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30.5.10

Basso re del Giro

Quattro anni dopo l’ultima volta (di mezzo c’è la squalifica per doping e il ritorno alle corse), Ivan Basso (Liquigas Doimo) vince il suo secondo Giro d’Italia. Il varesino, dopo un inizio in sordina, è riuscito a chiudere in crescendo e a strappare la maglia rosa ad Arroyo che si è piazzato al secondo posto nella generale. Terzo è un altro Liquigas, Nibali.

La vittoria al Giro nel 2006, l’errore del doping e il bis in maglia rosa quest’anno: Ivan Basso chiude il cerchio. Il 32enne varesino della Liquigas-Doimo sale sul gradino più alto del podio del Giro a quattro anni di distanza dal primo trionfo, quello macchiato dal suo coinvolgimento nella cosiddetta 'Operacion Puerto' (secondo l'accusa è uno dei clienti del medico Eufemiano Fuentes).

Dopo due anni di squalifica, arriva la rinascita. La sua seconda vita sui pedali riparte dalla Liquigas di Paolo Dal Lago, che scommette su di lui.

Alla vigilia della corsa rosa è prudente: "Speravo di arrivare in Olanda con maggiore brillantezza, ma sono certo che nelle tre settimane di corsa gli sforzi compiuti dal dicembre scorso verranno ripagati".


E i fatti gli daranno ragione. Basso trova in Vincenzo Nibali, sostituto di Franco Pellizotti (fermato per valori ematici anomali), un alleato fedele e prezioso. Il siciliano conquista la maglia rosa dopo la crono inaugurale, poi quando iniziano le salite lavora per lui. Basso trionfa sullo Zoncolan, supera indenne la cronoscalata e conquista la maglia rosa sulle pendenze proibitive del Mortirolo: la missione è compiuta.

È il 28 maggio: sono passati esattamente quattro anni dal primo successo di Basso al Giro. Il monte Gavia non cambia le gerarchie, la crono finale di 15 km a Verona neanche: il cerchio si chiude, 'Ivan il terribile' è tornato.

Non trattiene l’emozione Ivan Basso dopo il trionfo di Verona per la conquista del Giro d’Italia. ‘”Sono felicissimo - dice il corridore varesino al termine dell’ultima frazione – E’ chiaro che tutta la scaramanzia dei giorni scorsi non c’è più, sono molto felice. Volevo approfittare per dire che tra qualche mese saranno tre i figli, l’ho saputo qualche giorno fa durante il Giro. Micaela è stata sempre vicino a me e ora mi regalerà il terzo figlio, sono sempre molto felice”. Interrogato sul paragone tra la vittoria del 2006 e quella coronata oggi, Basso è stato chiaro: “Sicuramente questo è stato il Giro più amato dalla gente, visto che ho lottato fino all’ultimo per difendere la maglia rosa. Sembrava tutto compromesso ma ci ho creduto fino all’ultimo provandoci con tutte le mie forze. Quella parte di me che era ancora infelice è tornata ad essere felice al cento per cento. Adesso passerò qualche giorno in tranquillità, poi mi concentrerò sul Tour. La doppietta? So che è un traguardo ambizioso ma ci credo. Cercherò di prepararmi al meglio per questo appuntamento, non andrò tanto per partecipare, ci sarà Contador che negli ultimi anni ha dimostrato una continuità disarmante ma io ci credo, il Tour è un mio obiettivo”.

Antonella Occhiolino

Giro: la penultima tappa va a TSCHOPP

Ivan il Terribile ha lasciato sfogare gli attaccanti di giornata sui cinque Gran premi della montagna di giornata, è salito su a buon ritmo sulla Cima Coppi del Giro, il Gavia, ha fatto scappar via l'iridato Cadel Evans, alla caccia di punti preziosi per la maglia rossa ed ha perfino concesso un gentile omaggio al suo compagno di squadra Vincenzo Nibali, soffiando in volata il terzo posto a Michele Scarponi e dunque l'abbuono che avrebbe portato sul podio il marchigiano dell'Androni. Un gesto da capitano vero, che ripaga così lo "Squalo dello Stretto" dalle fatiche di tre settimane e dall'aver rinunciato ad ogni dualismo interno.

