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23.5.10

Inter sul tetto d'Europa

L’Inter conquista la Champions League. Doppietta di uno splendido Milito e vittoria dell’Inter sul Bayer. Inter campione in Italia e anche in Europa! Storica serata per l’Inter che conquista la terza coppa dei Campioni. Elogi anche per il Presidente Moratti.

Contro il Bayer l’Inter punta tutto, e anche se Mourinho abbandona l’Italia, il suo cuore anche se non lo dice,non lascerà mai questa squadra che gli ha dato così tante soddisfazioni e vittorie.

Mourinho ancora non esulta al secondo goal ed invita a stare calmi, ma gli animi sono già a 1000 e gli interisti non si tengono più in tribuna, esulti ed applausi per il Principe Milito un grande calciatore che non sbaglia mai…e che riporta finalmente la coppa più ambita a Milano.

La partita termina 0-2 per l’INTER ed è campione d’Europa! 55° Coppa dei Campioni conquistata dall’Inter! Il capitano Zanetti alza la coppa al cielo e la festa ha inizio….

Una lunghissima notte conclusa a San Siro - davanti al suo popolo in estasi - quando il sole spuntava nel cielo di Milano. Si chiude all'alba, innanzi a 35mila tifosi ebbri di felicità, la grande festa dell'Inter, sul tetto d'Europa 45 anni dopo l'ultimo successo degli 'Invincibilì di Helenio Herrera.

Una festa che era iniziata al triplice fischio dell'inglese Webb, con Zanetti ad alzare la Coppa dalle grandi orecchie al Santiago Bernabeu per il delirio dei 22mila tifosi volati in Spagna e la Milano nerazzurra completamente impazzita di gioia a sciamare per le sue strade dopo aver invaso Piazza Duomo, sin dal pomeriggio di ieri, con una marea colorata, chiassosa e festante.

Una marea che, a partire dalle 2, si è riversata su San Siro
mentre un drappello si era spinto, già dalla mezzanotte, fino a Malpensa per onorare gli "eroi" al loro arrivo da Madrid.

L'aereo interista è atterrato allo scalo varesino verso le 5: capitan Zanetti, sceso per primo dalla scaletta anteriore, ha mostrato la Coppa dei Campioni a fotografi e telecamere, seguito poi da tutto il resto della squadra e dello staff.

Assenti il presidente Massimo Moratti - rimasto a Madrid con l'amico e sponsor, Marco Tronchetti Provera, e l'allenatore Jose Mourinho. Il tecnico di Setubal dovrebbe essere salito su un volo diretto a Milano diverso da quello dei giocatori e dedicato ai familiari, anche se non è escluso possa essere invece volato direttamente in Portogallo.

Nell'ultimo passaggio di una notte leggendaria, i giocatori nerazzurri si sono diretti allo stadio Meazza, dove sono stati accolti da circa 35mila tifosi festanti, fuochi d'artificio e cori. In un tripudio di fumogeni e striscioni, la squadra - in un lungo giro di campo - ha presentato ai tifosi rimasti in Italia la Coppa dei Campioni, ricevendo applausi a scena aperta. Tra i giocatori più coccolati Milito, con indosso la maglia di Zanetti e lo stesso capitano che, rivolgendosi ai tifosi, ha ricordato come la squadra si sia meritata la vittoria finale, cercata con convinzione ma «non senza difficoltà, già dopo il successo negli ottavi di finale contro il Chelsea».

Poco prima dell'ingresso in campo, alla notizia che alcuni calciatori non sarebbero giunti a San Siro perché già in volo per raggiungere le rispettive nazionali attese dal Mondiale in Sudafrica, i tifosi nerazzurri hanno subissato di fischi le parole dello speaker. Giusto qualche secondo, per poi tornare a celebrare la vittoria di Madrid: una trentina di minuti, mentre il sole compariva all'orizzonte, prima dei saluti finali e il "rompete le righe" al termine di una nottata che nessuno, in casa Inter, potrà mai dimenticare.


