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14.2.09

Flaminio: torna di scena il Rugby!

_Facce nuove nell'Italia del rugby scelta da Nick Mallett per la gara con l'Irlanda. Dopo il ko di Twickenham, il ct degli azzurri, privo degli infortunati Andrera Marcato e Marco Bortolami, ha deciso di cambiare le carte nel Quindici titolare che scenderà in campo domenica prossima allo stadio Flaminio di Roma, per la seconda partita del torneo delle Sei Nazioni.Andrea Masi conserva la maglia numero quindici di estremo, andando a formare il triangolo allargato insieme a Kaine Robertson, confermato all'ala in coppia, questa volta, con Matteo Pratichetti al posto di Mirco Bergamasco, che torna a formare la cerniera dei centri con Gonzalo Canale. Inedita la mediana azzurra dove, con Marcato fermo per un colpo alla nuca ricevuto sabato, fa l'esordio come apertura titolare in un match del 6 Nazioni il ventunenne Luke McLean. Ad affiancare il giovane del Cammi Calvisano il compagno di club Paul Griffen, che ritrova il posto di mediano di mischia azzurro dopo sedici mesi di assenza: la sua ultima apparizione risale alla vittoria sul Portogallo nella prima fase dei Mondiali di Francia 2007.In terza linea, insieme al capitano Sergio Parisse, rientra Mauro Bergamasco tra i flanker, dividendo il reparto con Alessandro Zanni. Novità anche in seconda linea, dove Tommaso Reato - come McLean all'esordio come titolare nel torneo - fa coppia con Santiago Dellapè, mentre Mallett conferma la prima linea con Martin Castrogiovanni a destra, Salvatore Perugini a sinistra e Fabio Ongaro tallonatore. In panchina prima convocazione per Andrea Bacchetti, ala ventenne del Femi CZ Rovigo, pronto a fare il proprio esordio internazionale. «La partita di Twickenham è stata una delusione per tutto il gruppo - le parole di Mallett - In settimana abbiamo lavorato duro, l'ambiente è sereno, la disponibilità dei giocatori totale. La volontà di fare una grande partita contro l'Irlanda, di regalare al nostro pubblico un pomeriggio da ricordare, non ci manca». Sul ritorno di Mauro Bergamasco in terza linea il ct spiega che «da lui, ci si può aspettare una grande partita». Questi i convocati:15 Andrea Masi, 14 Kaine Robertson, 13 Gonzalo Canale, 12 Mirco Bergamasco, 11 Matteo Pratichetti, 10 Luke McLean, 9 Paul Griffen, 8 Sergio Parisse (capitano), 7 Mauro Bergamasco, 6 Alessandro Zanni, 5 Tommaso Reato, 4 Santiago Dellapè, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Fabio Ongaro, 1 Salvatore Perugini. In panchina: 16 Carlo Festuccia, 17 Carlos Nieto, 18 Carlo Antonio Del Fava, 19 Josh Sole, 20 Giulio Toniolatti, 21 Gonzalo Garcia, 22 Andrea Bacchetti. (fonte: sole24ore.it)