Ivan Basso ha praticamente ipotecato la vittoria del Giro d'Italia.

Il varesino, reduce da una settimana da padrone incontrastato della corsa, ha controllato alla grande la situazione nell'ultima tappa di montagna, vinta da Tschopp sul Tonale, aumentando il suo margine sui rivali per la maglia rosa prima della conclusiva cronometro di Verona.

Basso sul Gavia, affrontato nonostante la neve ai margini della strada e un clima invernale, si è limitato a rispondere ai pochi attacchi di Evans e Vinokoruov, in discesa grazie a Nibali non ha perso terreno e sull'ultima salita ha ripreso gran parte dei fuggitivi, tra cui anche Simoni, lasciando la tappa allo svizzero e una decina di secondi proprio al campione del Mondo, che ha chiuso al secondo posto allungando negli ultimi metri.

Basso è dunque vicinissimo al traguardo perchè ha ora da Arroyo 1'15'': la crono di oggi con traguardo nell'Arena di Verona servirà solo come passerella per un'impresa ormai messa in bacheca. Per la vittoria di tappa è stata battaglia sin dall'inizio.

Doveva essere, quella odierna, la tappa di Gilberto Simoni, domani al passo d'addio della sua carriera. Avrebbe voluto, il corridore trentino, vincere il GPM, la cima Coppi sul Gavia, il tetto del Giro con i suoi 2.618 metri, ma nonostante lo sprint e la determinazione, è stato bruciato da Schopp. Subito dopo, nella discesa, Simoni ha rallentato venendo ripreso dal gruppetto degli inseguitori, con Vinokourov, Sarte, Pinotti e Lloyd. Tappa insidiosa per il varesino che ha saputo uscirne indenne anche se, per la verità, Arroyo non appariva in grado, per le sue caratteristiche, di insidiarlo. Certo, rimane la cronometro di domani, 15 chilometri in circuito a Verona, ma i 75 secondi di vantaggio nei confronti dello spagnolo Arroyo sembrano un tesoro difficilmente attaccabile.

Basso è stato un gran ragionatore. Ha controllato la tappa, difficile con perché c'era la scalare il Gavia, c'era freddo, neve, situazione ambientale non certo facile, e ha saputo anche lavorare per il compagno di squadra Vincenzo Nibali. Il terzo posto di Ivan al traguardo che ha battuto allo sprint Scarponi, ha tolto al rivale l'abbuono di 8 secondi. N questo modo Nibali ha conservato nella generale il terzo posto anche se adesso ha appena un secondo di vantaggio nei confronti del corridore marchigiano.

Oggi termina il 93esimo Giro d'Italia. Non più una passerella: in programma c'è una cronometro individuale di 15 chilometri a Verona con arrivo in piazza Bra, davanti all'Arena.

I commenti a caldo

"Se ho addosso la maglia rosa e vincerò questo Giro buona parte del merito è di Vincenzo. Ma non è ancora finita". Ivan Basso torna autentico leader, ma non dimentica i compagni che faticano per lui. "Nibali è un fuoriclasse, il futuro è suo" ripete la maglia rosa. Che oggi ha una dedica speciale: "Devo dire grazie soprattutto a Vanotti, ha capito che io e Vincenzo eravamo un pò in difficoltà e ha fatto il triplo del lavoro. Oggi in tanti mi hanno fatto i complimenti per lui".

Il capitano della Liquigas ripete che "anche oggi è stata una giornata molto molto difficile. Hanno provato a fare esplode Giro, ci hanno attaccato dal chilometro zero. Siamo partiti a tutta ma abbiamo mantenuto la calma. Ho rischiato facendo andar via Vinokourov ma molto fiducioso nei miei compagni".

