21.7.08

Acuto di Rossi a Laguna Seca

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Valentino Rossi torna alla vittoria e lo fa nel modo più dolce possibile: sfata il tabù di Laguna Seca, pista sulla quale non aveva mai trionfato prima d'ora, e lo fa battendo Casey Stoner, il suo principale rivale nella lotta per il Mondiale della MotoGP. Il momento decisivo della gara americana è arrivato a 8 giri dalla fine, quando Stoner ha commesso l'errore decisivo mentre era in fuga insieme al "Dottore". L'australiano della Ducati è uscito di pista, andando a finire in terra insieme alla sua moto: si è rialzato e ha difeso la seconda posizione dal possibile ritorno di Vermeulen fino al traguardo, ma ormai Rossi era troppo lontano per tentare una rimonta. Rimonta che si fa più complicata anche nel Mondiale: Stoner, al terzo posto in classifica prima di questa gara, scavalca Pedrosa (fuori causa per via della mano sinistra rotta) al secondo, ma perde altri 5 punti rispetto a Rossi, che ora comanda con 25 lunghezze di vantaggio su Casey. Dopo Pedrosa, in classifica c'è Lorenzo, oggi protagonista dell'ennesima brutta caduta: per lo spagnolo frattura del terzo metatarso del piede sinistro, tornerà comunque in gara a Brno. E al quinto posto nella classifica iridata sale Dovizioso, che sul circuito statunitense ha dato un'altra dimostrazione di talento e maturità arrivando quarto davanti a Hayden. A Laguna Seca è andato in scena uno spettacolo mozzafiato: Rossi e Stoner sono sembrati subito di un altro pianeta, allungando sulla concorrenza già dalle prime battute. Insostenibile per tutti il loro ritmo, più veloce di almeno un secondo e mezzo al giro sui primi inseguitori. Stoner, che nelle prove e anche nel warm-up aveva letteralmente dominato, in gara non è riuscito a sbarazzarsi di Rossi, che anzi si è messo davanti e ha fatto quasi sempre l'andatura. Scintille nei primi giri, con una serie di sorpassi e contro-sorpassi da antologia del motociclismo. E scintille anche dopo il traguardo, visto che Stoner non ha gradito un paio di manovre azzardate dell'italiano. "Quando sono caduto ho sbagliato io - ha detto Stoner a caldo -, ma nei giri precedenti Rossi si è comportato in maniera scorretta. Se avessi fatto io quelle manovre, di sicuro sarei stato penalizzato". La risposta di Rossi, come era prevedibile, non si è fatta attendere: "E' stata una gara fantastica e sono felicissimo di aver vinto qui per la prima volta - sono state le parole del pilota della Yamaha -. Stoner si lamenta? Semmai è lui che mi ha toccato quando ha provato a superarmi, dovrei essere io quello arrabbiato... Comunque le corse sono così e Casey non può pensare che siamo qui a giocare. Nessuno si è mai lamentato". Il duello tra Rossi e Stoner continua, dunque. Per fortuna, non solo a parole.


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18.7.08

Svanisce il sogno olimpico di Pistorius

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Niente Olimpiade per Oscar Pistorius. L'atleta non sarà convocato neanche per la staffetta 4x400: "Ci sono altri quattro atleti sudafricani che hanno fatto tempi più rapidi", ha dichiarato Leonard Chuene, presidente della federatletica sudafricana. Dopo la sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, che a maggio aveva ribaltato la decisione della Iaaf dando di fatto la possibilità a Pistorius di partecipare all'Olimpiade con i normodotati, l'atleta biamputato è riuscito a migliorare (mercoledì a Lucerna) il primato personale sui 400 portandolo a 46"25, crono non sufficente per ottenere nè il minimo "B" (45"95) nè quello "A", fissato a 45"55. A tenere aggrappato Pistorius al sogno olimpico era la possibilità, dopo la buona prova di Lucerna e il costante miglioramento nell'ultimo mese, di essere inserito nella squadra della staffetta 4x400. Eventualità osteggiata dalla Iaaf, secondo la quale Pistorius avrebbe potuto "causare problemi di incolumità per sé e gli altri atleti". Ma la decisione della federazione sudafricana ha spento sul nascere ogni ulteriore polemica.

