dellasega e Michael Lunardi.
Nella Gundersen di combinata nordica a Bischofshofen successo del norvegese Ole Christian Wendel sul ceco Tomas Slavik e l'altro norvegese Iver Markengbakken, con daniele Munari 27simo, Lukas Runggaldier 37simo e Davide Bresadola 47simo.
_Pronostici mantenuti solo al femminile alla 24ª Valtellina Orobie. Sulle nevi sondriesi di Albosaggia, se il fenomeno catalano Kiljan Jornet ha dimostrato di essere “umano” incappando nella più classica delle giornate no, la transalpina Laetitia Roux non ha certo fatto sconti. Per lei i 16km del tracciato orobico sono state una lunga e solitaria cavalcata verso il traguardo. Vittorie straniere, dunque, nella seconda tappa di Coppa del Mondo Skialp ISMF; ma l’Italia c’è. I ragazzi di Emanuel Conta si sono messi in evidenza sia al maschile che al femminile piazzando sul podio due giovani di indiscusso talento come Matteo Eydallin 2° e Lorenzo Holzknecht 3°. Nelle zone che contano da citare pure Manfred Reichegger 4° e Dennis Trento 6°. Mentre un Dennis Brunod malaticcio ha limitato i danni – 12° - Guido Giacomelli e Martin Riz hanno invece alzato bandiera bianca – il primo per problemi di materiale, il secondo per motivi di salute -. Passando alla gara in rosa una Roberta Pedranzini in netta ripresa ha invece duellato con le “ragazze terribili” dello skialp internazionale: sulla prima ascesa è stata sulle code della francese, mentre con la spericolata Miro Mireia il lungo testa a testa si è concluso solo nella lunga e super tecnica discesa finale. Alla fine la bormina si è dovuta accontentare di un bronzo, ma in vista delle prossime uscite va bene così. Come bene è andata pure la valdostana Gloriana Pellissier 4ª. Una Pellissier che da temo non si vedeva così motivata e pronta a vendere cara la pelle. Passando alla cronaca di gara, sulla prima ascesa che porta al Doss della Piada, a tirare il gruppo d testa vi era un Lorenzo Holzknecht sopra le righe. Dietro messi erano messi bene pure Florent Perrier, Matteo Eydallin, Kiljan Jornet, Manfred Reichegger ed un nutrito gruppo di francesi. Al femminile Laetitia Roux era tallonata dalla Pedranzini e dalla Miro. Nella successiva discesa, nel passaggio in cresta e nella risalita al canalino del Meriggio le cose sono cambiate di poco: Florent Troillet ha infilato il sorpasso vincente portandosi in scia i due azzurrini, mentre la Roux ha staccato le sue dirette avversarie. Nella discesa conclusiva i due fuggitivi hanno mantenuto la leadership, mentre Eydallin e Miro si sono avvantaggiati nei tratti tecnici guadagnando una meritatissima medaglia d’argento. Concludendo con la prova giovani, i presenti hanno assistito ad un testa a testa serrato tra Michele Boscacci e Robert Antonioli; un testa a testa fatto di sorpassi a ripetizione. Ultimo dei quali, quello sul pistone di Campei con il portacolori dello Sci Club Alta Valtellina che ha avuto al meglio sul giovane idolo di casa. Nella graduatoria in rosa, primo posto meritato per Martina Valmassoi, mentre nella gara cadetti sul gradino più alto dei podi sono saliti Tiziano Tabacchi e Alessandra Cazzanelli.
_Parte senza squilli per l'Italia la rassegna iridata di snowboard a Gangwon, in Korea. La prima gara in programma, lo snowboardcross, ha premioato sul gradino più alto del podio l'austriaco Markus Schairer e la norvegese Helene Olafsen. Schairer ha preceduto nella finale per il primo posto il francese Xavier de le Rue e l'americano Nick Baumgartner, con Stefano pozzolini megliore azzurro in ventiduesima posizione e Simone Malusà in ventiseiesima. La Olafsen invece si è messa alle spalle le due svizzere Olivia Nobs e Mellier Francon, con Raffaella Brutto ventiseiesima e Marion Leitner ritirata. La prossima gara sarà il parallelo gigante, previsto per martedì.
_Vittoria per due nella discesa femminile di Altenmarkt. Anja Paersone Dominique Gisin hanno concluso a pari merito al primo posto la gara sulla pista austriaca con il tempo complessivo di 1'47"52 in una giornata condizionata in parte dal vento. Per la svedese di Tarnaby, terza in supercombinata sabato, si tratta del successo numero 40 in carriera che la consolida al quarto posto nella classifica delle plurivincitrici in Coppa del mondo.
Per Gisin si tratta invece del primo trionfo, che arriva due anni dopo l'unico podio conquistato prima di oggi proprio sul tracciato austriaco. Completa il podio Lindsey Vonn a 17 centesimi: l'americano torna in testa alla classifica generale scavalcando Maria Riesch, comunque positiva col settimo posto: 776 punti contro 765.
Giornata senza soddisfazioni per la squadra azzurra. La migliore è stata Nadia Fanchini, sedicesima con un distacco di 1"51, mentre Daniela Merighetti ha chiuso ventesima e Verena Stuffer ventinovesima. Fuori dai punti Wendy siorpaes, Daniela Ceccarelli, Johanna Schnarf, Lucia Recchia e Camilla Borsotti
(fonte: fisi.it)