Personalmente si dice contento "perché ho guadagnato qualche secondo su Arroyo, il che non guasta. Ma per domani non mi sento tranquillo, tutto puo' accadere, è nel mio carattere: preferisco così, sono scaramantico. Preparerò la crono come se avessimo lo stesso tempo. Una cronometro finale è sempre difficile. E poi ricordate quello che è accaduto l'anno scorso a Roma... Evans? Ha vinto una tappa, ha lottato fino all'ultimo. E' uno tenace, un grandissimo campione, uno che onora Giro cosi' è da applausi". "Basso è di un livello superiore a me" ammette l'australiano.

Antonella Occhiolino

26.5.10

Plan de Corones. Garzelli primo

Una formichina. Non era certo la sua tappa, eppure Ivan Basso, l’eroe di domenica scorsa sullo Zoncolan, ha salito un altro gradino della classifica grazie alla cronoscalata verso Plan de Corones, 16ª tappa di questo 93° Giro d’Italia massacrante e ancora tutto da scrivere. La vittoria di giornata è andata al quasi 37enne Stefano Garzelli, che in carriera conquistò anche un Giro, ma sono passati ormai 10 anni. Quindi secondo successo varesino consecutivo al Giro d'Italia. Garzelli è fantastico nella durissima cronoscalata di Plan de Corones, salita tremenda con tanto di sterrato a far affondare le ruote e far respirare polvere.

Il capitano dell'Acqua&Sapone, andato in crisi sabato sul Monte Grappa, si è ripreso con gli interessi la scena della corsa rosa dominando uno degli arrivi più attesi, quasi a quota 2.300 metri, grazie a una seconda parte di gara in cui ha stracciato la concorrenza. Avversari capeggiati da Evans: il campione del mondo ha guadagnato 28” su Ivan Basso.

Con il sesto posto di ieri, Basso si è insediato al secondo posto della classifica generale alle spalle del solo David Arroyo che si è difeso piuttosto bene.

Sono in centomila ad applaudire la vittoria di Garzelli ai bordi di una salita che vanta punte di pendenza fino al 24%: Stefano la vince nella seconda parte, da quando cioè inizia lo sterrato, mettendo a frutto le energie risparmiate sabato e domenica quando ha capito di non avere la gamba per restare in classifica. Una borraccia, qualche zucchero e poi via: sull'ultimo tratto il Garzo ha saltato gli avversari partiti prima di lui tirando a tutta fino al traguardo dove è stato premiato da una corona vera e propria, ornata del gallo che è il simbolo di questa località famosa d'inverno per lo sci e in primavera per il Giro.

Alle spalle il duello più importante è tra Evans e Basso: l'australiano è andato meglio fin dai primi metri senza peraltro sfondare. Evans, specialista della mountain bike, ha sfruttato le sue conoscenze del terreno sterrato su cui Basso ha faticato e comunque si è difeso, anche alzandosi sui pedali in alcuni momenti come di solito non avviene. Arroyo arriva a poca distanza e conferma la fama di osso duro perdendo qualcosa ma senza affondare, anzi: sul podio lo spagnolo si è rimesso la maglia rosa senza intenzione di lasciarla oggi quando il gruppo arriverà a Peio Terme, in lieve salita.

Garzelli, sorriso formato "grandi occasioni" parla della sua vittoria: "E’ arrivata nel giorno in cui non me l’aspettavo. Volevo un posto tra i primi cinque, aver vinto in questa tappa così ambita e difficile è un sogno. Era la più bella del Giro, e forse è la più bella della mia carriera. Il segreto? Dosare bene le energie, gestirsi sul passo Furcia, mangiare e alimentarsi". Arroyo ha chiuso sedicesimo a 2’16" da Garzelli: "Ma esco da questa giornata rafforzato. Era un test per capire fin dove poter arrivare. Ora posso dire di poter sognare, lotterò con la squadra giorno dopo giorno per difendere la maglia rosa". Sul palco è stato Fernando Alonso a consegnargli il simbolo del primato. "Un tracciato spettacolare - ha detto il pilota Ferrari, che ha seguito in moto Sastre -. I corridori fanno una fatica pazzesca sullo sterrato. Il Giro comunque è ancora lungo, Carlos non è ancora tagliato fuori".