7.2.09

L'Italia del rugby si arrende

_Le illusioni, ammesso che fosse giustificato averne, si spengono subito. L'Italia : agli uomini in bianco è bastato approfittare dei nostri per portare a casa il successo nella partita inaugurale del Sei Nazioni.L'attenzione si era incentrata sulla nuova, sorprendente soluzione proposta dal ct Nick Mallett. Difficile, nei giorni che precedevano la partita, parlare di un argomento che non fosse la scelta di Mauro Bergamasco nel ruolo di mediano di mischia, indotta (in parte) dall'indisponibilità di Picone, Travagli e Canavosio. Ebbene, il forte terza linea padovano, che affrontava un'esperienza completamente nuova, ha dimostrato di non essere assolutamente in grado di ricoprire questa posizione. Si può parlare di naufragio, o di calvario (in senso sportivo, ovviamente): Mauro non ha quasi mai trovato la misura nei passaggi, regalando direttamente una meta agli avversari e mettendo costantemente in difficoltà i suoi compagni. L'esperimento è durato un tempo (finito 22-6, con l'impressione che a Parisse e compagni sarebbe anche potuta andare molto peggio), poi Mauro è rimasto negli spogliatoi e la regia del pacchetto è passata al giovane Toniolatti, che non si può considerare un "prodotto finito" ma almeno è un mediano di mischia a tutti gli effetti. La squadra ha espresso un gioco più lineare, anche se non è quasi mai riuscita a creare difficoltà all'Inghilterra. Ad ogni modo, il numero degli omaggi agli avversari (anche nelle rimesse laterali) è diminuito e si è vista qualche variazione offensiva, mentre nel primo tempo l'unico "schema", prevedibilissimo, era quello delle partenze individuali a testa bassa, con tentativi di penetrazione destinati a infrangersi contro un muro. Che non fosse la giornata giusta, lo si è capito dopo un minuto e mezzo. Ongaro sbagliava nettamente un lancio in touche, Goode "rubava" la palla e poi, un una fase successiva, si faceva trovare pronto a raccogliere un passaggio, calciare in avanti e schiacciare in meta. La seconda segnatura arrivava al 18': su un pallone sfuggito al controllo degli azzurri dopo una presa al volo di Marcato (poi infortunato e sostituito da McLean) Haskell recuperava e dava a Ellis che fuggiva imprendibile lungo la fascia. Al 28' la "summa" dei problemi evidenziati da Mauro Bergamasco: un passaggio avventato e impreciso metteva in crisi Garcia, Goode calciava a seguire e Flutey segnava. Dopo due penalty centrati per l'Italia da McLean, che colpiva anche un palo, la prima frazione si chiudeva sul 22-6. Nella ripresa meno episodi da segnalare e meno marcature. Ma almeno l'Italia riusciva a realizzare una meta con una bella azione. Break di capitan Parisse (uno dei più "presenti"), fuga di McLean, placcato lungo l'out di sinistra a cinque metri dalla linea di meta, cambiamento di fronte con la palla che viaggiava da una mano all'altra fino al tentativo infruttuoso di Robertson e all'ultimo sforzo di Mirco Bergamasco, che varcava la linea fatale. Una piccola soddisfazione incastonata tra le due mete segnate dagli uomini di Martin Johnson nel secondo tempo: la prima con Ellis, che ha giocato solo in seguito all'infortunio di Care e ha fatto una doppietta, e la seconda con Cueto allo scadere. L'Italia, ora, non ha troppo tempo per riflettere e riposare. Domenica, al Flaminio, arriva la brillante Irlanda che ieri ha ospitato la Francia e - al termine di un match di alto livello - l'ha battuta 30-21.LA PARTITA: Inghilterra-Italia 36-11 (primo tempo 22-6). Per l'Inghilterra : 5 mete (Ellis 2, Goode, Flutey, Cueto), 1 calcio piazzato (Goode), 4 trasformazioni (Goode). Per l'Italia: 1 meta (Mirco Bergamasco), 2 calci piazzati (Mc Lean). Calci fermi: Goode 5 su 8, Mc Lean 2 su 4, Marcato 0 su 1. (fonte: Il sole24ore.it)

27.11.08

Mondiali Under 20 assegnati all'Italia

_Dopo un mese di delusioni, un piccolo (e giovane) sorriso per la palla ovale nostrana. Sarà l’Italia, infatti, a ospitare l’edizione 2011 del Junior World Championship, la rassegna iridata riservata annualmente alle Nazionali Under 20. Lo ha stabilito questa mattina a Dublino il Consiglio dell’International Rugby Board, la federazione internazionale. Nel giugno 2011, pertanto, le sedici più forti Nazionali del panorama rugbistico giovanile si ritroveranno in Italia per contendersi il massimo trofeo giovanile (nella foto un'immagine della finale di quest'anno tra Inghilterra e Nuova Zelanda).
Una scelta che rende merito al lavoro della Federazione e che è un punto importante guadagnato dal Presidente Dondi anche in vista della scelta delle sedi che ospiteranno i Mondiali "seniores" nel 2015 e nel 2019, come sottolinea il presidente stesso. “E’ una grande soddisfazione, l’ennesima attestato di stima del rugby internazionale nei confronti del nostro movimento” ha commentato Giancarlo Dondi “Nel prossimo mese di luglio verranno definite le sedi per le edizioni 2015 e 2019 della Rugby World Cup, per le quali l’Italia è in corsa: sappiamo che non sarà per nulla semplice raggiungere questo nuovo traguardo, ma ci auguriamo che aver ottenuto il Junior World Championship rappresenti un primo, importante passo verso l'organizzazione dei Mondiali assoluti”. Insomma, il primo passo è stato fatto. Ora speriamo che ne arrivino altri e intanto godiamoci l'attesa di vedere all'opera, in Italia, la migliore espressione del rugby giovanile mondiale. (Fonte: adnkronos)