Così i giornali stranieri


"L'Europa ha un nuovo re". Così il sito del quotidiano spagnolo Marca saluta il trionfo dell'Inter in Champions League. La stampa spagnola celebra lo storico "triplete" nerazzurro ma si concentra soprattutto sull'addio di Josè Mourinho, promesso sposo del Real Madrid. "Il Principe diventa Re" si legge sul sito del catalano Sport, che esalta la prestazione di Diego Milito, autore della doppietta che ha deciso la finale. "Mourinho si prende Madrid" titola As, quotidiano da sempre vicino al Real Madrid. Il giornale dà per fatto l'acquisto di Maicon, che dovrebbe seguire Mourinho nella capitale spagnola.

"Bernabeu: il parco del Principe" è il titolo dell'Equipe. "L'attaccante argentino ha mostrato tutto il suo talento ed è stato l'artefice principale della vittoria dell'Inter". Il Times anticipa invece alcuni dettagli del contratto che Mourinho sottoscriverà con il Real: il portoghese firmerà un contratto di quattro anni che gli frutterà circa 40 milioni di sterline.

Antonella Occhiolino

27.5.09

Triplete. Barcellona Regina d'Europa

_Apro dicendo: "che uomo Guardiola".
_Triplete. È il tre il numero magico del Barcellona, che a Roma diventa campione d’Europa conquistando la sua terza coppa dalle grandi orecchie e portando a casa il terzo trofeo stagionale, dopo Liga e Coppa del Re. La striscia di imbattibilità del Manchester Utd in Champions League si interrompe a 25 partite, proprio sul più bello. La smantellano Eto’o e Messi, grandi firme in una serata di grande calcio. Sfuma, dunque, il sogno dei Red Devils di fare il bis sul tetto d’Europa, impresa mai riuscita a nessuno da quando è nata la Champions. Nella meravigliosa cornice dell’Olimpico, l’avvio è tutto di Cristiano Ronaldo. Dopo appena 2 minuti una punizione velenosa del portoghese scalda le mani a Valdes, con Park in lieve ritardo per la correzione a rete. Poi "CR7" ci prova di destro e di sinistro, senza inquadrare il bersaglio. I movimenti d’attacco dello United, con Park, Ronaldo, Giggs e Rooney a scambiarsi vorticosamente le posizioni, creano qualche affanno all’improvvisata difesa blaugrana, in cui giocano Toure e Sylvinho. Al primo tentativo, però, passano i catalani: è il 10’ quando Eto’o riceve palla sulla destra, salta Vidic come un birillo e sorprende Van der Sar sul suo palo. Dopo la finale 2006, il camerunese fa centro in un’altra finale di Champions, sempre contro un club inglese (quella volta era l’Arsenal). A quel punto, la sfida si mette nella direzione che il Barça sperava. La squadra di Guardiola comincia a far girare la palla con passaggi rapidi, la specialità della casa. E sale di colpi anche Messi, che con un gran sinistro sfiora il raddoppio. La reazione dello United è affidata a una punizione alta di Giggs e ai tentativi solitari di Ronaldo. Rooney, nervoso e troppo largo a sinistra, è a lungo fuori partita. E il Barça arriva all’intervallo senza troppi scossoni. Ferguson, allora, comincia la ripresa con Tevez al posto di un Anderson poco convincente, come al solito. Ma l’inizio di secondo tempo è tutto blaugrana: prima un numero di Henry costringe Van der Sar alla parata di piede, poi una punizione guadagnata dallo straordinario Iniesta e calciata da Xavi finisce sul palo. Nel mezzo, una protesta di Messi per una possibile spinta in area. La risposta è in un inserimento di Park, che non arriva di testa per un soffio su un pallone che sarebbe valso il pari. Dentro anche Berbatov al posto di Park, in uno United che diventa super-offensivo. E che perde il centrocampo, offrendo il fianco al Barça. Così, al 25’, Messi fa il passo decisivo verso la conquista del Pallone d’oro colpendo di testa (sì, di testa) un assist perfetto di Xavi. E’ il 2-0 che stende gli inglesi. Il Barça può scatenare la sua festa, mentre la Spagna vince la sua dodicesima Champions League/Coppa dei Campioni e stacca Italia e Inghilterra. Guardiola completa il suo trionfo, a soli 38 anni, entrando nel ristretto circolo di chi questa coppa l’ha alzata sia da giocatore che da tecnico. La curva “culé” lo osanna, re Juan Carlos si complimenterà con lui negli spogliatoi. Comincia la lunga notte di fiesta catalana. (Fonte: Gazzetta dello Sport)