Nibali "meglio di quanto mi aspettassi, il podio è il mio obiettivo massimo, sarebbe bellissimo", e soprattutto Basso. "Il terreno non era adatto a me, considero positivo il mio bilancio, ci aspettano altre tappe durissime e poi - aggiunge il vincitore del Giro 2006 - non dimentichiamo che c’è la crono conclusiva a Verona".

Il Giro è appena iniziato, anche se si è già messo alle spalle 16 giorni di gara.

Antonella Occhiolino

24.5.10

Giro: Basso torna sul podio

Il “Terribile” è tornato!

Erano 4 anni che Ivan Basso non vinceva una corsa. Si riappropria del primo posto nella giornata più appassionante e commovente del 93° Giro d’Italia, che termina sul Monte Zoncolan, la montagna più dura d’Europa. Poco più di 10 km di un’arrampicata asfissiante, da rocciatori, pendenza media del 12%, massima addirittura del 22%.

Ai piedi dello Zoncolan il gruppo dei big di classifica si è presentato ancora unito, all’inseguimento di pochi fuggitivi.

Mentre il giorno prima, sul Grappa, era stato Nibali a sferrare l’attacco in discesa, questa volta tocca a Basso, il capitano, potente, concentrato.

Caduto nella tappa delle strade bianche verso Montalcino, beffato dalla fuga a L’Aquila dagli spagnoli, lo Zoncolan era l’ultima spiaggia.

Ivan, tornato il Terribile, non ha tradito, e ha seminato lungo l’orrida salita tutti i rivali diretti: Evans, il più tenace, l’ultimo ad arrendersi; Scarponi; Cunego, abile a rimontare con il proprio passo; Vinokourov, non più il corridore che si è espresso al massimo nelle prime tappe; e soprattutto Sastre e Arroyo, i due spagnoli che l’hanno beffato a L’Aquila.

L’ultima volta che Basso aveva alzato le mani al cielo nel Giro d’Italia risale al 2006, tappa del Mortirolo con traguardo all’Aprica.

Al Giro d’Italia, fra 2005 e 2006, aveva vinto 5 tappe e indossato 15 maglie rosa. Eppure: “Questa è la mia vittoria più bella al Giro”, ha detto ieri commosso e raggiante, certo consapevole che questa verrà considerata la sua impresa più limpida.

“E' una vittoria che vuol dire tantissimo per me. E' un premio a tutti i sacrifici, tutti gli allenamenti, tutte le difficolta' che ho incontrato sulla mia strada negli ultimi quattro anni. Vincere su questo arrivo ad una settimana dalla fine del Giro e' un segnale molto forte che ho dato ai miei avversari ed ai miei compagni di squadra. Il mio team e' stato davvero fantastico: hanno tirato per 150 chilometri senza risparmiare una goccia di energia per se stessi - ha spiegato il varesino - e il primo a farmi i complimenti e' stato proprio Vincenzo Nibali, vincitore ad Asolo, che io considero il futuro del ciclismo italiano per quel che riguarda le corse a tappe. E' la vittoria di chi ha lavorato duramente e onestamente per schierarmi al via di Amsterdam al meglio della condizione.”

Oggi secondo e ultimo giorno di riposo del Giro d’Italia. Domani è in programma la 16a tappa, una cronoscalata a Plan de Corones: 12,9 km con fondo in sterrato e pendenze fino al 24%.

Antonella Occhiolino

19.5.10

Giro: Farrar fa il bis

Già vincitore in Olanda, dove nello sprint finale di Utrecht tagliò per primo il traguardo, Tyler Farrar si aggiudica per la seconda volta una tappa al Giro d’Italia. Stavolta in Italia.