15.11.08

Rugby: a Torino per riprovarci

_Da Padova a Torino, da un tutto esaurito all'altro. Sfiorata l'impresa contro l'Australia, l'Italia del rugby ci riprova nel secondo dei tre test match autunnali, stavolta contro l'Argentina. Per i Pumas la posta in palio è alta: al 1° dicembre, le prime quattro del ranking mondiale saranno teste di serie nel sorteggio per la Coppa del Mondo 2011 e gli argentini, adesso, sono quinti. Uno smacco, dopo il terzo posto del 2007. Gli azzurri rischiano invece di perdere la top ten surclassati dalle Figi. Sarà battaglia. Quindici i precedenti, con una vittoria italiana all'inizio e alla fine (in tutto 5, un pareggio e 9 sconfitte). L'ultimo successo degli azzurri in casa, a Piacenza nel 1998 (23-19). Dieci anni sono abbastanza per invertire la rotta, a partire dall'impresa segnata in giugno a Cordoba: un 12-0 da recuperare, una metà di Ghiraldini allo scadere e nei piedi di Marcato la possibilità di lasciare il segno su un'altra vittoria, dopo quella del Sei Nazioni contro la Scozia. Da allora, non sbaglia più un colpo, rigenerato dalla cura Mallett che anche sabato scorso ne ha tessuto le lodi. E pure Dominguez ha in mente di parlargli per un simbolico e definitivo passaggio di testimone. Dall'altra parte, oltre alla mischia, occhio a Juan Martin Hernandez. In Francia quando parlano di lui - apertura dello Stade Français - scomodano Zidane per la classe e Ronaldinho per l'imprevedibilità. Noi, è normale, vediamo un 10 in maglia argentina e lo chiamiamo Maradona. Sette giorni fa, a Marsiglia contro i Bleus, non ha brillato e nel k.o. Per 12-6 pesa un drop fallito proprio da “El Mago”. In attesa del gioco, il c.t. Phelan l'ha messa sull'agonismo e fin qui non è stato tradito anche se la sua Argentina conta un successo e quattro sconfitte. Rispetto alla Francia, nuove ali (Aramburu e Carballo) contro la nuova prima linea azzurra. Mallett non anticipa nient'altro: “Cosa ho preparato per fermare l’Argentina? Il piano di gioco lo vedrete domani…”. Qualche tagliando ancora disponibile ai botteghini dalle 11, poi un paio d'ore più tardi l'apertura dei cancelli (fischio d'inizio ore 15, diretta tv La7). Lo stadio Olimpico è in una zona dov'è difficile trovare parcheggio: per chi che arriva in auto, è consigliabile parcheggiare all'interscambio “Caio Mario” accanto alla Fiat Mirafiori. Da lì, come dalla stazione di Porta Nuova, transita la linea 4 del tram che in un attimo conduce al Comunale. Tradizione rugbistica o meno, Torino non ha bisogno di superare esami, già in questa vigilia ha dimostrato molto. Serve ricordare che per Italia-Argentina ha anticipato la Juventus?
Così in campo, Italia: Masi; Robertson, Pratichetti, Garcia, Bergamasco Mi.; Marcato, Canavosio; Parisse, Bergamasco Ma., Sole; Bortolami, Del Fava; Nieto, Ongaro, Aguero. A disposizione: Ghiraldini, Lo Cicero, Perugini, Reato, Travagli, Orquera, McLeane. All.: Mallett
Argentina:Stortoni; Aramburu, Tiesi, Contepomi, Carballo; Hernandez, Vergallo; Fernandez-Lobbe J., Alvarez-Kairelis, Durand; Albacete, Lozada; Orlandi, Ledesma, Roncero. A disposizione: Vernet-Basualdo, Ayerza, Galindo, Campo, Figuerola, Fernandez, Agulla. All.: Phelan. (Articolo Gazzetta dello Sport)