17.1.09

Aggiornamento dalle nevi


_Giornata storta per Armin Zoeggeler nel singolo maschile di Oberhof. Il campione di Foiana, che sul catino tedesco aveva vinto in carriera appena una volta nel 1995, ha concluso al settimo posto nella gara dominata dalla Germania che ha messo Jan Eichorn, Felix Loch e David Moeller ai primi tre posti. Zoeggeler vede così interrompersi a 19 la striscia di podi consecutivi, erano oltre tre anni che non usciva dalle prime 5 posizioni.
Nonostante il risultato negativo, l'altoatesino mantiene un rassicurante vantaggio in classifica sui diretti inseguitori con 501 punti, contro i 455 di Moeller e i 375 di Eichorn, quando mancano tre gare alla fine della stagione. Anche gli altri azzurri sono incappati in una gara poco positiva: Reinhold Rainer decimo, Wilfried Huber ventunesimo e David Mair ventiquattresimo.

_Primo successo in carriera per Giacomo Matiz nella Coppa Europa di freestyle andata in scena a Stari Vrh, in Slovenia. Il ventiduenne friulano, terzo nelle Moguls di venerdì, si è addirittura migliorato nelle Dual Mogul salendo sul gradino più alto del podio, risultato mai raggiunto prima d'ora. Matiz ha superato il ceco Lukas Vakulik e il russo Ivan Panfilov, vincitore il giorno precedente, ed ora guarda con fiducia alla trasferta di Coppa del mondo prevista per settimana prossima a Mont Gabriel. Miglioramento anche per Ruggero Rosi, passato dalla trentesima alla diciassettesima posizione. Il piemontese parteciperà alla prossima tappa di coppa Europa a Chatel.
_La supercombinata di Altenmarkt è di Lindsey Vonn, in recupero nello slalom dopo la buona prova della discesa. Punti pesanti quelli dell'americana, che va ad ridurre drasticamente il distacco accumulato dalla tedesca Maria Riesch, ancora al comando della graduatoria generale con 729 punti, solo 13 in più della Vonn. Battaglia quindi apertissima fra le due per la conquista della Coppa assoluta.
La Vonn si aggiudica la gara con il tempo di 2'40"53, davanti a Kathrin Zettel a 30 centesimi e a Anja Paerson a 66.
Grande rimonta nello slalom anche per la migliore delle azzurre, Daniela Merighetti, autrice del quinto tempo nella manche fra i "rapid gates" e risalita dal 22/o all'8/o posto finale. A punti anche Johanna Schnarf 23/a e nadia fanchini 30/a, al primo risultato nella specialità.

_Seconda gara e secondo posto d'onore per Patrick Pigneter e Florian Clara nel doppio della Coppa del mondo di slittino su pista naturale. Gli altoatesini, detentori della coppa di cristallo, si sono arresi al duo russo formato da Porschnev/Lazarev per 30 centesimi, mentre sul terzo gradino del podio sono saliti i polacchi Lasczczak/Waniczek, che hanno tolto la soddisfazione del primo piazzamento nei tre a Weiss/Leiter, quarti al traguardo. La classifica generale vede Porschnev/Lazarev al comando con 200 punti davanti a Pigneter/Clara con 170, Weiss/Leiter occupano la quinta posizione con 115 punti.
_Tripletta tedesca nella quinta prova di Coppa del mondo di doppio maschile di slittino artificiale. Sul catino di Oberhof, Wendl/Artl hanno conquistato il successo davanti ai compagni di squadra Leitner/Resch e Florschutz/Wustlich, che hanno realizzato il record del tracciato nella seconda manche, un'impresa tale da far loro recuperare due posizioni fino a soffiare il podio ai due equipaggi italiani.
Oberstolz/Gruber, terzi a metà gara, si sono piazzati quarti per soli 52 millesimi ma consolidano la vetta nella classifica generale portandosi a 480 punti, 75 in più di Wendl/Artl quando mancano tre prove alla conclusione della stagione. La strada verso la seconda coppa di cristallo è tutta in discesa. Quinto posto invece per Plankensteiner/Haselrieder, che hanno perduto una posizione dopo la prima manche, mentre Fischnaller/Schwienbacher si sono piazzati al sedicesimo posto.