La frazione odierna era una delle più lunghe di questo Giro 2010, con 230 km da pedalare tra Avellino e Bitonto, un Gpm di 3° categoria, al km 92, poi tanti saliscendi, con l’incognita del vento, e va bene che non piove, anzi c'è un pallido sole.

L’arrivo a Bitonto era di quelli da velocisti, e dunque la classifica generale non subisce nessuno sconvolgimento: al secondo posto si piazza Sabatini, il quale poco poteva contro il duo Tyler Farrar-Julian Dean (team Garmin). Julian Dean, infatti, taglierà il traguardo per terzo dopo aver tirato la volata al compagno. Delusione per McEwen, solo quarto.

"Voglio ringraziare la mia squadra che oggi è stata davvero speciale – ha spiegato Farrar – Julian Dean ma anche tutti gli altri sono stati grandissimi nel lanciarmi la volata. Non so se sono più forte di Cavendish, dare giudizi sui miei colleghi… dico solo che in questo periodo sono in grandissima forma e che voglio vincere quanto più possibile. L'ultimo chilometro è stato davvero difficile ma alla fine sono riuscito a mettere la mia ruota davanti a quella di Sabatini (Liquigas Doimo, secondo classificato)".

Domani c'è l'11° tappa, Lucera - L'Aquila, 262 km, con 3 Gpm in programma, il 3° a soli 35 km dal traguardo, e poi un ultimo chilometro fatto a "muro".

Antonella Occhiolino

17.5.10

Giro: Goss vince la nona tappa

L’australiano Matthew Harley Goss (Columbia) ha vinto -in volata- la nona tappa del Giro d’Italia, 187 km con partenza da Frosinone e arrivo a Cava dei Tirreni. Tappa solo sulla carta facile. La tappa si risolve in volata, ma che fatica per arrivarci. La parte finale è l'unica asciutta, per il resto, una tortura per i corridori. Acqua abbondantissima, strade non all'altezza: insomma, un interminabile brivido.

Otto tappe, gli italiani (cronometro a squadre a parte) non ne hanno ancora vinta una. Sorprendente sono le tre vittorie australiane: dopo la fuga per la vittoria di Matthew Lloyd a Marina di Carrara e la maschera di fango di Cadel Evans a Montalcino, a Cava dei Tirreni tocca a Goss uno di quei corridori che abitualmente spianano la strada ai velocisti Mark Cavendish (assente al Giro) e André Greipel.

Goss che in Italia si era segnalato anche da dilettante vincendo il Gp Liberazione. Bravissimo il corridore classe ’86 (già secondo nella prima frazione olandese) a infilarsi nell’unico spiraglio utile e a far suo così uno sprint alquanto convulso, che ha addirittura visto Alexandre Vinokourov e Cadel Evans in prima fila per cercare di piazzare un’insolita botta vincente.

La tappa di domani: nel trasferimento dal Tirreno all’Adriatico prevale la monotonia di un percorso che, da Avellino a Bitonto (230 km) c’è una sola salita, nell’Appennino Lucano, al Valico dell’Imbandina (688 metri). Niente di impressionante: dieci km di salita con una pendenza media del 3,8%. Attenzione alla curva, in leggera salita, posta a 350 metri dal traguardo. Visti i primi chilometri vallonati, però, partirà la consueta fuga. Grande novità per questo Giro d’Italia arriverà invece dal cielo. Dopo nove giorni funestati da pioggia, freddo e temporali, sulle strade baresi farà capolino il tanto atteso sole. Ovviamente sarà solo una parentesi. Già da giovedì, infatti, è prevista nuovamente acqua a catinelle.

"E’ stata dura negli ultimi 30 km – commenta a caldo Goss - soprattutto per il maltempo". In effetti, nel punto più a sud raggiunto dal Giro nel 2010, in alcuni tratti i corridori hanno dovuto fare delle vere e proprie gincane tra le pozzanghere.