16.3.08

Salvi per un pelo

Passion_Still_Lives_Here, Article La Stampa di Torino
Il drop assassino in mezzo ai pali, l'urlo e la corsa tardelliana di Andrea Marcato, il Wilkinson de noartri, l'indice puntato verso la fidanzata Diletta e le due sorelle sobbalzanti in tribuna. Il Flaminio che esplode. Un happy ending nazional popolare, benedetto dalle inedite lacrime di Nick Mallet, il ct sudafricano che quando allenava gli Springboks non si commuoveva mai. Perché in Sud Africa la vittoria ovale è norma. In Italia eccezione, gioia che soffoca. Abbiamo battuto la Scozia in zona Cesarini, dopo venti minuti finali di thrilling puro, in una partita brutta, che a metà secondo tempo, e dopo la meta tagliagambe di Blair al 45', sembrava persa. Spaccata dalle incursioni del karateka Strokosch, dai calci di Paterson e Parks, dopo l'iniziale vantaggio azzurro per una meta tecnica concessa alla mischia dall'arbitro Owens. Charlie Brown per una volta non ha fallito la presa. Malgrado 4 sconfitte in 5 partite siamo mezzi eroi, non vermi definitivi. La stagione è incerottata, ma salva. Finiamo comunque ultimi in classifica, una vittoria come la Scozia ma -2 nella differenza punti. Il detestabile cucchiaio ligneo resta nel cassetto.A togliercelo di mano, quando tutto pareva smottare, è stato l'intercetto di un favoloso Sergio Parisse. Il capitano coraggioso, forse il miglior n. 8 d'Europa, ha mandato Canale - sì, proprio lo sciagurato Gonzalo - in meta in mezzo ai pali al 62’. Era il 17 pari, poi 20 pari dopo due punizioni incrociate, infine i 3 punti benedetti infilati dal destro di Marcato al 79’, dopo che una lunga, testarda offensiva italiana gli aveva liberato davanti lo spazio per la pedata più velenosa del rugby, il drop. Un reagente beffardo, capace di far virare dal grigio al rosa (stinto) la cartina al tornasole del nostro torneo. Così le vittorie mancate con l'Irlanda (sconfitta di 5 punti) e l'Inghilterra (4 punti), il ko con la Francia (12), il primo tempo con il Galles diventano lampi di faro, non ombra densa come sarebbe stato in caso di sconfitta. I capitoli di una navigazione in progresso, con il secondo tempo di Cardiff come unica vera secca. «Il Sei Nazioni è sempre difficile per l'Italia - ha riassunto Mallett -. Non abbiamo tanti giocatori come le altre squadre. Alle ultime due partite siamo arrivati stanchi e con un giorno di recupero in meno rispetto alla Scozia. Quella di Parigi è stata la nostra prestazione migliore. Questa volta non abbiamo giocato bene, ma sono commosso perché è una vittoria importante per la squadra, lo staff, i tifosi che voglio ringraziare perché ci hanno sostenuto anche nelle sconfitte. Siamo ultimi? Non importa. Per me contano solo le vittorie e le partite che portano esperienza alla squadra». Poverissimi, ma almeno belli, visto che i due uomini del giorno sono "The Body" Parisse e Marcato, occhi blu e nasino da modello. La lunga stagione iniziata con il mondiale è chiusa. Potremo affrontare i test estivi con meno affanno, ma la questione "apertura" va risolta. Masi, prima di uscire per infortunio, ieri ha giocato la sua peggior partita da numero 10, un ruolo che non è il suo (nel suo club, a Biarritz, fa faville da centro), che non gli piace e a cui si adatta solo per spirito di squadra. Mallett continua a difendere il suo esperimento: «Marcato pesa solo 82 kg, non reggerebbe 5 partite». La coerenza, però, a volte non è la più intelligente delle virtù.


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10.3.08

L'Italia rischia il "cucchiaio"

