8.8.08

Pechino: i Giochi al via

Passion_Still_Lives_Here_Article Antonella & Adnkronos
XXIX Olimpiade in tempo reale:

"È un'emozione fortissima, tra le più forti della mia vita. Ma, al di là delle vicende personali, per il clima che si respira, sarebbe stato un sacrilegio non sfilare". Queste le prime parole di Antonio Rossi, portabandiera azzurro, appena terminata la sfilata della squadra olimpica italiana nella Cerimonia d'Apertura delle XXIX Olimpiadi. Non voglio immaginare cosa abbia provato in quei momenti il nostro canoista. Io, nel mio piccolo, ero molto emozionata. Con la mente sono ritornata a Torino, alle emozioni vissute allo Stadio Olimpico "Grande Torino" quel 10 febbraio. Vedevo Rossi sfilare con il nostro drappo e un insieme di emozioni - sensazioni si è impossessato di me.Vedere i nostri atleti sfilare, certo, magari in modo un po' confusionale... ma siamo italiani, è stato un tuffo al cuore. Vederli salutare, fotografare, riprendere; vederli sorridere, poter leggere nei loro occhi la loro felicità, è stato tutto molto bello. Ora che i Giochi hanno preso il via, possiamo solo farvi un grosso in bocca al lupo. Forza ragazzi, fateci sognare.
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Sono stati 2008 percussionisti ad aprire la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino 2008 dopo che, alle 20 della serata cinese, il conto alla rovescia si è concluso con spettacolari fuochi di artificio. In un crescendo di giochi di luci, davanti ai 91.000 spettatori presenti allo stadio 'Nido d'uccello' i percussionisti si sono esibiti suonando il Fou, lo strumento a percussione più antico della Cina fatto di argilla o bronzo. ''Amici che venite da lontano, quanto siamo felici'' è stato il messaggio di benvenuto rivolto agli ospiti arrivati da tutto il mondo.Sul campo del Nido d'uccello hanno poi sfilato 56 bambini, in rappresentanza di tutti i gruppi etnici cinesi. I cinque cerchi hanno lasciato quindi spazio ad un'enorme bandiera della Cina issata sulle note dell'inno nazionale.Con il segmento artistico intolato 'Beautiful Olympics', lo spettacolo diretto da Zhang Yimou, regista di 'Lanterne Rosse', è quindi entrato nella storia del paese ospitante per mostrare l'origine e lo sviluppo della cultura della Cina attraverso le sue conquiste, come la stampa. Centinaia di figuranti, 897, racchiusi in parallelepipidi hanno mimato una danza tutta dedicata ai caratteri mobili ma anche a raffigurazioni più 'geografiche', come la Grande Muraglia e fiori di pesco. Nello stadio è poi apparsa la 'via della seta' con la navigazione dei commercianti via terra e via mare. Richiamo anche quanto è stato realizzato nei sette anni di preparativi per i Giochi con 4.100 figuranti-acrobati che hanno ricostruito nello stadio la stessa struttura intrecciata a nido d'uccello. Inevitabile il riferimento al tai-chi, alla natura, all'inquinamento e alle speranze per il futuro. Durante l'esibizione del cantante pop cinese Liu Huan e dalla cantante inglese Sarah Brightman, fuochi d'artificio sono stati accesi anche in diverse zone della capitale cinese, mentre un globo trasparente azzurro del peso di 16 tonnellate si sollevava sullo stadio. Poi via alla sfilata: 204 nazioni in passerella dopo la rinuncia del Brunei. Ad aprire la delegazione della Grecia con in testa il portabandiera ellenico, il judoka Ilias Iliadis. Un'ovazione ha poi accolto l'ingresso della delegazione di Taiwan. Applausi anche per la delegazione dell'Iraq guidata dal portabandiera Hamzah Al-Hilfi, che si cimenterà nel canottaggio.Per colpa dei caratteri cinesi l'Italia sfila 191esima. Il portabandiera della squadra è il canoista Antonio Rossi. Molti atleti sventolano il tricolore mentre entrano nello stadio con macchine fotografiche e telecamere. Infine Yao Ming apre la sfilata della Cina. La stella della nazionale di basket è il portabandiera della squadra di casa. Nella delegazione, le donne sfilano davanti agli uomini. Ogni atleta sventola una bandiera cinese.Ad accendere il braciere l'ex ginnasta cinese Li Ning Li Ning ha vinto 3 medaglie d'oro ai Giochi di Los Angeles 1984, attualmente è un imprenditore di successo nel settore dell'abbigliamento sportivo.