Antonella Occhiolino

11.5.10

Giro d'Italia: Weylandt si aggiudica la terza tappa

A Middleburg, ultimo arrivo olandese del Giro d'Italia 2010, è il Belga Wouter Weylandt a mettere le ruote davanti a tutti, il 26enne della Quickstep vince una tappa ricca di cadute e colpi di scena.


Buone notizie per gli italiani. Sono regolarmente al via sia Filippo Pozzato, il tricolore del Team Katusha che ha passato una notte tranquilla dopo la caduta di ieri a pochi chilometri dal traguardo che gli aveva procurato dolori al ginocchio e alla spalla destra, e Domenico Pozzovivo, l'uomo classifica della Colnago che ieri aveva patito un risentimento all'inguine per il ruzzolone nella cronometro d'apertura ad Amsterdam. E per la gioia dei tifosi interisti, a salutare c'è anche Sneijder, il trequartista di Mourinho e della Nazionale orange fidanzato di Cabau, madrina della corsa rosa.

Tappa che inizia come di consueto con una fuga alla quale prendono parte Kaisen, Pineau e Stamsnijder, i tre guadagnano fino a 8 minuti ma il forte vento, dovuto al percorso che si snodava sulle dighe del mare del nord, non lascia scampo ai fuggitivi che vengono ripresi ai -70km dalla conclusione.
Ancora forte vento e nonostante l'altimetria insignificante nel gruppo si soffre ed a 50km dall'arrivo c'è un frazionamento in 3 parti.
Si arriva velocemente verso i chilometri finali: va a terra Wiggins, prima maglia rosa dell'edizione 2010, che rimane fuori dai giochi per la volata, ma il copo di scena è ai meno 7km quando si stacca un gruppetto colmo di big: Cunego, Sastre ed i velocisti Hondo e Modolo perdono terreno, con loro c'è anche il campione del mondo e maglia rosa Cadel Evans che rimane senza compagni di squadra posizionandosi in testa a tirare per ricucire il gap.
Intanto davanti rimangono una ventina di ciclisti, Greipel sbaglia tutto e Weylandt controlla la rimonta di Brown.
Il gruppetto Evans perde troppi secondi(45") che vanno a cambiare i vertici della classifica generale che vede ora il kazako Vinokurov precedere Porte e Millar.

AntonellaOcchiolino

10.5.10

Giro d'Italia: a Farrar la seconda tappa

Sembrava una tappa facile, quasi tutta pianeggiante quella che portava ad Utrecth, invece è stata la tappa delle sorprese e soprattutto delle cadute, tante come mai viste al Giro.

La vittoria, in volata, all’americano della Garmin Tyler Farrar coglie di sorpresa Petacchi e Greipel.

La maglia Rosa cambia padrone e passa sulle spalle a Cadel Evans. Wiggins, complice una caduta nel finale e del vento non è riuscito più a rientrare ed è giunto attardato di una trentina di secondi.

Tra gli attardati Cunego e Pozzato.Bene Evans ma anche Basso, Nibali e Garzelli.

La gara: 210 chilometri, quasi completamente piatti da Amsterdam a Utrecht, una delle città più antiche d’Olanda.

Partono in 198, 8500 metri di passerella nel centro di Amsterdam tra due ali di folla, poi il gruppo inizia la corsa al Km 0.

Appena il tempo di abbassare la bandierina del via da parte del direttore di corsa e nasce la prima fuga di questo Giro d’Italia 2010. 4 uomini: Voss (Milram), Pirazzi (Colnago-Csf), Facci (Quick Step) e Flens (Rabobank).

Al chilometro 88,7, al culmine del primo Gpm di giornata (un cavalcavia con un dislivello di 27 metri) i quattro avevano un vantaggio di 5’42”. La fuga va via tranquilla tra mulini a vento, numeroso pubblico a bordo strada e scorci di campagna olandese, gli uomini della Sky tengono i fuggitivi a bagnomaria. Ai meno 60 chilometri dall’arrivo in gruppo inizia la serie di cadute, complici anche i numerosi spartitraffico.Tra le vittime Farrar ed anche la maglia Rosa Wiggins, corridori che comunque rientreranno senza problemi in gruppo.