xxolympicwintergames.blogspot.com_article La Stampa di Torino
Sconfitta onorevole per gli azzurri che a S.Denis, nel tempio del rugby transalpino, fanno ben sperare tenendo testa ai galletti nei primi minuti di gioco e non piegandosi mai come contro il Galles. L'Italia parte bene e nei primi minuti mette in difficoltà la Francia. Una mèta transalpina toglie però le castagne dal fuoco, da lì in avanti solo un "monologo" accompagnato dagli 80.000 parigini. Tuttavia la nazionale guidata da Mallet mostra carattere e capacità di reagire. Rispetto al Galles sembra un'altra squadra, gioca bene sia psicologicamente che fisicamente, nonostante l'ovvia superiorità francese.
Fondamentale uscire da questo Sei Nazioni senza il famigerato "Cucchiaio di Legno". Il Flaminio è avvisato, per non "fregiarsi" del 4°trofeo occorrerà anche il "suo" contributo.
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Voglio fare i complimenti alla squadra italiana. E' una squadra molto giovane e sta facendo grandi progressi, diventerà pericolosa per molti». Marc Lièvremont, allenatore della Francia. «E' la nostra miglior partita da molto tempo a questa parte, sono soddisfatto». Nick Mallett, allenatore dell'Italia. Ecco, l'unico problema di questa ennesima, onorevole, un po' molesta sconfitta è che dietro i complimenti diffusi, anche meritati, si profila l'ombra lignea e beffarda del cucchiaio. Il trofeo di chi perde sempre. Sarebbe il 4º in 9 edizioni. Per evitare la triste mestolata dovremo battere, sabato al Flaminio, la Scozia che sabato ha superato l'Inghilterra. Ci riusciremo? Dopo l'orrore di Cardiff avremmo risposto di no, visto invece il match di ieri c'è qualche ragione in più per rispondere sì. Contro la Francia abbiamo perso con uno scarto ragionevole (25-13), siamo rimasti in partita fino a 20’ dalla fine (18-13). Avremmo addirittura potuto passare in vantaggio al 20' del primo tempo, sul 7-3 Francia, quando, dopo una penetrazione da manuale innescata da un sottomano alla Magic Johnson di Parisse, il tallonatore Ghilardini - uno dei migliori - ha scaricato a pochi passi dalla meta un passaggio che "Gonzo" Canale, sempre lui, non è riuscito a incollarsi alle mani, con scalciante (in tribuna) disperazione di Mallett. Altro zucchero: la difesa non è crollata anche senza la diga-Mauro Bergamasco. La mischia è tornata efficace. In touche, con Del Fava e il rientrante e commosso (fino alle lacrime) Bortolami, siamo andati decisamente meglio dei pasticcioni francesi. Marcato ha piazzato tre calci su tre. Però abbiamo perso. Nel calcio si direbbe: perché ci manca l'ultimo passaggio. Perché ci mancano un Inzaghi o un Ibra, lo splendore o la cattiveria corrosiva del talento vero. Perché segniamo poco: il nostro metaman, a quota tre, è lo straordinario Martin Castrogiovanni, uno dei migliori numeri 3 del mondo, che anche ieri l'ha appoggiata ai galletti sfruttando la spinta di una maul travolgente. Un pilone, però. Non un’ala, non un centro. Uno che il pianoforte, tanto per riesumare una frusta metafora, dovrebbe spostarlo, non suonarlo. «Datemi dei tre-quarti come Rougerie - ironizza Mallett - e vi darò più mete. La velocità è importante, non ce l'abbiamo. Non è una critica alle nostre ali, che stanno dando il massimo, ma è la realtà». Ed è anche il nostro eterno limite.Si è visto anche ieri, contro una Francia farcita di esordienti, magari ingenua, confusa e brada - quanti in avanti, quanti passaggi sbagliati - ma geniale al punto e al momento giusto. Capace di siringarsi dentro l'esperienza di Bonnaire e Traille nel secondo tempo, mentre noi possiamo contare su rincalzi di qualità solo in prima linea. Di cucinare una meta-show all'inizio usando una maul, un calcio all'ala di Yauzion, un tap-in acrobatico del deb Malzieu per Floch. E di soffocare poi il match al 65' - sette minuti dopo la meta di Castrogiovanni - con una folata bionda di Rougerie, abilissimo nel virare nascondendosi dietro Traille per sbucare inevitabile come un Mig da un cumulo nembo al momento dell'assist. Grazia devastante, che ci sfugge. Stavolta l'Italia ha tenuto i neuroni saldi. Ha finito in avanti, danzando per tre minuti, fra il 70' e il 73', a una trincea di distanza dalla meta francese. «Ma non possiamo spingere per 7 fasi - puntualizza Mallett - e poi perdere palla perché uno dei nostri (Travagli, ndr) si isola. Ci sono fuoriclasse che possono permettersi di giocare da soli. Noi no, abbiamo bisogno di organizzazione». Consoliamoci così: l'Italia in progress di Mallett, che come "mission" aziendale ha i Mondiali del 2011, per ora è un'Italia a pezzi. Fatta di tasselli in movimento. Se e quando Nick mano calda riuscirà a fissarli in un disegno compiuto, carestia di talenti permettendo, ne capiremo il valore. Ora, però, c'è un cucchiaio da togliersi di mano.