17.7.08

Pistorius confida nella staffetta

Torino 2006_Datasport Italia
News circa gli sport diversamente abili qui, qui, qui e qui. Notizie riprese direttamente dal Sito del Comitato Paralimpico Italiano.
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Oscar Pistorius stasera ha mancato a Lucerna l’ultima possibilita` per andare ai Giochi di Pechino, almeno nei 400 metri. Impegnato nel meeting elvetico ha fallito il minimo olimpico `B` realizzando il tempo di 46’’25 con cui ha chiuso al terzo posto. Ancora un passo in avanti rispetto al Golden Gala (dove aveva fermato il crono sul 46’’62) per l’atleta sudafricano che cercava un posto ai prossimi Giochi, pur amputato a entrambi gli arti inferiori, ma non sufficiente per ottenere il 45’’95 necessario. Ora a Pistorius rimane, come unica possibilita` di poter partecipare da protagonista alle Olimpiadi di Pechino, la staffetta della 4x400, con una squadra, quella sudafricana, che comunque verra` resa ufficiale soltanto domenica. Il tempo realizzato da Pistorius e` comunque assolutamente ‘concorrenziale’: almeno uno o due atleti normodotati che ambiscono a un posto nella staffetta non hanno infatti fatto segnare quest’anno un tempo come quello di questa sera di Pistorius.
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5.7.08

Le Tour 2008

Torino 2006_Gazzetta dello Sport & Datasport
Parte oggi da Brest la 95a edizione del Tour de France, la manifestazione ciclistica piu` prestigiosa del mondo. L`obiettivo, da parte di tutti, e` quello di cancellare completamente le ultime edizioni, condizionate dagli scandali che hanno coinvolto i protagonisti (Landis nel 2006, Rasmussen l`anno dopo). Si parte dalla capitale della Bretagna, regione dove 140 anni fa si svolse la prima corsa in bicicletta della storia. E si torna soprattutto in Francia dopo la spettacolare partenza di Londra nel 2007. Quello che prendera` il via sara` il Tour di chi non c`e`: il campione in carica Contador, lo squalificato per doping dopo la vittoria nel 2006 Landis, Basso, Boonen, Ulrich, Vinokourov e il danese Rasmussen, colui che vinceva l`anno scorso fino ad essere trovato positivo a quattro tappe dal termine. La `grand boucle` comunque non perde il fascino, almeno dal punto di vista commerciale: 3.2 milioni di euro di premi, con 20 squadre partecipanti, di cui due italiane (Lampre e Liquigas).Si correra` su un tracciato di 3.559 km, percorso in 23 giorni. Le tappe invece saranno 21: 10 di pianura, 5 di alta montagna, 4 vallonate e 2 crono individuali. Occhi puntati sulle due frazioni italiane, le uniche al di fuori del territorio francese, previste domenica 20 (arrivo a Prato Nevoso) e martedi` 22 luglio in Val d`Aosta e Piemonte. Inoltre da segnalare la tappa del 23, che arriva all`Alpe d`Hez, traguardo storico e leggendario. Propio a questo punta Riccardo Ricco`, che con Damiano Cunego e` la `stella` su cui puntera` il movimento italiano. Proprio il veronese della Lampre cerchera` un posto sul podio, mentre il corridore della Sunier Duvall, dopo un grande giro d`Italia (chiuso al secondo posto), provera` a dare spettacolo con i suoi scatti in salita. Per il resto la cerchia di nomi che puo` arrivare in giallo ai Campi Elisi e` sempre la stessa: Cadel Evans, trentunenne australiano della Silence-Lotto, il pluricampione Alejandro Valverde e il faticatore russo Menchov. Ma occhio anche al nostro Cunego, che ha rinunciato al Giro per l`appuntamento francese. La cosa piu` importante e` che, dopo gli ultimi due tormentati anni, a vincere sia lo sport.
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L’oceano atlantico sullo sfondo, un oceano di gente in mezzo alla strada. Il 95° Tour de France è partito dieci minuti dopo mezzogiorno da Brest con un duplice, affascinante scenario sullo sfondo e un sole finalmente un po’ meno timido in cielo. La prima tappa è la Brest-Plumelec: in linea, come non accadeva da 42 anni. Sono 197,5 chilometri per niente banali, tanto è vero che già dopo 3 chilometri c’è stato il primo attacco, quello del bretone (ti pareva) Jegou: i Gpm di quarta categoria daranno i primi punti per la maglia a pois, mentre gli ultimi 1700 metri al 6,2% ispirano più di una mente. E ci dovrebbe essere un punto chiave ai meno due km: un ponte che restringe la strada con una curva a 90 gradi verso destra. Gli umori, al raduno di partenza, sono sembrati abbastanza sereni. Mark Cavendish raccontava di aver passato dopo il Giro due settimane in Toscana dall’amico Sciandri, ma di non essere riuscito ad andare all’Isola d’Elba come sperava. «Ci andrò dopo il Tour». Riccò è sceso dal pullman del team fischiettando: sulla sella della bici c’era il consueto Cobra. Alla Saunier Duval se la ridevano perché un tifoso ha mostrato una foto di un Piepoli giovanissimo. Il pugliese ha avuto un problema ai denti ed è dovuto ricorrere a un dentista di Brest: la situazione sembra migliorata. In generale, molti pensavano già al finale: il toto-pronostico per oggi (niente abbuoni) chiama Freire, che non ha mai vestito la maglia gialla. Ma anche Pozzato e gli uomini da classifica come Valverde, Kirchen, lo stesso Riccò e, perché no, Cunego. Vedremo. Intanto il veronese ha ricevuto una bella spinta da un mito come Hinault: il fuoriclasse bretone vede Damiano sul podio di Parigi, alle spalle di Evans e Valverde.
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2.7.08