_Anja Paerson ha realizzato il miglior tempo nella seconda prova cronometrata della discesa femminile di Altenmarkt. La svedese ha preceduto le austriache Andrea Fischbacher ed Elisabeth Goergl in un allenamento che è stato molto più veloce di quello del giorno precedente, con le partecipanti più veloci mediamente di 3". La migliore delle azzurre è stata Nadia Fanchini quinta al traguardo con un ritardo di 74 centesimi. Così le altre italiane: Wendy siorpaes 17sima, Lucia Recchia 27sima, Daniela Ceccarelli 29sima, Johanna Schnarf 37sima, Verena Stuffer 42sima, Lucia Mazzotti 47sima, Camilla Borsotti 48sima.
"E' una pista che mi piace - ha spiega la Fanchini -. E' abbastanza tecnica e ci sono dei bei curvoni, devo trovare i tempismi giusti ma credo di poter andar forte. La supercombinata rappresenterà un ulteriore allenamento per la libera, la gara dove punterò le mie chances. L'importante sarà dare il massimo, senza risparmio".
_O
la Vigen Hattestad incassa la prima sconfitta stagionale nelle sprint a tecnica classicca, battuto in volata sulla pista di Whistler Mountain dallo svedese Emil Joensson. Il norvegese ha cercato di rimontare l'avversario negli ultimi metri, ma il tentativo di recupero si è infranto al fotofinish. Terzo posto per il russo Ivan Ivanov. Sfortunata prestazione di Renato Pasini, grande protagonista in una tecnica a lui sfavorevole.
Il bergamasco si è brillantemente qualificato per la finale, dove è stato speronato da Nikita Kriukov poco prima del tratto conclusivo, vedendo sfumare le speranze di un podio che ad un certo punto non era più un miraggio. Il suo sesto posto rappresenta il miglior risultato in alternato, ma bene è andato pure Giorgio Di Centa, vincitore nella finalina di consolazione e settimo all'arrivo. Fuori nei quarti invece Pietro Piller Cottrer e Fabio Pasini.

_Bill Demong infila Anssi Koivuranta nell'ultimo chilometro e si aggiudica la Gundersen di Whistler Mountain. L'americano ha giocato d'astuzia con il campione finlandese e dopo averlo assecondato per lunghi tratti del percorso, ha allungato in maniera imperiosa nella fase conclusiva del tracciato. Terzo posto per il tedesco Bjoern Kircheisen, che ha bruciato sulla linea del traguardo l'austriaco Mario Stecher.
Ottimo il comportamento della squadra azzurra, che mette due atleti a punti. Alessandro Pittin è arrivato sedicesimo dimostrando di avere superato lo stato febbrile che gli ha impedito di partecipare alle gare in Val di Fiemme settimana scorsa, mentre Giuseppe Michielli ha terminato ventottesimo. Fuori dai punti invece Armin Bauer col trentacinquesimo posto. Domani nuova Gundersen con gli azzurri di Ivo pertile che cercheranno di migliorarsi.

(Fonte: coni.it)

5.1.09

2009: Roma capitale dello sport

_La città di Roma sarà la capitale dello sport nel 2009. Ben dieci eventi di grande richiamo, saranno ospitati dalla città eterna, dal Sei Nazioni di rugby agli Internazionali di tennis, dai Mondiali di nuoto al Giro d'Italia di ciclismo, dalla finale di Coppa Italia e di Champions League di calcio ai Mondiali di baseball, passando per il concorso ippico di Piazza di Siena, la Maratona di Roma, il Golden Gala di atletica e gli Europei di Beach Soccer. Una sorta di mini-Olimpiade lunga quasi un anno. Eventi di ogni tipo, per tanti appassionati che attireranno a Roma, atleti, dirigenti e turisti, con una grande attenzione dei media internazionali.Dieci appuntamenti straordinari, tutti da non perdere. L'evento clou sarà quello con i Mondiali di Nuoto che vedranno in piscina il campione Michael Phelps, vincitore di otto medaglie d'oro ai Giochi di Pechino 2008, ma non ci sarà solo lo statunitense. Molto attesi al Parco del Foro Italico, pronto a mostrare una faccia camaleontica, gli atleti nostrani, da Federica Pellegrini ad Alessia Filippi, da Filippo Magnini a Massimiliano Rosolino. Proprio il Foro Italico la farà da protagonista con tennis, calcio e nuoto in rapida successione, ma non sarà il solo. I turisti e i tanti tifosi romani potranno godere di scenari unici al mondo, dai Fori Imperiali, al Circo Massimo, a Villa Borghese. Saranno messe sotto pressione tutte le Federazioni ed i comitati organizzatori impegnati a mettere in risalto il made in Italy.Si partirà comunque con il rugby ed il prestigioso Sei Nazioni, con tre grandi sfide. Il via il 15 febbraio con Italia-Irlanda, a seguire, il 14 marzo la nazionale guidata da Nick Mallett se la vedrà invece con il Galles ed il 21 marzo ultima sfida interna allo Stadio Flaminio contro la Francia.Il giorno successivo, il 22 marzo, toccherà alle strade di Roma ospitare la 15esima edizione della Maratona della capitale, l'evento sportivo agonistico più partecipato d'Italia che partirà e si concluderà ai Fori Imperiali. Roma, quindi, sfoglia il calendario e si fa bella.Dal 25 aprile al 9 maggio nella capitale approdano i grandi campioni del tennis mondiale, dal numero uno lo spagnolo Rafael Nadal, al numero due lo svizzero Roger Federer, al campione in carica degli Internazionali e numero tre del mondo Novak Djokovic. Senza dimenticare le donne con le italiane Flavia Pennetta e Francesca Schiavone che possono ambire al titolo dell'appuntamento tennistico che arriverà quest'anno un po' prima rispetto alle date tradizionali.Il mese di maggio sarà il più ricco di eventi. Dopo il tennis, sarà la volta dal 28 al 31 del concorso ippico di Piazza di Siena che manda in scena la sua 77esima edizione, sempre più ricca di glamour e fascino.Il calcio attirerà su di sé i riflettori prima il 13 maggio per la Finale unica di Coppa Italia e poi il 27 maggio per la grande kermesse della finale di Champions League, allo stadio Olimpico, con la speranza che ci sia in campo almeno una squadra italiana, con il sogno per tutti i tifosi romanisti di vedere i colori giallo e rosso. Il grande evento tornerà nella Capitale dopo 13 anni: l'ultima volta era stata nel 1996, quando la Juventus di Lippi vinse la 'coppa dalle grandi orecchie' superando ai rigori gli olandesi dell'Ajax. Sempre a maggio il Circo Massimo ospiterà le partite sulla sabbia degli Europei di Beach Soccer, mentre i sampietrini del Colosseo si preparano il 31 maggio a dare il benvenuto al Giro d'Italia di ciclismo del Centenario, con il grande ritorno alle gare del campione statunitense Lance Armstrong.Il 10 luglio gli appassionati dell'atletica potranno godere delle sfide di altissimo livello del meeting del Golden Gala. Il 18 luglio prenderanno il via i Mondiali di nuoto, l'appuntamento sportivo più atteso nella capitale, che vedranno impegnati 1500 atleti tra le piscine del Foro Italico e Ostia dove si svolgeranno le gare di fondo. La Capitale ospitò quest'evento già nel 1994 e diventerà la prima città europea sede di due edizioni iridate, come l'australiana Perth.A chiudere i grandi eventi nella capitale, a fine settembre, la fase finale dei Mondiali di baseball.L'agenda degli appuntamenti è fissata, gli impianti tutti o quasi pronti, in attesa di allargare l'offerta agli anni successivi, dai Mondiali di pallavolo già assegnati a Roma per il 2010, fino alla possibilità di ospitare i Mondiali di basket nel 2014, con un occhio al sogno delle Olimpiadi del 2020. (fonte:Agenzia Adnkronos)