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26.2.08

Un super Galles asfalta un'Italia spaesata

xxolympicwintergames.blogspot.com_Luca & Solki
I cambi di mentalità prima di esser tali a volte costano lacrime e "sangue". Per vederne i frutti occorre del tempo, quasi a far decantare un approccio psicologico che nel Rugby conta moltissimo insieme a tecnica e fisicità. L'Italia di Mallet è lontana dal pragmatismo di Pierre Berbizier, altalenando risultati importanti a debacle improvvise. L'ultima di queste, domenica scorsa contro il Galles, dove una nazionale rimasta con la testa negli spogliatoi cede subito il passo al rullo compressore gallese che in pochi minuti chiude un incontro comunque segnato.
Si rasenta la figuraccia, il punteggio è da Superenalotto, ma a questo punto sarà cruciale non uscire dal "Sei Nazioni" con il temuto "Cucchiaio di Legno". Sarebbe un passo indietro per un movimento che tanto sta raccogliendo e per un'Italia che è sempre più amata. Risultato che non ci possiamo permettere, per guardare avanti con rinnovata mentalità, occorre lasciare alle spalle i timori e pensare via via in grande.
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I gallesi demoliscono l'Italia e restano gli unici a punteggio pieno. Ancora grande Inghilterra a Parigi. Contro la Scozia si rivede la vecchia Irlanda
Due complessi a confronto: quello di speriorità degli inglesi sui francesi e quello di inferiorità dei francesi verso gli inglesi. Il risultato è che le ultime sfide tra Francia e Inghilterra non sono influenzate dal fattore campo, dalla condizione fisica e dagli schemi di gioco: gli uomini di Brian Ashton mettono ko i galletti a prescindere. Così è stato anche nella terza giornata di questo Sei nazioni. Allo stadio St. Denis di Parigi tutta la Francia aspettava la rivincita (molto parziale, perché la posta in palio non era paragonabile) della semifinale degli ultimi mondiali, persa dai padroni di casa contro Wilkinson e compagni. Invece, anche se alcuni protagonisti sono cambiati e altri hanno giocato al di sotto dell'abituale standard (Wilkinson tra questi), è arrivata una conferma di quel risultato, coi Leoni subito in meta con Sackey e capaci di allungare 10-0 e poi vincere 24-13. Una lezione. tanto da costringere il ct francese ad ammettere che «dobbiamo imparare diverse cose da questa Inghilterra: sono stati capaci di rimettersi in sesto dopo performance negative e continuando a giocare così possono battere qualunque squadra al mondo». Anche se Lievremont non risparmia critiche a Mark Regan, uno dei migliori in campo sabato scorso: «E' un pagliaccio. Il suo compartamento in campo è stato grottesco». Parole pesanti che l'interessato si appunta come mostrine: «E' il miglior complimento che potesse farmi. Il mio compito, tra le altre cose, è innervosire l'avversario. Posso dire, a questo punto, di esserci riuscito». Se Regan e soci affrontassero sempre i transalpini, potrebbero già portarsi a casa il Sei Nazioni. Ma così non è e le chances diminuiscono parecchio. Contro gli altri avversari i bianchi mostrano tutti i limiti di una formazione che, al momento, non riesce a rinnovarsi completamente nè a portare avanti in modo bilanciato la combinazione di freschezza e esperienza che Ashton cerca di trovare da un anno a questa parte. Spesso l'impressione è che in campo, nello stesso momento, ci siano due, tre Inghilterre diverse. Chi per primo ha messo in luce questa mancanza di coesione e di concentrazione è stato il Galles. Dominati a Twickenham nel primo tempo della gara inaugurale, nella ripresa i gallesi hanno letteralmente cancellato dal campo i vicecampioni del mondo in carica. Più o meno lo stesso trattamento riservato, per tutti gli ottanta minuti, all'Italia di Mallett. Al Millennium stadium di Cardiff è andata in onda un'esecuzione in piena regola. Il 47-8 finale, con cinque mete dei padroni di casa, ha riportato l'Italia alle batoste delle prime apparizioni nel 6 Nazioni. Un passo indietro figlio del tentativo di Mallett di infondere una mentalità vincente o comunque competitiva. Politica da lodare. Se si vuole arrivare a giocare per traguardi più ambiziosi dell'evitare il cucchiaio di legno bisogna scendere in campo non per limitare i danni ma per vincere, e non solo contro gli scozzesi. L'Italia non sa attaccare e questo è evidente. La difesa resta la prima pietra su cui costruire la casa, ma solo con quella non si va da nessuna parte e, prima o poi si crolla. Se presa nel verso giusto (anche se c'è già chi rimpiange il realismo di Berbizier) questa suonata può far crescere il nostro rugby più di tante "onorevoli sconfitte" di misura. Contro un Galles che sembra addirittura più più forte di quello che nel 2005 realizzò il Grande Slam (vale a dire: 6 nazioni vinto a punteggio pieno), gli azzurri non avrebbero avuto nessuna speranza in ogni caso. La partita che può decidere il vincitore dell'edizione 2008 è quella che metterà di fronte l'8 marzo a Croke Park Irlanda e Galles. Gli irlandesi contro la Scozia, nella prima sfida del "supersabato", hanno confermato le belle cose mostrate negli ultimi venti minuti della gara perduta contro la Francia a Parigi. Contro gli uomini di O'Sullivan, che nel finale ha riproposto il recuperato Paul O'Connell (miglior giocatore della precedente campagna), gli scozzesi hanno messo in campo il solito cocktail di talento e errori che vanifica puntualmente un gioco spesso spettacolare e arioso. Il 34-13 finale per gli irlandesi è una punizione forse eccessiva ma meritata per una squadra incapace di concretizzare tutto quel che produce e di mantenere la concentrazione in difesa. Limiti che ne fanno, assieme agli azzurri, la candidata principale all'ultimo posto in classifica. Per Hadden l'unica notizia positiva è che il nazionale Scott MacLeod è stato assolto dall'accusa di doping: il medicinale usato non mirava ad alterare le prestazioni sportive ma solo a curare l'asma, l'equivoco è stato provocato da un errore nella compilazione di un modulo.