"Difendere il titolo mondiale"

Torino 2006_Gazzetta dello Sport
Dimenticare il passato per tornare a vincere nell'immediato futuro. In bocca al lupo Marcello.
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Abbronzato, un pizzico sovrappeso, entusiasta (e lo ribadisce pià volte) e sicuro di sè. Marcello Lippi si è presentato così da nuovo c.t. dell'Italia, da successore di Donadoni, lui che con l'Italia solo due anni fa ha vinto un Mondiale. In una chiacchierata di oltre un'ora in cui ha spaziato a tutto campo. "Ben ritrovati. Sono molto felice di riprendere da dove ho lasciato. Questo significa però che le cose non sono andate benissimo ai recenti Europei, altrimenti io sarei ancora in spiaggia a Viareggio". "Se questi due anni sono stati persi sia per me che per la Nazionale? Io la Nazionale non l'avrei mai lasciata, ho dovuto farlo per motivi particolari a prescindere dall'esito del Mondiale. Ma questi due anni per la Nazionale non sono andati persi. Quel gruppo campione del mondo è stato integrato con Donadoni da altri giocatori importanti. L'espressione del calcio di una nazione non sono i club, ma la nazionale. Perchè ho deciso di tornare? Per un anno non ho neanche pensato ad andare in panchina, nonostante le tante offerte, anche da altre nazionali. Quando si sono avvicinati gli Europei ho sentito forte il desiderio di riprendere il posto che avevo lasciato e mi sono messo a disposizione nel caso ci fossero state le condizioni per tornare. In qualche maniera mi sentivo in debito con la Federazione. E rifiutare le altre offerte per poi tornare è stato un modo per pagare quel debito. Ma non avevo firmato nessun contratto, devo firmarlo ancora adesso". "Ho avuto la sensazione che alla gente non dispiacesse il mio ritorno in Nazionale, anzi". "Su quale gruppo puntare, i "vecchi" o i "nuovi"? Abbiamo un gruppo di giocatori che due anni fa ha vinto il campionato del mondo, e dobbiamo usare il bilancino. Non bisogna buttare via niente, senza avere debiti di riconoscenza. Non tutti andranno avanti. Bisogna cercare di integrare questo gruppo. Va trovata la giusta miscela". "Calcio all'italiana o calcio più propositivo, sul modello spagnolo che ha trionfato all'Europeo? Gli spagnoli giocano un calcio particolare, molto tecnico. Però hanno ottenuto questo grande risultato attraverso un lungo processo di maturazione passato anche attraverso delle delusioni. La nazionale iberica è l'espressione del calcio spagnolo. Noi faremo un calcio in cui anche le stelle sull'esempio dei Ronaldo, dei Rooney, si mettono a dispozione della squadra. L'Italia non è più quella del catenaccio, ma concretezza e modernità, accompagnate da un pizzico di spregiudicatezza (dimostrata anche nella semifinale mondiale in cui abbiamo per una porzione di gioco messo in campo 4 punte), saranno miscelate. Cercheremo di praticare un calcio aggressivo, propositivo e intraprendente. Una grande squadra deve sapere far tutto: attaccare e difendere". "Bisogna rispettare l'opionione delle persone, in questo caso di giocatori che tanto hanno dato alla Nazionale. Non prendo in considerazione un loro ritorno. Non telefonerò loro per questo motivo. Se chiamassero loro? Valuteremmo insieme. Posso consigliare in generale di non dare mai un addio definitivo alla Nazionale". "Torno per vincere. Per riprovare le sensazioni del passato. Quelle del trionfo, ma anche quelle di unità e compattezza con tutto il gruppo. Non dovremo pensare però che la qualificazione al prossimo Mondiale sia una formalità. Poi penseremo a provare a bissare il successo. I miei compiti? Come in passato mi occuperò di coordinare il lavoro di tutte le nazionali, anche quello delle varie Under". "Non darò consigli agli allenatori di club, anche se collaborerò con loro. In base al mio passato conosco le esigenze delle squadre di club". "Se mi sono imborghesito? Un paio di chili li ho presi, per il resto proprio no. Questo biennio è stato ricco di gratificazioni. Ma ho visto tante partite, ho fatto l'esperienza televisiva con Sky per tenermi aggiornato sul calcio internazionale". "A due anni di distanza cosa penso di Calciopoli? Ne parlo solo a titolo personale. Per ribadire che in quel momento il vedere il nome della mia famiglia inserito in quel contesto senza poter spiegere le proprie posizioni era ingestibile. Adesso le cose sono cambiate. Nel mondo del calcio ci sono state cose non belle, che sono state eliminate. Ma il calcio in Italia resta un vanto, un periodo di tempo brutto non ne condiziona la qualità". "Di test importanti ce ne sono già fissati. A febbraio addirittura in Inghiterra giocheremo con il Brasile". "Tutti i giocatori italiani dai 18 ai 40 anni rientrano nei miei piani. Anche Cassano". E' intervenuto anche il presidente della Figc: "Ringrazio Donadoni e sottolineo le sue qualità personali e professionali. Lippi è l'uomo giusto per intraprendere il cammino verso il Mondiale del Sudafrica nel 2010. La sua scelta è stata esclusivamente tecnica, non di marketing. Con Donadoni rapporto di lealtà reciproca. Il 20 maggio con lui c'era stato un prolungamento con una clausola di rescissione di 900.000 euro lordi. Poi lui il 22 maggio mi disse che voleva fare a meno della clausola di rescissione, tornando alla prima proposta, cioè al rinnovo automatico in caso di semifinali raggiunte all'Europeo. Non c'erano altre situazione precostituite, non avevamo altri contratti con chicchessia. Un rigore segnato (con la Spagna, ndr) avrebbe avviato l'automatismo, non essenso stato segnato ho dovuto fare una scelta tecnica. Ma non c'è stato nessun esonero".


