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10.4.09
24.12.08
Our Christmas Passion - Buone Feste
Essi, pur essendo comunemente chiamati anche Olimpiadi, non sono da confondere con l'Olimpiade. Quest'ultima indica l'intervallo di tempo di quattro anni che intercorre tra un'edizione dei Giochi Olimpici e la successiva. Per questo, anche se i Giochi del 1916, del 1940 e 1944 non sono stati disputati, si è continuato a conteggiare le Olimpiadi, cosicché i Giochi di Pechino 2008 sono stati quelli della Ventinovesima Olimpiade.
Il nome Giochi Olimpici è stato scelto per ricordare i giochi che si svolgevano nell'antica Grecia presso la città di Olimpia, nei quali si confrontavano i migliori atleti greci.
Il barone Pierre De Coubertin alla fine XIX secolo ebbe l'idea di organizzare dei giochi simili a quelli dell'antica Grecia, e quindi preclusi al sesso femminile, ma su questo punto non venne ascoltato. La prima Olimpiade dell'era moderna si svolse ad Atene nel 1896. A partire dal 1924, vennero istituiti anche dei Giochi Olimpici invernali specifici per gli sport invernali. In più, esistono anche le Paralimpiadi, competizioni fra persone diversamente abili. A partire dal 1994 l'edizione invernale non si tiene più nello stesso anno dell'edizione estiva, ma sfasata di due anni.
La bandiera olimpica raffigura cinque anelli intrecciati in campo bianco. I colori scelti sono presenti nelle bandiere di tutte le nazioni, quindi la loro combinazione simboleggia tutti i Paesi, mentre l'intreccio degli anelli rappresenta l'universalità dello spirito olimpico.
Come afferma lo stesso CIO, è errato credere che il colore di ciascun cerchio stia a rappresentare un determinato continente.
Il motto dei Giochi olimpici è Citius, altius, fortius, ovvero "Più veloce, più alto, più forte". La prima Olimpiade si svolse nel 776 a.C. ad Olimpia. All'inizio era essenzialmente una manifestazione locale e veniva disputato unicamente lo stadion, un'antica gara di corsa, parte dei Giochi Olimpici e dei Giochi Panellenici. Successivamente si aggiunsero altri sport e i Giochi arrivarono a comprendere corsa, pugilato, lotta e pentathlon.
Da quel momento in poi, i Giochi divennero lentamente sempre più importanti in tutta la Grecia antica, raggiungendo l'apice nel VI secolo a.C. e nel V secolo a.C.. Le Olimpiadi avevano anche un'importanza religiosa, in quanto si svolgevano in onore di Zeus, una statua del quale si trovava ad Olimpia. Il numero di gare crebbe a venti, e le celebrazioni si estendevano su più giorni. I vincitori delle gare erano ammirati e immortalati. I Giochi si tenevano ogni quattro anni e il periodo tra le due celebrazioni divenne noto come Olimpiade. Per tutta la durata dei giochi (tre giorni) venivano sospese le guerre in tutta la Grecia: questa tregua era chiamata Tregua Olimpica Ekecheiria. I greci usavano le Olimpiadi come uno dei loro metodi per contare gli anni.
La partecipazione era riservata a greci liberi che potessero vantare antenati greci. La necessità di dedicare molto tempo agli allenamenti comportava che solo i membri delle classi più facoltose potessero prendere in considerazione di partecipare. Venivano esclusi dalla partecipazione gli schiavi, i barbari, gli omicidi, i sacrileghi e le donne. Addirittura le donne non solo non potevano gareggiare ma non potevano neanche assistere alle gare. Si narra che una volta (nel 724 a.C.) la mamma di un atleta, tale Kallipateira di Rodi, si fosse travestita da allenatore per poter assistere alle gare del figlio. Ella venne però scoperta e da allora si decise di obbligare atleti e allenatori a presentarsi nudi alle gare in modo da non avere dubbi sul loro sesso.
I Giochi persero gradualmente importanza con l'aumentare del potere Romano in Grecia. Quando il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell'Impero Romano, i Giochi Olimpici vennero visti come una festa "pagana", e quando nel 393 accadde la strage di Tessalonica nello stadio in cui si svolgevano le gare, l'imperatore Teodosio I (persuaso dal vescovo di Milano Ambrogio, inorridito per la strage) li vietò, ponendo fine a una storia durata 1000 anni. Ad ogni modo, i Giochi Olimpici non morirono. Già nel XVII secolo un festival sportivo che prendeva il nome dalle Olimpiadi si teneva in Inghilterra. Nei secoli seguenti eventi simili vennero organizzati in Francia e in Grecia, ma si trattava di manifestazioni su piccola scala e sicuramente non internazionali. L'interesse nella rinascita dei Giochi Olimpici crebbe quando le rovine dell'antica Olimpia vennero scoperte da degli archeologi tedeschi alla metà del XIX secolo.
