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14.6.10

Teniamocela

Stasera al debutto i Campioni del Mondo. Errore più grave? Quello di non crederci. In bocca al lupo ragazzi.
Campione del mondo. Nella notte di Madrid Nando Martellini lo scandì con la voce rotta dall'emozione per tre volte di seguito. Il miracolo si ripete 24 anni dopo sotto il cielo di Berlino in una serata di calcio sudato, in cui gli azzurri soffrono, ma alla fine di 120 minuti terribili e dei rigori esorcizzano il fantasma della Francia. Campioni, padroni del mondo. Marcello Lippi come Vittorio Pozzo ed Enzo Bearzot. E' la sublimazione del calcio. Un pagina scritta da un romanziere folle che all'ultimo capitolo inventa il finale più drammatico dopo una partita sofferta e sempre in bilico. I bucanieri di Domenech ammainano la loro bandiera e si arrendono definitivamente. Marcello Lippi e Raymond Domenech confermano di essere due inguaribili sentimentali. Non cambiano nulla rispetto a Germania e Portogallo. Due scuole di pensiero a confronto, entrambe all'insegna dell'organizzazione. Ma Italia-Francia è anche dèja-vu, una sfida perennemente appesa alla fatalità, non a caso risolta dal dischetto del rigore. Quando Henry va a sbattere con la testa contro Cannavaro Domenech fa scaldare subito Trezeguet e Wiltord, due incubi notturni dell'Italia. I due avvoltoi della finale di Rotterdam. Ma il fuoriclasse dell'Arsenal non rinuncia alla sua finale. Si è sempre detto che la Francia è squadra tosta; un gruppo irriducibile che gratta gratta risolve i suoi problemi. Con il Portogallo ci è riuscita grazie a un rigore di Zidane. Perché non riprovare? Quando Malouda viene contrastato in area da Materazzi e Elizondo indica il dischetto, i Bleus alzano la cresta e annusano già l'aria dei Campi Elisi. Zizou dal dischetto va a sbattere sulla traversa, ma la palla ricade in rete.
L'effetto sugli azzurri è devastante. Per una decina di minuti la Nazionale arranca, intrappolata in una paura giustificata. Ma, nonostante il preoccupante vuoto sulla fascia di Perrotta e la precarietà di Totti, piano piano gli azzurri ricuciono lo strappo e cominciano a giocare come sanno. Lippi lo ha sempre detto: questi sono ragazzi con un carattere straordinario. E il gol di Materazzi ne è la sintesi. Sull'angolo di Pirlo, il difensore salta almeno una decina di centimetri in più di Vieira e impallina Barthez: dall'inferno al paradiso. E' il gol che dà la carica. Gattuso è l'icona: l'uomo che va su tutte le palle, che morde le caviglie senza mai ferire. La Francia si fa sorprendere del gioco alto della Nazionale riducendo la sua portata di azione in attacco e favorendo il possesso di palla. Chiusi i varchi a Ribery e Henry, anche per Zidane tutto si complica: il capitano è grande, ma autogestirsi nel pressing azzurro è praticamente un'impresa. Un Italia migliore, senza ogni dubbio, e la traversa di Toni al 36' è il miglior biglietto da visita. I due guizzi di Henry all'inizio della ripresa ribadiscono però che la Francia ha sette vite. I Blues appaiono completamente trasformati. Divorano metri come saette. Giocano di prima, sfruttando la velocità di Ribery e Malouda e un evidente calo degli azzurri. Un'aggressione con tutte le regole che costringe i nostri centrocampisti ad arretrare per dare una mano a una difesa in affanno. Il primo cambio è di Domenech: fuori Vieira, infortunato, per Diarra. Lippi risponde con una doppia mossa coraggiosa e realista: De Rossi e Iaquinta per gli stanchissimi Totti e Perrotta. Un 4-3-3 con gli esterni in attacco (l'udinese e Camoranesi) molto larghi e Pirlo più avanzato. Ma è sempre la Francia a impressionare di più. Dopo il gol annullato al marmoreo Toni per fuorigioco, Buffon dice di no a Henry. Niente di trascendentale, ma con gli azzurri chiaramente provati l'effetto è più evidente. E' durissima. Anche l'intraprendenza dei transalpini si esaurisce. Finita la benzina ora serve il cuore. Lippi gioca quindi l'ultima carta: Del Piero per Camoranesi. La Francia tenta l'ultimo assalto, l'Italia si difende e i supplementari diventano inevitabili. Alla Francia il cuore batte di più. Costringe l'Italia a subire il suo gioco monotono, fino a sfiorare il gol con Ribery, che lascia per Trezeguet. I Bleus con due punte non possono che spaventare di più. C'è da morire. Buffon inventa la parata della vita sul colpo di testa di Zidane, ma è impensabile che sia il numero 1 azzurro a salvare da solo la patria. Esce Henry, acciaccato, ed entra Wiltord. L'orizzonte si fa buio, ma ci pensa Zidane, proprio lui, a rovinarsi immagine e Mondiale con un'indecente testata sul petto di Materazzi. Elizondo, dopo le giuste proteste degli azzurri, non può che espellere il francese. L'Italia non sfrutta l'uomo in più; gli uomini più freschi come Del Piero e De Rossi non incidono. Si va ai rigori. Ma la maledizione è finita. (Fonte articolo, Gazzetta dello sport, clicca qui)