15.12.08

Pragelato parla giapponese

  • Galleria fotografica dell'avveniristico impianto italiano. Clicca qui.
_Ieri la nebbia, oggi la neve. Il weekend di Coppa del Mondo di salto a Pragelato - il primo della storia della celebre località piemontese dopo la rassegna a cinque cerchi del 2006 - ha chiamato il comitato organizzatore agli straordinari.
Se l'esordio in Coppa del Mondo doveva fungere da importante test in chiave futura, prova più probante non poteva davvero esserci. Prova brillantemente superata e con i complimenti di Walter Hofer, direttore FIS della Coppa del Mondo. Altrove con queste condizioni non si sarebbe corso.
Nonostante le condizioni ai limiti dell'estremo, infatti, tutto è proceduto secondo programma, anche se la gara odierna si è disputata su un unico salto, non essendoci le condizioni di sicurezza necessarie per garantire il regolare prosieguo della competizione.
Condizioni estreme che hanno fatto rima con spettacolo, con gli atleti chiamati a fare i conti con le numerose variabili meteorologiche. Ieri, nonostante la nebbia, il pronostico su carta aveva trovato pronta conferma in gara, con il leader di Coppa Simon Ammann (SUI) primo davanti all'austriaco Gregor Schlierenzauer, con tanto di nuovo record del trampolino HS 140 di Pragelato (144 metri).
Misure impossibili da ripetere nelle condizioni odierne, con neve e forte vento a fare da cornice alla gara e, in alcuni casi, pure a condizionarne l'esito. Variabili che hanno regalato ancora maggior incertezza alla competizione, con gli atleti chiamati nuovamente a saltare dal trampolino HS 140, per la seconda delle due gare in programma.
Ben 14 gli addetti a lottare contro la neve per tener pulita la pista di lancio e una ventina, compresi gli alpini, a battere in continuazione la pista di atterraggio.
Quella di oggi, pertanto, si presentava come la classica giornata dell'”outsider”, favorevole ai colpi di scena che, classifica alla mano, davvero non sono mancati.
In un clima tipicamente natalizio, infatti, è stato il 24enne giapponese Fumihisa Yumoto a trovare la pedana vincente (126 metri), favorito dalle condizioni atmosferiche (soprattutto dal vento) al momento del suo salto con una folata che l’ha portato direttamente sul gradino più alto del podio. Si tratta del primo successo in Coppa del Mondo per Yumoto, che fino ad oggi aveva come miglior risultato un ottavo posto, conquistato a Kuusamo nella gara d'apertura di questa stagione.
Ė questa la variabile impazzita di questa seconda giornata di gare, anche se la costante non è comunque mancata, in quanto al secondo posto c'è ancora una volta il leader di Coppa Simon Ammann. Con i “big” letteralmente in balia delle difficili condizioni meteo ed in netta difficoltà, lo svizzero è riuscito a confermarsi ancora una volta ai vertici, sintomo dello straordinario stato di forma che il leader di Coppa sta attraversando (124,5 metri la sua misura odierna).
Sul terzo gradino del podio, invece, un'altra sorpresa, che porta il nome di Johan Remen Evensen (NOR), il quale proprio a Pragelato ha trovato il miglior acuto della propria carriera, settimo ieri e terzo oggi. Il suo miglior risultato, prima della tappa italiana, era il 10° posto conquistato a Trondheim una settimana fa.
Fuori dal podio, invece, l'austriaco Gregor Schlierenzauer, quarto, a precedere il finlandese Harri Olli (quinto come nella gara di ieri) e il giapponese Noriaki Kasai. Lontano anche oggi il campione olimpico e vincitore dell'ultima Coppa del Mondo Thomas Morgenstern, solo 19°, così come lontani sono i quattro italiani in gara. Il migliore è Sebastian Colloredo (39° con la misura di 101 metri), seguito da Roberto Dellasega (41°), Alessio De Crignis (51°) e Andrea Morassi (59°). Qualche lieve segnale di miglioramento per i nostri, soprattutto da parte dell'esordiente Dellasega, ma le condizioni odierne non erano certo quelle ideali per stilare un bilancio sullo stato di forma dei nostri.
Chi brinda, intanto, è Simon Ammann che esce dalla due giorni piemontese con la leadership nella classifica generale di Coppa del Mondo ulteriormente rafforzata (425 punti), primo davanti a Schlierenzauer (350) e al finlandese Ville Larinto (205), oggi solo 38°.
Per Pragelato una gustosa prima visione, all'insegna dello spettacolo. Non è certo mancato il lavoro, comunque servito a mostrare al mondo che i trampolini di Torino Olympic Park hanno meritato e meritano un posto nell'olimpo dello ski jumping mondiale.
Classifica:
1) Yumoto Fumihisa (Jpn) punti 114,8;
2) Ammann Simon (Sui) punti 113,6;
3) Evensen Johan Remen (Nor) punti 110,3;
4) Schlierenzauer Gregor (Aut) punti 106,5;
5) Olli Harri (Fin) punti 106,2;
6) Kasai Noriaki (Jpn) punti 103,4;
7) Chedal Emmanuel (Fra) punti 102,9;
8) Loitzl Wolfgang (Aut) punti 99,2;
9) Schmitt Martin (Ger) punti 98,9;
10) Janda Jakub (Cze) punti 96,2.
World Cup Standings:
1) Ammann Simon (Sui) punti 425;
2) Schlierenzauer Gregor (Aut) punti 350;
3) Larinto Ville (Fin) punti 205;
4) Loitzl Wolfgang (Aut) punti 199;
5) Morgenstern Thomas (Aut) punti 174.
(Fonte: FISI.org)