La fuga di giornata si esaurisce ai meno 25 chilometri, quando il gruppo recupera l’ultimo superstite Flens. Allora davanti si inizia ad andare a meno 10 chilometri.

Altra caduta con vittima illustre, Damiano Cunego che fatica molto per rientrare.

A meno sette chilometri altra caduta di gruppo con altra vittima illustre: Filippo Pozzato.

Gruppo spezzato in tre tronconi, la maglia Rosa, a meno di tre Km è attardata nel secondo gruppetto, 16” di ritardo. Nel plotone che si disputa la vittoria ci sono i velocisti principe.

A 500 metri cerca di anticipare l’uomo della Sky Henderson, mentre Petacchi e Greipel restano indietro. Alla fine spunta Farrar che vince facile su Goss e Sabatini.

Nel primo gruppo arriva Cadel Evans che strappa la maglia Rosa a Winngs, attardato per cadute sul traguardo di oltre 30”. Con lui anche Basso, Scarponi e Garzelli, attardato anche Sastre.

Oggi la Carovana Rosa saluta l’Olanda con l’ultima frazione da Amsterdam a Middelburg di 224 chilometri. Tappa completamente piatta per velocisti che si corre da Nord a Sud-Ovest per gran parte lungo il Mare del Nord. Attenzione al vento che qui c’è quasi sempre. In serata un charter riporterà il Giro in Italia.

Antonella Occhiolino

8.5.10

Giro d'Italia: Sir Wiggins vince la crono di Amsterdam

Più che Giro d'Italia è Tour of Italy. Un anno fa toccò a Cavendish, ad Amsterdam tocca a Wiggins, ma è britannica per il secondo anno di fila la prima maglia rosa. L'edizione numero 93 del caro vecchio Giro si apre dunque con il successo di Bradley Wiggins, che rispetta i pronostici. Copre gli 8.4 km del percorso in 10 minuti e 18 secondi. Pluridecorato in pista nell'Inseguimento, Wiggins indossa anche la prima maglia rosa della carriera e il pronostico di massima della vigilia, che lo indicava favorito numero 1, viene dunque rispettato. Se terrà sulle montagne, Wiggins, 4o classificato all'ultimo Tour, sarà anche un uomo da alta classifica finale

Asfalto insidioso, chiedetelo a Domenico Pozzovivo che stava imbroccando la crono della vita ma è scivolato perdendo almeno 20 secondi, poteva finire nella top 5. buoni anche i tempi di Cadel Evans, che arriva a 2" dall'inglese, quello di Bookwalter, a lungo maglia rosa prima della corsa di Wiggins, anche lui a 2" dal primo, e quello di Vinokourov, 5" di ritando. Discrete le prove di Basso, 23" di ritardo, e di Garzelli, al traguardo con un tempo di 10'38". Ottimo Nibali con 10'28". Domani si arriva a Utrecht. Tappa per velocisti. Petacchi prenota l'arrivo.

Tra i 20 e 30 secondi troviamo tutti i non-specialisti di primo piano. Bravissimo Stefano Garzelli con un distacco proprio di venti secondi, ottimo Michele Scarponi a 21 secondi, 25 secondi per Carlos Sastre, peggio di tutti ha fatto Ivan Basso con 30 secondi. Marco Pinotti è il primo degli italiani con 8 secondi di ritardo da Wiggins. La vera sorpresa? Nibali: è arrivato quasi di corsa ad Amsterdam per il blocco a Pellizotti ma termina a soltanto nove secondi.