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11.2.08

6 Nations: l'Italia perde onorevolmente

xxolympicwintergames.blogspot.com_article Sara
Grazie a Sara (www.pinguino-sportivo.blogspot.com) per la gentile concessione di questo scritto ripreso dal suo stesso blog.
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L'Italia al Flaminio ha perso 19-23 contro l'Inghilterra. E' stata una nazionale a due facce: distratta e inefficace nel primo tempo e agguerrita nel secondo, in cui ha dato filo da torcere alla ben più titolata Inghilterra.Aria di festa, Flaminio tutto esaurito da giorni. I presupposti per un match di livello ci sono tutti, con una speranza in piu' per l'Italrugby: capitan Vickery, gia' in forse per un problema al polpaccio, deve arrendersi ad un mal di pancia che lo costringe alla tribuna. Un'assenza in piu' in un'Inghilterra gia' rimaneggiata e priva di uno dei suoi cardini, Tindall, mentre Mallett conferma il XV caduto con onore in Irlanda con l'aggiunta di Galon al posto dell'infortunato Canavosio. Nick Mallett aveva chiesto attenzione per tutti gli ottanta minuti, ma le due mete inglesi del primo tempo nascono da topiche incredibili degli azzurri. I vice-campioni del mondo non avrebbero bisogno di regali e invece passano soli 3' ed ecco l'erroraccio italiano in touche che mette in moto la trequarti britannica, permettendo a Sackey di girare al largo e schiacciare senza particolari opposizioni. Wilkinson fa il suo in trasformazione e per Parisse e compagni l'inizio e' tutto in salita.Ottimo Bortolussi, che ha segnato 5/5 calci piazzati, e Picone, che ha segnato una meta nei minuti conclusivi. Certo se fosse arrivata prima avrebbe potuto cambiare il risultato.Comunque bisogna essere soddisfatti di questa Italia, competitiva e onorevole, supportata da un grande movimento di tifosi e guidata da un ct che sembra far ben sperare. Attendiamo fiduciosi la prima vittoria di questo 6 nazioni.

30.1.08

Al via il 6 Nazioni di Rugby




xxolympicwintergames.blogspot.com_Articolo Antonella B.