Contemporaneamente un barone francese, Pierre de Coubertin, cercava una spiegazione alla sconfitta francese nella guerra franco-prussiana (1870-1871). Giunse alla conclusione che i francesi non avevano ricevuto un'educazione fisica adeguata, e si impegnò per migliorarla. De Coubertin voleva anche trovare un modo di avvicinare le nazioni, di permettere ai giovani del mondo di confrontarsi in una competizione sportiva, piuttosto che in guerra. E la rinascita dei Giochi Olimpici avrebbe permesso di raggiungere entrambi gli obiettivi.
De Coubertin presentò in pubblico le sue idee nel giugno 1894 durante un congresso presso l'università della Sorbona a Parigi. Il 23 giugno, ultimo giorno del congresso, venne deciso che i primi Giochi Olimpici dell'era moderna si sarebbero svolti nel 1896 ad Atene, in Grecia, la terra dove erano nati in antichità. Fu fondato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per organizzare l'evento, sotto la presidenza del greco Demetrius Vikelas. Lo Stadio Olimpico del 1896. Le prime Olimpiadi dell'era moderna furono un successo. Con quasi 250 partecipanti, fu per l'epoca il più grande evento sportivo internazionale mai organizzato. La Grecia chiese di diventare sede permanente di tutti i futuri Giochi Olimpici, ma il CIO decise che le Olimpiadi avrebbero dovuto essere organizzate di volta in volta in una nazione diversa. Le seconde Olimpiadi furono assegnate a Parigi, Francia. Dopo il successo dell'edizione iniziale, le Olimpiadi attraversarono un periodo di crisi. Le due edizioni del 1900 a Parigi e del 1904 a Saint Louis furono organizzate come semplice corollario alle Esposizioni Universali che si tennero in quegli anni nelle due città. La concomitanza con una manifestazione così importante limitò notevolmente la risonanza dell'evento olimpico. Soprattutto nell'edizione del 1904, la partecipazione internazionale fu molto ridotta, al punto che circa l'80% degli atleti era americano.
Nel 1906, per celebrare il 10° anniversario della prima Olimpiade moderna, i greci organizzarono i Giochi Panellenici ad Atene, competizione in diretta concorrenza con quella di De Coubertin. Ci fu ampia partecipazione internazionale, e grande interesse di pubblico. Anche se non vengono tuttora riconosciuti nella cronologia ufficiale delle Olimpiadi, i Giochi del 1906 contribuirono ad accrescere la popolarità delle Olimpiadi.
De Coubertin replicò all'organizzazione da parte dei greci dei Giochi Panellenici scegliendo come sede della IV Olimpiade Roma, rinnovando così il dissidio tra Roma e Atene, le due grandi potenze del mondo antico. Ma l'Italia declinò per problemi economici e De Coubertin ripiegò su Londra. Quando venne fondato il CIO, anche il pattinaggio su ghiaccio venne proposto come sport olimpico. Le prime gare di pattinaggio di figura si svolsero nelle Olimpiadi del 1908 a Londra. La proposta di un'Olimpiade invernale separata fu bocciata dai paesi scandinavi, che davano la preferenza ai loro Giochi Nordici. Gli sport invernali continuarono quindi ad essere inseriti nel programma delle Olimpiadi estive del 1916 (cancellate a causa della prima guerra mondiale) e del 1920.
Nel 1924 alle Olimpiadi estive di Parigi fu abbinata una Settimana degli sport invernali a Chamonix, Francia. Visto il grande successo della manifestazione, l'anno dopo il CIO istituì i Giochi olimpici invernali separate dai Giochi olimpici estivi. Secondo il regolamento del CIO, tutti gli sport inseriti nel programma olimpico invernale devono svolgersi sul ghiaccio o sulla neve.
Nel 1926, con effetto retroattivo, la Settimana di Chamonix fu riconosciuta come Prima Olimpiade invernale.