9.6.10

La Nazionale è in Sudafrica

Comincia l'avventura mondiale della nostra Nazionale. Gli azzurri, dopo 10 ore di volo soo atterrati a Johannesburg poco prima delle 9 di questa mattina.

Nel primo pomeriggio, dopo il trasferimento nel quartier generale del Leriba Lodge di Centurion, la squadra sosterrà il primo allenamento sul campo del Southdowns College. In programma anche la prima conferenza stampa sudafricana di Marcello Lippi.

Ad accogliere gli azzurri molte telecamere, qualche sciarpa tricolore e un piccolo comitato d'accoglienza del personale del Tambo Airport. Ma anche un eccezionale dispositivo di sicurezza. Volo tranquillo e dormita per tutti gli azzurri, che appena scesi dalla scaletta sono stati accompagnati in un compound per gli accrediti Fifa e subito dopo si sono trasferiti al ritiro di Leriba Lodge.

La Nazionale ha raggiunto in pullman l'hotel del ritiro che la ospitera' durante il Mondiale. Ad attendere i campioni del mondo telecamere, fotografi e giornalisti. Presenti anche tv spagnole e brasiliane, qualche tifoso italiano e una trentina di supporters locali. Al loro arrivo in albergo gli azzurri sono stati accolti dai cori dei bambini sudafricani.

Ancora non sono arrivate le prime dichiarazioni ed impressioni africane dei calciatori italiani, ma ieri poco prima dell’imbarco all’aereoporto di Malpensa ci sono state quelle di Gigi Buffon. “Sono già in tensione- ha esordito il numero uno azzurro, che poi ha anche aggiunto -Ci danno per spacciati? Meglio, così non abbiamo nulla da perdere“. Buffon ha poi dichiarato “Siamo un gruppo forte, che sa bene quello che vuole. Spero tanto di rivivere quelle belle emozioni di 4 anni fa, che sono state fantastiche, ma anche forti e difficili da digerire“.

Nella spedizione c’è anche il presidente della Figc Giancarlo Abete, che poco prima di partire ha affermato “Non abbiamo un obiettivo minimo- ha dichiarato il Numero Uno della Federcalcio italiana -Siamo però i detentori del titolo, e quindi tocca a noi difenderlo“. Abete ha poi aggiunto che “Non siamo dei presuntuosi, sappiamo che ci sono altre Nazionali molto forti al Mondiale. Noi però confidiamo nel nostro gruppo, ed anche sul fatto che non abbiamo le stesse problematiche contrattuali del 2008, per poter ripetere una cavalcata esaltante come quella del 2006“.

Antonella Occhiolino