La BMC esulta: piazza due corridori con lo stesso tempo, a due secondi dal vincitore, entrambi sono una sorpresa in positivo visto che Bookwalter era una mezza sorpresa e Evans ha stupito tutti (ma non troppo) con una crono da specialista, ha preceduto di un soffio il suo rivale numero uno, Vinokourov, prudente nelle curve ma terribilmente concreto. Un po’ di delusione per un Millar. La 93esima edizione del Giro d’Italia è partita.

AntonellaOcchiolino

4.5.10

Al via sabato il Giro d'Italia

Sabato al via il Giro d'Italia 2010.

  • Partenza da Amsterdam: una crono individuale di 8,4 Km. Domenica 9,
  • 2a tappa Amsterdam - Utrecht 209Km, pianeggiante;
  • 3a tappa Amsterdam - Middelburg, lunedì 10, sempre 209Km e sempre pianeggiante;
  • 4a tappa, mercoledì 12 finalmente in Italia: Savigliano - Cuneo, 32,5Km, una cronometro a squadre;
  • 5a tappa, giovedì 13: Novara - Novi Ligure, 168Km, anch'essa pianeggiante;
  • 6a tappa, venerdì 14: Fidenza - Carrara, 166Km, tappa mista;
  • 7a tappa, sabato 15: Carrara - Montalcino, 215Km, tappa mista;
  • 8a tappa, domenica 16: Chianciano Terme - Terminillo, 189Km, tappa montana con arrivo in salita;
  • 9a tappa, lunedì 17: Frosinone - Cava De' Tirreni, 188Km, tappa pianeggiante;
  • 10a tappa, martedì 18: Avellino - Bitonto, 220Km, tappa pianeggiante;
  • 11a tappa, mercoledì 19: Lucera - L'Aquila, 256Km, tappa mista;
  • 12a tappa, giovedì 20: Città Sant'Angelo - Porto Recanati, 191Km, tappa pianeggiante;
  • 13a tappa, venerdì 21: Porto Recanati - Cesenatico, 222Km, tappa mista;
  • 14a tappa, sabato 22 Maggio: Ferrara - Asolo, 201Km, tappa di montagna;
  • 15a tappa, domenica 23: Mestre - Monte Zoncolan, 218Km, tappa montana con arrivo in salita;
  • 16a tappa, martedì 25: San Vigilio di Marebbe/St. Vigil - Plan de Corones/Kronoplatz, 12,9Km, cronometro individuale;
  • 17a tappa, mercoledì 26: Brunico/Bruneck - Peio Terme, 173Km, tappa mista con arrivo in salita;
  • 18a tappa, giovedì 27: Levico Terme - Brescia, 151Km, tappa pianeggiante;
  • 19a tappa, venerdì 28: Brescia - Aprica, 195Km, tappa montana con arrivo in salita;
  • 20a tappa, sabato 29: Bormio - Ponte di Legno - Tonale, 178Km, tappa montana con arrivo in salita;
  • 21a tappa, domenica 30: Verona, 15,3Km, cronometro individuale


Il Giro è pronto a far entusiasmare la penisola nuovamente, ma perde uno dei suoi protagonisti.

Franco Pellizotti, terzo al Giro d'Italia del 2009 e maglia a pois del Tour de France dello stesso anno. Ll’Uci lo ha fermato per irregolarità nel passaporto biologico. Al corridore della Liquigas-Doimo, a conoscenza della procedura già da due mesi, viene imputata la variazione anomala di un valore al controllo effettuato dall’Uci alla vigilia del Tour 2009. L’Uci ha chiesto alla federazione italiana di aprire una procedura d'infrazione al regolamento antidoping a carico del corridore.

Pellizotti non correrà il Giro che scatta sabato e potrà essere sostituito. Quasi sicuramente sarà Vincenzo Nibali a prendere il suo posto nella squadra verdeblu per la corsa rosa. Oltre a Pellizotti l'Uci ha fermato anche il compagno di squadra Valjavec e lo spagnolo Rosendo Prado (Andalucia-Caja Sur).


Antonella Occhiolino