Fino al 1992, i Giochi Olimpici invernali ed estivi si svolgevano nello stesso anno. Per ottenere una maggiore esposizione dell'evento olimpico, e per consentire ai comitati olimpici dei vari paesi di ripartire meglio le spese, nel 1996 fu deciso di separare i due eventi, e di "sfasare" le Olimpiade Invernale di due anni rispetto a quelle estive. Nel 1994, a soli due anni dall'edizione precedente, le Olimpiadi invernali si tennero per la prima volta in un anno diverso da quelle estive. Dai 245 partecipanti provenienti da 15 nazionali della prima edizione nel 1896, i Giochi sono cresciuti fino a superare i 10.500 atleti giunti da 200 paesi diversi alle Olimpiadi del 2000 a Sydney. I Giochi invernali hanno dimensioni più ridotte: l'ultima edizione, i XX Giochi olimpici invernali disputati a Torino nel 2006, ha visto la partecipazione di circa 2600 sportivi da 80 paesi impegnati in 84 gare. Assieme ai Mondiali di calcio, le Olimpiadi sono uno dei più rilevanti eventi mediatici. A Sydney erano presenti oltre 16.000 addetti della stampa e della televisione, e si stima che 3,8 miliardi di persone abbiano guardato le Olimpiadi in televisione. La crescita delle Olimpiadi è attualmente il problema più grande che il movimento olimpico si trova ad affrontare. Sebbene le difficoltà finanziarie degli anni Ottanta siano state risolte ammettendo gli atleti professionisti alle competizioni olimpiche e attirando le sponsorizzazioni delle multinazionali, l'enorme numero di atleti, addetti dei mezzi di comunicazione e spettatori rende difficile ed onerosa l'organizzazione delle Olimpiadi da parte della città ospitante. Sono 203 i paesi che attualmente partecipano alle Olimpiadi. È importante notare che questo numero è più alto del numero dei paesi membri delle Nazioni Unite: 193. Il CIO infatti permette alle nazioni di partecipare ai Giochi, senza escludere nazioni con certi tipi di sovranità politica, come accade invece per altre organizzazioni politiche internazionali. Questo permette a molte colonie e dipartimenti di partecipare con le proprie squadre Olimpiche. Esempi possono essere paesi come Porto Rico, Bermuda e Hong Kong, che pur essendo nazioni separate, sono legalmente parte di altri paesi. Inoltre, dal 1980, Taiwan partecipa sotto il nome di Taipei Cinese, e sotto una bandiera speciale preparata dal CIO. Prima di questo anno, la Repubblica Popolare Cinese, si rifiutò di partecipare ai Giochi, poiché Taiwan decise di partecipare sotto il nome di Repubblica di Cina. La Repubblica delle Isole Marshall è stata riconosciuta come nazione dal CIO il 9 febbraio 2006, e sta partecipando alle Olimpiadi Estive di Pechino 2008. Da notare che nella sfilata delle nazioni la prima nazione a sfilare è sempre la Grecia, patria delle Olimpiadi moderne, mentre il paese ospitante sfila per ultimo. Per quanto riguarda le Olimpiadi estive, queste si disputeranno a Londra nel 2012 (XXX° giochi olimpici), mentre per le olimpiadi del 2016 il CIO deve ancora nominare la città vincitrice nella 120° sessione del CIO che si terrà a Copenaghen nel settembre 2009 . Le città candidate sono: Tokyo (Giappone) , Madrid (Spagna), Rio de Janeiro (Brasile), Chicago (USA).Invece le prossime Olimpiadi invernali si terranno a Vancouver nel 2010 (XXI° giochi olimpici), e quelle successive nel 2014 a Sochi (XXII° giochi olimpici). Giochi olimpici giovanili (YOG saranno una versione "junior" dei Giochi, e vi parteciperanno atleti dai 14 ai 18 anni di età. L'idea di creare questi Giochi venne concepita dal presidente del CIO Jacques Rogge, nel 2001. Alla 119° sessione CIO a Guatemala City nel luglio 2007, il CIO approvò i Giochi.
I Giochi Giovanili avranno durata più breve delle Olimpiadi per adulti: la versione estiva durerà più o meno dodici giorni; la versione invernale durerà al massimo nove giorni.Il CIO permetterà a un massimo di 3.500 atleti e 875 dirigenti di partecipare ai Giochi Estivi, e a 970 atleti e 580 dirigenti di partecipare ai Giochi Invernali. Ogni paese partecipante potrà mandare alle Olimpiadi almeno quattro atleti. Gli sport che si disputeranno a questi giochi saranno gli stessi dei giochi tradizionali,ma con un numero limitato di discipline e eventi.
Si stima che i Giochi olimpici giovanili costeranno $30 milioni per quelli estivi e $15–$20 milioni per quelli invernali. La prima nazione a ospitare le Olimpiadi Giovanili sarà Singapore nel 2010. Contrariamente alle speranze del barone De Coubertin, le Olimpiadi non impedirono le guerre. I Giochi del 1916 furono cancellati a causa dello scoppio della prima guerra mondiale, e lo stesso avvenne per i giochi del 1940 e 1944, a causa della seconda guerra mondiale. Inoltre i vincitori della prima guerra mondiale impedirono alle nazioni sconfitte di partecipare alle Olimpiadi del 1920. Lo stesso accadde nel 1948; tutte le nazioni che persero la II Guerra Mondiale (tranne l'Italia, a cui venne riconosciuta l'attenuante di aver dichiarato guerra, dopo l'armistizio del 1943, all'invasore tedesco) vennero escluse dai Giochi di Londra. Dal 1992 il CIO in occasione di ogni Olimpiade chiede ufficialmente alla comunità internazionale (con il supporto dell'ONU) di osservare la tregua olimpica. Il Comitato Olimpico Internazionale (in inglese International Olympic Committee) fu fondato il 23 giugno 1894 dal barone francese Pierre de Coubertin, ed è la massima autorità del Movimento Olimpico. Il suo ruolo è quello di promuovere sport, anche di alti livelli, solamente come sport, per tutti, e senza distinzioni. Inoltre garantisce la regolare organizzazione dei Giochi Olimpici, e incoraggia fortemente la promozione dello sport femminile, dell'etica sportiva, e dello sport pulito, senza doping. Le regole e le linee guida in base alle quali il CIO opera, sono delineate nello Statuto Olimpico.
Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), è attualmente guidato dal belga Jacques Rogge.
Tre gruppi di organizzazioni operano ad un livello più specialistico:
Le Federazioni Internazionali, i corpi di governo internazionali di uno sport (ad esempio la FIFA, Federazione Internazionale del calcio, e la FIBA, la Federazione Internazionale della pallacanestro)
I Comitati Olimpici Nazionali, che regolano il Movimento Olimpico all'interno di una nazione (ad esempio il CONI è il Comitato Olimpico dell'Italia)
I Comitati Organizzatori dei Giochi Olimpici, che si occupano dell'organizzazione di una specifica edizione delle Olimpiadi. La sede del CIO a Losanna.
Attualmente, 202 Comitati Olimpici Nazionali e 35 Federazioni Internazionali fanno parte del Movimento Olimpico. I Comitati Organizzatori dei Giochi Olimpici vengono disciolti dopo le celebrazioni dei Giochi, quando tutto il lavoro burocratico è stato svolto.
Più in generale, il termine Movimento Olimpico viene talvolta usato per comprendere chiunque e qualsiasi cosa sia coinvolta nelle Olimpiadi, come i corpi di governo sportivo nazionali, gli atleti, i media e gli sponsor dei Giochi Olimpici.
Il CIO ritiene tutti i diritti relativi alla organizzazione, marketing, trasmissione, e riproduzione attraverso qualunque mezzo, dei Giochi Olimpici. È titolare di tutti i diritti riguardanti i giochi olimpici estivi, ed invernali: simboli, bandiera, immagine, motto, inno, compreso il simbolo dei 5 cerchi.
Il Movimento Olimpico riceve la maggior parte dei suoi finanziamenti dai diritti dei Giochi Olimpici comprati dalle televisioni di tutto il mondo. Inoltre beneficia dei Partner Olimpici, attraverso un programma di sponsorizzazione, che comprende molte società multinazionali.
La sede del CIO è a Losanna, Svizzera. Il movimento olimpico utilizza diversi simboli, principalmente ispirati alle idee e agli ideali espressi da De Coubertin.
Probabilmente il simbolo più noto sono i cinque cerchi della bandiera olimpica, che viene issata ad ogni edizione dei Giochi a partire dal 1920. Essa raffigura cinque anelli, di diverso colore, intrecciati in campo bianco. Gli anelli sono cinque come i continenti: Europa, Asia, Africa, America e Oceania. L'intreccio degli anelli rappresenta l'universalità dello spirito olimpico.
I colori scelti per i cinque cerchi sono (da sinistra a destra) blu, giallo, nero, verde e rosso. Insieme al bianco dello sfondo, questi colori erano presenti nelle bandiere di tutte le nazioni del mondo nel momento in cui furono scelti. La combinazione dei colori simboleggia quindi tutti i Paesi, mentre è da sfatare la credenza comune che il colore di ogni cerchio stia a rappresentare un determinato continente.
Il motto olimpico ufficiale è "Citius, Altius, Fortius", un'espressione latina che significa "più veloce, più alto, più forte". La frase fu usata per la prima volta in occasione delle Olimpiadi del 1924 a Parigi.Un'altro motto usato solo da pochi anni,è "One world, one dream" (Un mondo,un sogno). Un altro motto, non ufficiale ma non meno importante fu la famosa frase di De Coubertin "L'importante non è vincere ma partecipare".
La fiamma olimpica viene accesa ad Olimpia e portata da una staffetta di tedofori, introdotta dall' edizione della manifestazione a Berlino nel 1936, fino alla città che ospita i Giochi, dove viene impiegata per accendere il braciere olimpico durante la cerimonia di apertura. La fiamma olimpica arde nel braciere per tutta la durata dell'Olimpiade, e viene spenta nel corso della cerimonia di chiusura.La cerimonia di apertura di un'Olimpiade comprende diversi elementi. Dopo il Conto alla rovescia all'inizio dell'evento si comincia con le peripezie preparate dal Paese che ospita le Olimpiadi che prevede danze, canti e coreografie ispirate al folklore e alla storia del paese ospitante.