Il Sei Nazioni è il principale torneo internazionale di rugby dell'Emisfero Settentrionale. Ha una storia ultracentenaria e fortemente elitaria. Non contano soltanto la forza, l'agilità, l'organizzazione delle squadre: la tradizione rugbistica e l'anima ovale di ogni Nazione hanno un peso enorme. Vi partecipano, in ordine di antichità, Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda, Francia ed Italia.
Si gioca ogni anno nei mesi invernali. Ciascuna squadra disputa contro le altre cinque un match di sola andata, alternando in stagioni consecutive le partite in casa e quelle in trasferta, con il vantaggio di giocare un incontro casalingo in più. La vittoria vale due punti, il pareggio uno e zero la sconfitta. La squadra prima in classifica si aggiudica il Championship Trophy.
Questo, in breve, il Sei Nazioni.
Ma vediamo meglio di cosa si tratta.
Il Torneo iniziò, praticamente, in sordina, cioè in maniera non ufficiale nel lontano 1883.
Dal 1871 e per dodici anni, solo Inghilterra e Scozia vi avevano preso parte giocando degli occasionali incontri amichevoli. Nel 1883 venne istituito il primo Home International Championships a cui presero parte, oltre ad Inghilterra e scozia, anche Irlanda e Galles. Per dieci anni vinsero il trofeo solamente Inghilterra e Scozia, vista la loro tradizione sportiva; ma nel 1893, per la prima volta, il trofeo lo vinse il Galles, mentre l’anno successivo lo vinse l’Irlanda.
Il tutto, senza regole e senza classifica. Erano dei veri “Test Match”, fino a quando qualche giornale non decise di stilare una classifica, seppur ufficiosa.
Nel 1910 viene aggiunta al gruppo anche la Francia, diventando così “Torneo 5 Nazioni”, ma la vittoria spettò all’Inghilterra, che fece anche il suo primo Grande Slam. La competizione venne poi sospesa a causa della Prima Guerra Mondiale e si potè parlare nuovamente del Torneo solo nel 1920.
Dieci anni dopo, la Francia venne esclusa dal Torneo, che tornò alle origini, chiamandosi Home Nation. Riammessa nel 1939, la Francia dovette comunque aspettare a scendere in campo, in quanto la Seconda Guerra Mondiale era in atto ed il Torneo risultava sospeso.
Nel 1947 si riprese il “Torneo 5 Nazioni”, in cui vinsero, a pari merito, Inghilterra e Galles. La Francia dovette attendere il 1954 per aggiudicarsi, a pari merito, il titolo ed il 1959 per la prima vittoria in solitario.
Negli anni 70 il Torneo ebbe il boom di pubblico e fu definito come il torneo predominante delle Federazioni dell’Emisfero Settentrionale. Nel ’73 avvenne un fatto strano: tutte e 5 le Nazioni partecipanti conquistarono il trofeo in quanto tutte portarono a casa due vittorie e due sconfitte, quindi fu data la parità. Questi anni sono ricordati come gli anni d’oro del Galles, perché predominante in tutte le competizioni.
Fino al 1993, non venivano assegnati premi a chi vinceva il 5 Nazioni. Quell’anno venne consegnato il primo trofeo, che, per vittoria, spettò alla Francia. Gli anni successivi spettò a gallesi ed inglesi, mentre solo nel 1998 approdò in Scozia. Nazione che detiene anche l’ultimo trofeo “5Nazioni”, in quanto dal 2000 è stata ammessa anche l’Italia ed è divenuto “Campionato 6 Nazioni”. Italia che esordì il 5 febbraio, contro la Scozia – campione in carica – con una vittoria di 34 a 20
Il campionato, che si svolge ogni anno, è organizzato in modo semplice: ciascuna squadra disputa contro le altre cinque un match di sola andata, giocando un incontro casalingo in più. La vittoria in tutte e cinque le partite fa ottenere il titolo di “Grande Slam”. La squadra appartenente ad una delle Federazioni Britanniche che vince tutti i confronti con le altre tre, realizza la “Triplice Corona”. Alla squadra ultima classificatasi viene attribuito, in modo simbolico, il cd “Cucchiaio di Legno”.
Nell’ambito del Torneo hanno luogo svariate partite, la più antica delle quali si svolge tra Scozia ed Inghilterra fin dal 1879 ed è la “Calcutta Cup”. Dal 1988 viene assegnato anche il “Millennium Trophy” alla squadra vincente nel derby Inghilterra – Irlanda. Dal 2007 è stato istituito anche il “Trofeo Garibaldi” assegnato alla squadra vincitrice tra Italia e Francia.
Fino al 1994, inoltre, le squadre che avevano raggiunto lo stesso punteggio, vincevano ad ex aequo il campionato. Dopo quella data, la parità non venne più presa in considerazione, privilegiando la differenza punti delle squadre.
Quasi in contemporanea si svolge anche il torneo femminile “6 Nazioni”, che ha visto la luce solo nel 2001. Al posto dell’Italia c’era la Spagna, fino al 2007, quando la nostra nazionale ha preso il posto di quella spagnola. Le regole sono le stesse, così come i trofei.
Ecco il calendario del “6 Nazioni 2008” che prenderà il via questo sabato, con l'Italia subito in campo in terra irlandese.

Data Ora Locale Stadio


2 Feb 08 14:00 Irlanda - Italia Crocke Park

2 Feb 08 16:30 Inghilterra - Galles Twickenham

3 Feb 08 15:00 Scozia - Francia Murrayfield

9 Feb 08 14:00 Galles - Scozia Millennium Stadium

9 Feb 08 17:00 Francia - Irlanda Stade de France

10 Feb 08 15:30 Italia - Inghilterra Stadio Flaminio

23 Feb 08 15:00 Galles - Italia Millennium Stadium

23 Feb 08 17:00 Irlanda - Scozia Croke Park

23 Feb 08 21:00 Francia - Inghilterra Stade de France

8 Mar 08 13:15 Irlanda - Galles Croke Park

8 Mar 08 15:15 Scozia - Inghilterra Murrayfield

9 Mar 08 16:00 Francia - Italia Stade de France

15 Mar 08 14:00 Italia - Scozia Stadio Flaminio

15 Mar 08 15:00 Inghilterra - Irlanda Twickenham

15 Mar 08 17:00 Galles - Francia Millennium Stadium