9.10.08

Il calcio sposa la solidarietà

Passion_Still_Lives_Here_Article gazzetta.it
Alle 20 e 30 Borgogol è sotto la sua curva. Con Roberto Baggio e la figlia Alessandra, avvolto nell'abbraccio della Fiesole e nel calore di uno striscione "B&B fantasia al potere…calcio da sogno…forza Stefano, grande ragazzo semplice e buono". L'urlo "Borgogol" è fortissimo. Cori e applausi rompono l'emozione, il saluto di Borgonovo ai tifosi è roba da trattenere il fiato. C'è un ricordo affidato a un altro striscione "15-1-89. Che gioia al 90', grazie Borgo gol", per quella rete allo scadere alla Juventus. Anche allora Stefano faceva coppia con Baggio, che si prende gli stessi applausi. "Roberto uno di noi", gridano, lui si gira e saluta la curva.
Vestono le maglie viola, Borgonovo ha la numero nove, Baggio lo storico dieci. Prima dell'inizio della gara Stefano è accompagnato da Roberto a salutare tutti gli ex compagni di Fiorentina e Milan, schierati a centrocampo. Gullit è il più commosso. Arriva una carezza anche dai giocatori di oggi, mentre Cesare Prandelli sussurra qualcosa. Gli occhi di Stefano sono i soliti, profondi, espressivi. L'inizio è da brividi.
"Grazie Firenze! Stefano Borgonovo". L'ex centravanti parla attraverso il computer che poi trasmette il pensiero sul tabellone luminoso dello stadio. Borgo non si separa mai dalla figlia Alessandra (che ha dato anche il calcio d'inizio della partita) e osserva dalla sua postazione, tra le due panchine. C'è un altro messaggio: "Penso che insieme abbiamo fatto nascere qualcosa che distruggerà la stronza". Insomma, distruggerà la Sla, la malattia che lo ha colpito nel 2005 e che lo ha costretto all'immobilità. Il ricavato della partita di stasera servirà per creare la "Fondazione Borgonovo", stanzierà fondi per la ricerca e garantirà assistenza domiciliare e ospedaliera ai malati. Ecco altri messaggi: "Lasciate stare il calcio che non c'entra niente" e "Firenze non tradisce mai". Per lui, al Franchi, sono arrivati in ventisettemila. C'è la Nazionale di Lippi, ci sono i fratelli Della Valle, Braida e Galliani.
Ci sono (in campo) il Milan di Sacchi, la Fiorentina di Borgonovo, i rossoneri di oggi e i viola di Prandelli. Entrano accompagnati dai bambini delle scuole calcio di Giussano, paese natale di Stefano. Poi la partita. All'inizio Ancelotti sceglie la difesa che ha fatto la storia (Tassotti, Costacurta, Baresi, Maldini), e un centrocampo con Albertini, Emerson e Ambrosini. Donadoni corre sulla fascia, Massaro fa coppia in avanti con Ronaldinho. Nella Fiorentina c'è Di Chiara insieme alla difesa di oggi, Donadel accanto a Beppe Iachini e Mazinho, Santana rifinitore per la coppia gol Pazzini-Pruzzo. Ma subito iniziano i cambi. Il primo tempo finisce sul 3 a 1 (Massaro, poi doppietta di Pazzini e rete di Da Costa). Nella ripresa spazio a tante vecchie glorie. Entra anche Giancarlo Antognoni, per lui è subito standing ovation. Poi segna Nappi per il 4 a 1 definitivo. Un gol arriva anche nell'intervallo. E' il gol, per chi si ricorda quel Fiorentina-Juventus del 26 aprile 1991, 1 a 0 per i viola. Baggio si rifiutò di battere il rigore del possibile pareggio. Ora Roberto, sempre al fianco di Stefano, non sfugge alla trappola. E' desiderio di Borgonovo veder calciare quel rigore. In porta c'è Mareggini, Robi va sul dischetto e segna. Poi dice: "Grazie a tutti, Firenze ha risposto in maniera incredibile all'appello. Passare sotto la curva Fiesole? E' stato un ritorno al passato, un'emozione grande, e per Stefano ancora di più. Ci siamo visti qualche settimana fa, ci siamo parlati per ore ricordando i bei momenti vissuti insieme in maglia viola".
"Grazie di tutto, o Borgo, grazie di tutto" canta la Fiesole alla fine, chiamando a raccolta il resto dello stadio. Baggio guida ancora la carrozzina di Stefano, accompagnato da Alessandra e Andrea, un altro dei quattro figli di Borgonovo. La Maratona in piedi, applaude. Poi arriva l'ultimo passaggio sotto la curva. "Borgo-gol" e "Roberto Baggio", sono i cori che chiudono la serata. Solo l'emozione è senza fine.