Si continua con la sfilata dei paesi partecipanti, con gli atleti che marciano nello stadio divisi per nazione. I paesi sfilano secondo l'ordine alfabetico della lingua del paese ospitante,(nel caso della Cina che sta ospitando i Giochi,le nazioni sono state disposte a seconda del numero dei tratti contenenti l'ideogramma del nome del Paese) con due sole eccezioni: la Grecia entra per prima (essendo la patria dei Giochi dell'antichità ed avendo ospitato la prima edizione di quelli moderni), mentre il paese ospitante entra per ultimo nello stadio. Ogni delegazione nazionale è preceduta da un alfiere con la bandiera del paese. Fare il portabandiera della propria nazione alle Olimpiadi è considerato un grande onore, e spesso questo ruolo viene assegnato ad uno degli atleti più rappresentativi. Al termine della sfilata, seguono i discorsi del presidente del Comitato Organizzatore dell'edizione dei giochi e del Presidente del Comitato Olimpico Internazionale. Quindi il capo di stato del paese organizzatore apre formalmente l'Olimpiade.
Poi viene suonato l'inno olimpico e viene issata la bandiera olimpica vicino a quella del Paese ospitante . Successivamente, tutti i portabandiera si riuniscono attorno ad un podio, dove un rappresentante degli atleti e uno dei giudici di gara (entrambi del paese ospitante) pronunciano il giuramento olimpico (reggendo il vessillo dei 5 cerchi), impegnandosi a nome di tutti a gareggiare e a giudicare secondo le regole che governano i Giochi Olimpici.
Infine arriva poi il momento in cui la torcia con la fiamma olimpica entra nello stadio, dopo la lunga staffetta che nei mesi precedenti l'ha portata da Olimpia alla sede dei Giochi. All'ultimo tedoforo (spesso un atleta famoso o una personalità del paese ospitante) spetta il compito di accendere il braciere, in cui il fuoco olimpico arderà per tutta la durata dei Giochi. Contemporaneamente vengono liberate delle colombe, simbolo di pace. La cerimonia di chiusura è più semplice e meno formale di quella di apertura.
Gli atleti entrano nello stadio mescolati tra loro, senza distinzione per nazione. Viene spento il fuoco olimpico, e la bandiera olimpica viene calata e consegnata al sindaco della città che ospiterà la successiva edizione delle Olimpiadi.
Anche nella cerimonia di chiusura c'è spazio per la parte artistica, con richiami sia al paese che ha appena ospitato i Giochi, sia alla nazione che li ospiterà tra quattro anni, la quale viene presentata in un segmento di 8 minuti.
Dai Giochi Olimpici Estivi del 2004 la premiazione della Maratona maschile avviene durante la cerimonia di chiusura (nei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 è avvenuto con la 50 km di fondo maschile). Alle Olimpiadi del 2000 erano presenti 28 discipline sportive, secondo la classificazione adottata dal CIO. Bisogna comunque tenere presente che a volte più sport vengono raggruppati sotto lo stesso nome (per esempio, nel nuoto sono compresi anche i tuffi). Soltanto 5 sport sono sempre stati presenti alle Olimpiadi sin dal 1896: atletica leggera, ciclismo, scherma, ginnastica e nuoto. All'elenco andrebbe aggiunto anche il canottaggio, che era in programma nel 1896, ma le gare furono annullate a causa del maltempo.
Nelle Olimpiadi invernali sono attualmente 7 le discipline sportive. Sci alpino, sci di fondo, pattinaggio di figura, hockey su ghiaccio, combinata nordica, salto con gli sci e pattinaggio di velocità sono sempre stati presenti nei programmi dei Giochi olimpici invernali. Gare di pattinaggio di figura e hockey su ghiaccio erano già presenti nei Giochi estivi, prima dell'introduzione di Giochi invernali separati.
Negli ultimi anni il CIO ha inserito nuovi sport nel programma olimpico, tra cui lo snowboard e il beach volley. Dagli anni Venti in poi, nessuna disciplina è mai stata tolta dal programma olimpico, ma, viste le dimensioni ormai raggiunte dall'evento olimpico, il CIO si è riservato la possibilità di escludere alcuni sport dopo il 2004. Sport con poco seguito di pubblico o molto costosi potrebbero quindi rischiare di sparire dalle Olimpiadi. Baseball e Softball, ad esempio, non saranno presenti a Londra 2012.