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1.7.08

"No tenemos una manta para mantearte, Luis"

Torino 2006_Gazzetta dello Sport
Protocollo istituzionale per le Furie Rosse. Segnalo As.com e Marca.com circa le news sui neo campioni d'Europa.
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E' ancora tempo di festa per la Spagna, fresca campione d'Europa. Dopo l'accoglienza di ieri notte da parte dei tifosi, le Furie Rosse sono state ricevute oggi nei giardini della Zarzuela dai sovrani di Spagna. Re Juan Carlos ha scherzato con Luis Aragones, rammaricandosi di non avere un mantello per lui. I campioni d'Europa hanno fatto poi tappa alla Moncloa, dove hanno incontrato il capo del governo, Zapatero. Comincia, intanto, il toto-c.t. per la successione a Luis Aragones. A dire il vero un candidato forte, già quasi investito dell'incarico, c'è già: è Vicente Del Bosque, l'ex allenatore del Real Madrid. Secondo "Marca" la prossima settimana la Federcalcio spagnola ne annuncerà l'ingaggio. Con lui arriveranno i membri dello staff Toni Grande, allenatore in seconda, Javier Minano, preparatore atletico, e Paco Jimenez, osservatore. Sempre "Marca", per celebrare ulteriormente il trionfo della nazionale agli Europei, ha lanciato una sorta di petizione: intitolare lo stadio olimpico di Madrid, La Peineta, a Luis Aragones. Anche come coronamento di una carriera straordinaria.


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