9.9.08

Le rose di Pantani

Passion_Still_Lives_Here_Futuribilepassato.blogspot.com
Ho pensato potesse esser bello e simbolico riprendere questo post direttamente dal mio blog personale e riproporlo qui, per questo nostro sito, cui dato il "leggero" connotato sportivo non potrebbe avere maggior significato e aderenza. Consiglio vivamente di guardare il video della canzone.
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Per il blog al momento non c'è tempo, come così ben testimoniato da quel... in aggiornamento dal 1 ottobre. Tuttavia sono spesso "on line", a scaricar posta e a tener in fieri comunicazioni piacevoli. Una consuetudine soltanto affievolita in questo spossato settembre ancora molto caldo. Mi giunge un consiglio, un sussurro. Mi metto subito in cerca, io che da uomo e sportivo a quel campione devo emozioni rare. Finte o vere che siano state, con l'amaro o senza, col raggiro o no, sul momento le vissi come pure, epiche. Così ascolto questa canzone frutto di una poesia ora messa in note. L'emozione è veramente forte. Ho cinque minuti, violo la pausa del blog, non conta niente, non è formale, è solo simbolica, chissenefrega. In questo momento di quiescenza interrotto, è bello nel tornar a sopir di Futuribilepassato che campeggi Marco e questa splendida canzone.
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«Siam tante voci, raccolte in un cerchio…»
«Ad una ad una, dal coro, ci stacchiamo…»
«Prima, come le altre, rivolte all'interno…»
«Poi, il nostro verso, sole, ridiciamo…»
«Ai lati del palco, in fila, ci mettiamo…»
«Maschi e femmine di questo concerto…»

«Al centro del cerchio, si scopre pian piano ... »
«Una bici da corsa, rovesciata ...»
«Con le ruote che girano per aria...»

«Se è stagione, ogni attore reca in mano...»
«Il papavero rosso del campione...»
«Fiore del sole, poesia del corridore...»

«L'umiltà della strada e del sudore...»
«Si sente, fin da qui, il fiato del mare...»
« Nella risacca roca è un pedalare...»

«Altro non fu l'ebbrezza che malore…»
«Nel grande spazio, già si fa la nave…»
«Passato e istante, il futuro fan sazio…»

«Di questo tempo ossesso è il nostro strazio...»
«Le rose che attendevano Pantani...»
«Piene di spine e sole di dolore... »
«Dal podio del mondo alle ferite mani...»

«Raccontate la storia del campione…»
«Di un sistema drogato che fa esami…»
«Come di questo vincere si muore...»

«Se vivere non basta più al domani...»
«E come tocca correre poi a folle...»
«Estinguere quel male che più impari...»

«Come il Pirata ciclista 1'autore assassinato di Scritti Corsari…»
«Scesi dal galeone, come cani...»

«Matati dal deserto delle folle...»
«O gente del deserto, offri una rosa...»
«Piangerà anche i sassi... con una cosa pietosa...»

«Spettacolo d'Italia, amore e orrore…»
«E tutta un'onda in pianto la Riviera…»
«Nel Paese dei Balocchi è notte nera…»

«Marco, vola sulla bici leggera...»
«L'ultima tappa è quella anche più vera...»
«Tu te ne vai dal falso di quest'era...»

«Marco, vola sulla bici leggera!...»