Fino al 1992 alle Olimpiadi trovavano posto anche i cosiddetti "sport dimostrativi". Le gare di queste discipline si svolgevano contestualmente agli altri eventi olimpici, ma le medaglie assegnate non facevano parte del medagliere ufficiale. Spesso si trattava di sport molto popolari nel paese ospitante, ma poco noti a livello mondiale (per esempio, la pelota basca alle Olimpiadi di Barcellona). In alcuni casi, come il baseball e il curling, gli sport dimostrativi sono stati successivamente inclusi a pieno titolo nel programma olimpico. (Storia delle Olimpiadi, fonte: Wikipedia & Olimpiadi.it)
9.6.08
Motori, Ginnastica Ritmica e Volley
Passion_Still_Lives_Here_Formula 1, Euritmica, Volley, MotociclismoFine settimana all'insegna dello sport. Torino 2008, Motociclismo, Formula 1 e l'Italvolley che stacca il biglietto per Pechino 2008. Partiamo dalle splendide farfalle della Ginnastica Ritmica che conquistano Torino e l'Europa: click 1. Con la mente voliamo ora sino al Montmelò, dove Valentino Rossi rimonta dalla 9a alla 2a posizione, inchinandosi soltanto ad un Daniel Pedrosa in forma smagliante: click 2. In ombra le Ferrari in un delirante Gp del Canada, confuso e ricco di colpi di scena in cui vince meritatamente il ragazzone di Polonia, Robert Kubica, al suo primo trionfo in Formula 1: click 3. Infine chiudiamo con la nazionale italiana di Pallavolo che si qualifica in extremis e andrà regolarmente a Pechino dove ci farà sicuramente sognare: click 4.
19.5.08
Tanti auguri Anto!
Passion_Still_Lives_Here_Compleanno AntonellaL'altra metà di questo blog compie gli anni. Quanti? Eh no, top secret, ovvio. Poi se lo dico magari mi "bastona". Per me che ho avuto il privilegio di conoscere Antonella in quella cornice chiamata Torino 2006, non potevo esimermi da dedicarle un post qui, su questo sito olimpico. Anzi, mea culpa e... grande pure. Direte: e perchè nostro pastrocchione preferito? Perchè il compleanno di Antonella era (per pochi minuti) l'altro ieri (17/5), ma il sottoscritto al momento di scrivere due righe su Pistorius è stato tirato via dal Pc sino ad ora, momento in cui ha opportunamente rimediato con altri auguri via web. Insomma, potrei dedicare alla mia socia parole di elogio, pensieri che ci hanno visti uniti in quella magnifica avventura con altre persone coinvolgenti e atleti da leggenda. Avrei molto da dire, raccontare, a voi e a lei nel farle i miei più sinceri auguri. In realtà, come spesso accade, mi aggrappo (vista l'ora) a parole non mie ma di sicuro significato. Lascio quindi ad Anto e per Anto questa poesia sull'amicizia augurandole nuovamente 100 di quei giorni e 100 giorni di lustro e soddisfazione al nostro progetto e alle nostre idee. Auguri socia! Luca
"Lo splendore dell'amicizia non è la mano tesa né il sorriso gentile né la
gioia della compagnia: è l'ispirazione spirituale quando scopriamo che qualcuno
crede in noi ed è disposto a fidarsi di noi"R.W.Emerson
24.12.07
Buon Natale
In questo giorno speciale, un particolare augurio di un Sereno e Felice Natale a tutti voi che navigate nel nostro blog ed alle vostre famiglie.In this special day, a peculiar wish for Christmas for everybody who visiting this blog and for your family.
Dans ce jour spécial, un heureux Noel pour chaque personne que navigue dans ce blog et à vos familles.
A. & L.
A. & L.
8.12.07
The Idea
Image: Stadio Olimpico - Grande Torino. 10 febbraio 2006, cerimonia di apertura delle XX Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Yuri Chechi guru metropolitano. Fonte: archivio.-
L'identità e la forza di una piazza tipicamente italiana. Riproduzione mediatica di una passione che cominciò a vivere e a liberarsi grazie al battito dello sciamano Chechi, guru metropolitano in una notte olimpica. Immateriale, "fittizia", contrariamente a quella di ogni nostro paese, ma che trascenda la rete e dia voce ai ricordi. Un blog didascalico ove ripercorrere attimo per attimo le istantanee dei nostri Giochi. Idea di nicchia, un tributo ad una città, alla sua gente e a tutti gli sportivi. Poi noi, i volontari. I ricordi del post olimpiade sono lieti e vivi come la trepidante attesa per la chiamata. Non si cancellano, rimangono scolpiti nelle menti e offrono un significato intenso, comprensibile ai più ma sconosciuto a molti. La Passione vive ancora qui! "Abita" nelle nostre immagini, in quelle di altri ex volontari e di semplici appassionati. La Torino Olimpica come non l'avete mai vista, per chi c'era e (soprattutto) per chi non c'era. Una galleria fotografica, umana e sportiva dove condividere istantanee di vita, venue e gare. Lo spirito olimpico non finisce con lo spegnimento del braciere, un'Olimpiade non può scorrere come acqua sul vetro nella memoria sportiva di un paese. Fermarsi lì, a quei sedici giorni, potrebbe essere l'errore più grande. Da qui l'idea... tenere in vita quello spirito e liberarlo altrove, per la rete. Qui, in noi, la passione di chi quei giochi li ha costruiti e vissuti. Di chi non vuole togliersi dalla testa quei ricordi, quelle musiche e quell'atmosfera unica. Riviverli con nostalgia nel quotidiano come una propria pausa olimpica. Amori nati all'ombra della Mole, amicizie, rapporti umani che travalicano ogni generazione ed ogni bandiera o religione. Si accende nuovamente il sorriso, sentire ancora quell'incedere... passione, cuore, delirio di emozioni. Torino 2006: 41.500 richieste, 26.000 volontari, 46 anni di attesa, 80 nazioni, 3149 atleti, 1122 donne, 2027 uomini, 509 medaglie, una città, un paese, il mondo, 1 blog. Passion Still Lives Here.
5.12.07
Verso l'8 dicembre

Image: Tedoforo ad Albano Laziale, Corso Giacomo Matteotti, Roma. Fonte: Archivio.
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Sono le due di notte quando di ritorno da Torino, entrando in casa stanco ma entusiasta come un bambino a cui hanno regalato un sogno, noto sulla mia scrivania un plico. Osservo subito il logo e noto la Mole stilizzata. Sorridendo ironicamente, mi sussurro che quella Mole l’avevo vista sino a qualche ora prima, ed ora “all’ombra del Colosseo”, mi ritrovo una comunicazione che magari potevano dirmi quando ero là. La stanchezza è enorme, ma la curiosità è ancora più forte. Non riesco a trattenermi, leggo una riga e mi fermo, è come se avessi letto tutto.
Mentre ero a Torino ricevevo la comunicazione con la quale ero tra i 10.001 tedofori designati, per fare da alfiere alla Fiamma Olimpica, e proseguire tra le “mie” strade una tradizione secolare. Preso dalle emozioni non c’è alcun intermezzo, la mia mente è assolta a quel nove Dicembre che sarà, ricordando che rappresenterò materialmente e storicamente coloro che son venuti prima, e che farò da ponte per coloro che verranno dopo. Uno dei pochi, tutti che puntualmente ritrovo a Genzano, luogo scelto per questa prima vera tappa della fiamma Olimpica in Italia, il tutto dopo quarantacinque anni. Il tempo è pessimo, la pubblicità per svariati motivi non è stata molta e soprattutto nel periodo immediatamente antecedente all’evento.
So di come l’italiano un po’ sbarazzino, non sia a conoscenza fino ad un’ora prima dell’evento; ma di come sia in grado un’ora dopo, di appassionarsi fortemente al tutto. Questo lo so, lo avverto, è insito in noi. Lo comprendo in modo indelebile quando partendo, vedo i primi tedofori che vengono abbracciati e salutati. Dal pulmann dell’organizzazione vedo i ragazzi che corrono; tutto accanto, automoblilisti bloccati dal traffico e dalla polizia. Scendono, salutano, molti nonostante l’acqua scattano foto con ogni mezzo possibile, dalle macchinette fotografiche ai moderni telefonini. E’ un’emozione unica.
Nello stordimento emotivo mi guardo attorno. Tra coloro che sono seduti accanto a me non conosco nessuno. Dopo qualche istante è come se li conoscessi da tempo. Chiedo la provenienza di molti e tutti rispondono: Roma, Rieti, Civitavecchia, finchè un signore guardandomi, sorrideva ma non rispondeva. Chiedo da dove provenisse, ma lui scuotendo la testa mi domanda gentilmente di parlare inglese. Una, due, tre domande, dopo qualche attimo il nostro fraseggio telegrafato è vero e proprio dialogo. Veniva dall’Austria.
In quel momento ho capito la mia fortuna, il mio privilegio. Io ero a cinque minuti da casa, lui aveva fatto 1200 chilometri per realizzare un sogno. Ironia della sorte, è toccato proprio a lui portare la Fiamma Olimpica nel paese in cui vivo. Lui venuto dall’Austria a camminare nel centro di Albano, io di Albano, designato per qualche chilometro più in là. E’ la magia di Olimpia, un “rito” che da secoli si compie con un fortissimo senso dell’uomo e per l’uomo, una tradizione ancestrale che porta alle radici dei sentimenti umani di progresso, fratellanza, civiltà e pace. Superiamo il centro di Albano tra una risata ed un incoraggiamento. Gli impeccabili ragazzi dell’organizzazione mi sollecitano a prepararmi, rispolverando nel frattempo gli ultimi preziosi consigli. Tocca a me, il pulmann si ferma e scendo in strada. Attendo l’arrivo della Polizia e nel frattempo la mia mente va. Penso a cosa posso scrivere per il giornale, penso se correre o camminare, penso.