25.7.08

Colui che vinse e perse la vittoria

Torino 2006_ Memorandom
Grazie a Paola per averci permesso di riprendere questo post direttamente dal suo blog.
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Quel giorno
di cento anni fa - 24 luglio 1908 - allo stadio di White City, a Londra, c’era l’arrivo della
maratona.Un maratoneta italiano, Dorando Pietri, garzone di una pasticceria di Carpi , con il numero 19, entrò per primo nello stadio.Aveva fatto il vuoto dietro di sé, poiché l’avversario più vicino, lo statunitense John Hayes, era circa 10 minuti di distanza. Quando mancavano pochi di chilometri all'arrivo Pietri si trovò a fare i conti con l'enorme dispendio di energie e la disidratazione dovuta al caldo. La stanchezza gli fece perdere lucidità. Arrivato allo stadio, sbagliò strada.I giudici lo fecero tornare indietro, ma Pietri cadde esanime. Si rialzò con il loro aiuto, ma faticava a reggersi in piedi da solo. Era ad appena 200 metri dal traguardo. Attorno a lui sulla pista i giudici di gara e persino alcuni medici accorsi per soccorrerlo.Pietri cadde altre quattro volte, ed altrettante fu aiutato a rialzarsi, ma continuò barcollando ad avanzare verso l'arrivo. Quando finalmente riuscì a tagliare il traguardo, sorretto da un giudice e un medico, era totalmente esausto.Oltre il traguardo svenne e fu portato fuori dalla pista su una barella.Il suo tempo finale fu di 2h54'46"4 su 42,195 km. Carlo Monti racconta dopo aver parlato con lo stesso Pietri "... Dopo un primo collasso, in un eccesso di scrupolo, il primo impulso dei commissari inglesi fu sottrarre la regina allo spettacolo più traumatico, la morte , a terra, dell’atleta. Poi, come riporta correttamente il rapporto ufficiale, prevalse l‘idea che ad un atleta che tanto soffriva non si potesse negare di toccare un traguardo praticamente raggiunto....” . Link qui. La storia qui e qui; la foto piu' famosa qui e lo splendido filmato dell'arrivo qui. Link del centenario, qui.

9.6.08

Grazie Cittadella: è di nuovo serie B!

Passion_Still_Lives_Here_Article Antonella
Un articolo un pò di parte, se volete; un semplice ringraziamento. Interpretate il tutto come meglio credete, ma a crederci, oggi, siamo noi cittadellesi. Una piccola realtà in provincia di Padova che, grazie all'impresa di ieri dei ragazzi di mister Foscarini, torna alla ribalta della cronaca calcistica.
Un 2008 fortunato per Cittadella: dagli Alpini, all'arrivo della 13° tappa del Giro d'Italia, alla promozione nella serie cadetta.
Quest'ultima conquistata ieri: Cremonese-Cittadella termina con il risultato di 1-3. I granata, i nostri ragazzi, ribaltano la sconfitta interna subita nella gara di andata. Di Meggiorini, Coralli e De Gasperi le reti che valgono la cadetteria. Inutile il momentaneo pareggio di Viali. E' la seconda storica promozione in serie B.
Una squadra, un unico gruppo, una grande famiglia: i nostri possono contare su questo. Tutto ciò è alla base del "fenomeno" chiamato A.S. Cittadella.
Una storia che inizia nel 1973, con la fusione di 2 squadre cittadine: la Cittadellese (fondata negli anni 20) e l'Olympia Cittadella (classe 1948). Una realtà che fin dall'inizio ha, come filo conduttore, un unico nome: Angelo Gabrielli.
Angelo è IL Presidente, colui che crede nei suoi ragazzi, che ha formato questa famiglia allargata e che, comunque vada, è sempre presente, con il sorriso sulle labbra e la convinzione di chi pensa sempre positivo. Angelo è il presidente che, 8 stagioni dopo, ha appena riportato in serie B il Cittadella. Compirà 82 anni ad agosto; la festa, per lui, è tutta nei sorrisi e nell´emozione che gli ha regalato la sua squadra fino a fargli perdere fiato e voce: "Ho un gruppo infinitamente grande. Siamo arrivati a questo traguardo dopo anni di programmazione: abbiamo dimostrato di saper giocare bene a calcio. Onoreremo la serie B con correttezza e impegno", le sue prime parole di ieri.
Al triplice fischio finale dell'arbitro, esplode la gioia e la felicità di noi granata. Iniziano i caroselli nella piazza principale: bandiere, sciarpe, maglie. Qualsiasi cosa sia di color amaranto-granata va bene! Chi si è recato allo stadio Zini di Cremona può vedere da vicino la festa che stanno facendo i nostri ragazzi. Festa che è esplosa a Cittadella alle 21.33, quando il pullman della squadra ha varcato le mura medievali ed è arrivato nella piazza principale: 15 minuti per compiere 100 metri, tra due ali di tifosi che saltavano ed intonavano cori.
Poi la "piccola" festa. La presentazione dei ragazzi che ci hanno fatto sognare, che hanno giocato questi ultimi 95 minuti dando tutto: da Andrea "Ragno" Pierobon, a Joachim "Jack" De Gasperi, Claudio "Ciccio" Coralli, Riccardo "Meggio" Meggiorini; passando per il capitano Manuel Iori, Andrea "Manu" Manucci, Fabio Cozza, Andrea Turato, Gennaro Volpe, Alberto Marchesan, Davide Carteri, Daniele Di Benedetto, Roberto Musso ed Alessandro Campo. Senza tralasciare coloro che, anche se non hanno avuto un ruolo in campo nella giornata decisiva, sono comunque artefici del tutto: da Domenico Germinale, a Santos "Lulù" Oliveira, a Stefano Marchetti, Edoardo Gorini, Paolo Tricoli e Simone Villanova.
Con loro, il ringraziamento va fatto a tutta la società: dalla famiglia Gabrielli, a Mister Claudio Foscarini, ai preparatori, medici, magazzinieri, addetti ... insomma a tutta la grande famiglia granata.
Ma alla base, come detto, c'è un solo nome: Angelo. Grazie Presidentissimo, per averci creduto fin dall'inizio; per averci regalato ancora un sogno, l'ennesimo.

19.5.08

Grenoble 1968 diventa un film

Passion_Still_Lives_Here_Article Antonella
19 maggio 1968: in un "mezzogiorno di fuoco", il delegato generale (Favre-Le Bret) fu costretto a interrompere il Festival di Cannes. Aveva 21 anni il Festival, nel 1968, come molti dei suoi frequentatori, e aveva già in sé le stimmate del mito, la Croisette era già un modo di dire e il tappeto rosso celebrava sfilate di grandi artisti.
Alcuni lo consideravano un angolo di paradiso cinefilo, un mondo a parte in cui immergersi per scoprire il mondo e le sue espressioni visive. Altri, in quel sontuoso Palazzo e in quel glamour che già si manifestava, individuavano in lei e nel suo direttore (a Cannes sono più che altro dei re, lo spoil system, beati loro, non esiste) il Sistema. Avevano ragione entrambi.
Il Festival fu interrotto dopo nove giorni, nessun premio, molti sit-in, nessun festeggiamento eclatante: una retrospettiva, una festa, un dibattito. Molti film in gara quell'anno non furono proiettati e vengono riproposti in questa 61ª edizione.
Uno di questo è quello sulle Olimpiadi invernali di Grenoble (1968) passate alla storia per il grande slam di Jean Claude Killy (vinse discesa, gigante e slalom).
Girato da Claude Lelouch (nella foto) e François Reichenbach, si intitola “Treize Jours en France” con musiche di Francis Lai.
I due registi raccontano nei 106 minuti del docufilm i 13 giorni dei decimi Giochi che per l'Italia passarono alla storia per gli ori del "rosso volante" Eugenio Monti, alla guida del suo bob (a due e a quattro) e di Franco Nones (nella 30 km di fondo).
Il docufilm indugia su ciò che precede la prova agonistica osservando le tensioni degli atleti e indagarne lo stato d'animo, in sintonia con la sua estetica che è un'apologia dell'intimismo prima ancora che dello sport.
Non è il film ufficiale delle Olimpiadi di inverno, non sono un film sportivo o un film a tesi, è semplicemente un film.
Alcuni cineasti che si trovavano a Grenoble nel febbraio 1968 per caso hanno filmato nel più grande silenzio ciò che accadeva vicino ad essi, ciò che accadeva in essi.
Vi danno a vedere oggi questi 13 giorni che scossero il loro mondo. Per chi volesse vedere il trailer del film cliccare qui

27.2.08

CONI e Ferrari insieme per l'Italia

xxolympicwintergames.blogspot.com_Article Data Sport.it
La tecnologia Ferrari al servizio dello sport italiano, per vincere alle Olimpiadi. E` stato firmato oggi l`accordo tra il Coni e le Rosse di Maranello, che avranno il compito di ricercare soluzioni a favore delle federazioni sportive nella preparazione dei Giochi invernali ed estivi. I settori su cui lavoreranno i tre team di progetto sono aerodinamica, veicolo e materiali. Le discipline maggiormente interessate dalla collaborazione tra Coni e Ferrari sono soprattutto quelle invernali. In primo piano ci sono slittino, bob, skeleton, pattinaggio, mentre per gli sport protagonisti dei Giochi estivi troviamo il canottaggio e la canoa. Ma in futuro si studieranno tecniche avanzate anche per vela, ciclismo, tennis. I team di progetto avranno sede a Maranello, in modo da facilitare il lavoro degli ingegneri della casa emiliana nel dare il contributo in termini alla crescita degli sport olimpici italiani. `Sono due anni che si sono chiusi i Giochi olimpici invernali, e li` a Torino nacque l`idea di affiancare la Ferrari alla squadra italiana olimpica - ha detto il presidente del Coni, Gianni Petrucci -. Vorremmo andare veloci a Pechino come la Ferrari: e` questo il nostro sogno. Ma non e` un sogno, perche` lo sport italiano ha sempre ottenuto buoni risultati.` Il numero 1 della casa di Maranello, Luca Cordero di Montezemolo, ha ribadito: `Metteremo a disposizione i nostri impianti e i nostri uomini- ha detto il presidente della Ferrari -. Se in chi vincera` alle Olimpiadi ci sara` un`unghia di Ferrari ne saremo orgogliosi`.


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