Quando d’improvviso vedo il tedoforo che mi precedeva sbucare da una curva, d’impatto “torno sulla terra” e mi catalizzo su quella fiamma, che accesa viene verso di me. Per non rimanere bloccato dall’emozione penso a quel fuoco come se non provenisse dalla Grecia, come se non avesse migliaia di chilometri alle spalle e migliaia ancora da compiere, penso semplicemente che viene da Piazza Mazzini. Un sorriso… ci siamo; si ferma, ci stringiamo la mano per le indimenticabili foto di rito e via di corsa.
La mia torcia si accende e va verso il prossimo tedoforo, idealmente è qualche passo in meno verso Torino, verso quel 10 Febbraio, quando rivedendola entrare nello stadio Olimpico, assaporerò nuovamente il mio piccolo ma indimenticabile contributo; massima aspirazione di ogni sportivo che ama lo sport ed i suoi valori.
Mentre ero a Torino ricevevo la comunicazione con la quale ero tra i 10.001 tedofori designati, per fare da alfiere alla Fiamma Olimpica, e proseguire tra le “mie” strade una tradizione secolare. Preso dalle emozioni non c’è alcun intermezzo, la mia mente è assolta a quel nove Dicembre che sarà, ricordando che rappresenterò materialmente e storicamente coloro che son venuti prima, e che farò da ponte per coloro che verranno dopo. Uno dei pochi, tutti che puntualmente ritrovo a Genzano, luogo scelto per questa prima vera tappa della fiamma Olimpica in Italia, il tutto dopo quarantacinque anni. Il tempo è pessimo, la pubblicità per svariati motivi non è stata molta e soprattutto nel periodo immediatamente antecedente all’evento.
So di come l’italiano un po’ sbarazzino, non sia a conoscenza fino ad un’ora prima dell’evento; ma di come sia in grado un’ora dopo, di appassionarsi fortemente al tutto. Questo lo so, lo avverto, è insito in noi. Lo comprendo in modo indelebile quando partendo, vedo i primi tedofori che vengono abbracciati e salutati. Dal pulmann dell’organizzazione vedo i ragazzi che corrono; tutto accanto, automoblilisti bloccati dal traffico e dalla polizia. Scendono, salutano, molti nonostante l’acqua scattano foto con ogni mezzo possibile, dalle macchinette fotografiche ai moderni telefonini. E’ un’emozione unica.
Nello stordimento emotivo mi guardo attorno. Tra coloro che sono seduti accanto a me non conosco nessuno. Dopo qualche istante è come se li conoscessi da tempo. Chiedo la provenienza di molti e tutti rispondono: Roma, Rieti, Civitavecchia, finchè un signore guardandomi, sorrideva ma non rispondeva. Chiedo da dove provenisse, ma lui scuotendo la testa mi domanda gentilmente di parlare inglese. Una, due, tre domande, dopo qualche attimo il nostro fraseggio telegrafato è vero e proprio dialogo. Veniva dall’Austria.
In quel momento ho capito la mia fortuna, il mio privilegio. Io ero a cinque minuti da casa, lui aveva fatto 1200 chilometri per realizzare un sogno. Ironia della sorte, è toccato proprio a lui portare la Fiamma Olimpica nel paese in cui vivo. Lui venuto dall’Austria a camminare nel centro di Albano, io di Albano, designato per qualche chilometro più in là. E’ la magia di Olimpia, un “rito” che da secoli si compie con un fortissimo senso dell’uomo e per l’uomo, una tradizione ancestrale che porta alle radici dei sentimenti umani di progresso, fratellanza, civiltà e pace. Superiamo il centro di Albano tra una risata ed un incoraggiamento. Gli impeccabili ragazzi dell’organizzazione mi sollecitano a prepararmi, rispolverando nel frattempo gli ultimi preziosi consigli. Tocca a me, il pulmann si ferma e scendo in strada. Attendo l’arrivo della Polizia e nel frattempo la mia mente va. Penso a cosa posso scrivere per il giornale, penso se correre o camminare, penso.
Quando d’improvviso vedo il tedoforo che mi precedeva sbucare da una curva, d’impatto “torno sulla terra” e mi catalizzo su quella fiamma, che accesa viene verso di me. Per non rimanere bloccato dall’emozione penso a quel fuoco come se non provenisse dalla Grecia, come se non avesse migliaia di chilometri alle spalle e migliaia ancora da compiere, penso semplicemente che viene da Piazza Mazzini. Un sorriso… ci siamo; si ferma, ci stringiamo la mano per le indimenticabili foto di rito e via di corsa.
La mia torcia si accende e va verso il prossimo tedoforo, idealmente è qualche passo in meno verso Torino, verso quel 10 Febbraio, quando rivedendola entrare nello stadio Olimpico, assaporerò nuovamente il mio piccolo ma indimenticabile contributo; massima aspirazione di ogni sportivo che ama lo sport ed i suoi valori.
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