7.8.08

L'Italia mette la terza

Pechino 2008_La Stampa di Torino & Luca
XXIX Olimpiade in tempo reale:
  • L'ira della Cina contro il presidente George W.Bush: "non deve interferire"
  • La Fiamma Olimpica sulla Grande Muraglia
  • Brutta parentesi di finto funambolismo e, alla luce di quanto emerso, non certo di sport. Emauele Sella come Riccò positivo alla CERA si avvia verso la confessione al procuratore antidoping del CONI Ettore Torri
  • Notizia a margine e poco attinente. Un piacere questa mattina nel salire a piedi in allenamento verso la cima del Monte Cavo - quota più alta dell'intero comprensorio Castellano - incontrare la campionessa del mondo di ciclismo femminile su strada Marta Bastianelli, anche lei in allenamento. Purtroppo, distratto nel parlare, non ho avuto neppure la prontezza per chiamarla o fermarla. Da sportivo dispiace vedere una fuoriclasse azzurra allenarsi senza poter contendere il titolo Olimpico, soprattutto per le vicissitudini che hanno riguardato la stessa Marta Bastianelli. L'augurio quindi è che Marta possa rientrare quantro prima e difendere così nel migliore dei modi il titolo mondiale.

Partenza con il botto per la nazionale di calcio. Gli azzurri hanno vinto per 3-0 contro la nazionale caraibica dell'Honduras nel match valido per la prima giornata del Gruppo D del torneo olimpico.
Nel primo tempo ci ha pensato il bianconero Sebastian Giovinco al 40' a sbloccare il risultato con una splendida conclusione dalla distanza che si è insaccata all'incrocio dei pali. Allo scadere del primo tempo, concesso un calcio di rigore all'Italia per un fallo di mano in area. Il compito di trasformare dal dischetto è toccato a Giuseppe Rossi. Nella ripresa l'Italia prende il largo grazie ad un altro tiro dagli undici metri, calciato questa volta da Robert Acquafresca al 51'. Nel finale la squadra caraibica ha sciupato la sua occasione dal dischetto: L. Martinez ha sparato alto sopra la traversa.Prossimo appuntamento contro la Corea del Sud il 10 agosto.

Curiosità di Beijing 2008

Passion_Still_Lives_Here_Article Antonella e Adnkronos
Mancano poche ore all'inizio della Cerimonia di Apertura. Il clima olimpico inzia a respirarsi anche qui da noi. Sarà per il fatto dei ricordi che affiorano alla mente, per quel 10 febbraio 2006 che, costantemente, mi accompagna nel nostro quotidiano. Quanti episodi vissuti quel giorno, quante emozioni e quante sensazioni ancor oggi mi attraversano.
Una cosa solo posso confermare: "Esserci è un'altra cosa!"
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Fu Yiquan è destinato a diventare il simbolo dei 40.000 volontari che contribuiscono a far funzionare la macchina di Pechino 2008. L'ultracentenario (per l'esattezza 103 anni) esibisce con orgoglio la fascia rossa di ''volontario per la sicurezza''. ''Controllo che le porte siano chiuse e che i cestini della spazzatura siano vuoti, è quello che posso fare per i Giochi'', dice lui. ''Non posso andare a lavorare allo stadio, ma posso impegnarmi per la sicurezza della comunità'', dice percorrendo l'itinerario che deve coprire 3 volte al giorno. Per i Giochi ha già sacrificato l'udito. Nel 2001, quando il Cio ha assegnato a Pechino l'organizzazione delle Olimpiadi del 2008, Fu si è ritrovato in mezzo alle celebrazioni. ''All'improvviso i fuochi d'artificio hanno cominciato a scoppiare a pochi metri da me. Ho sentito quasi un tuono nelle orecchie e non c'è stato niente da fare'', racconta. ''Chi ha acceso i fuochi non voleva certo farmi del male, voleva solo festeggiare'', dice senza alcun rancore. ''Organizzare i Giochi è un grandissimo motivo di orgoglio per il nostro paese, mi sento così orgoglioso''.

6.8.08

Presentata la delegazione azzurra

Passion_Still_Lives_Here_Article Antonella
L'Italia e' ufficialmente ai Giochi di Pechino: anche il tricolore sventola ogoglioso sull'apposito pennone sistemato al villaggio olimpico.
La "Welcome Ceremony" si e' svolta questa mattina (ore 4.45 in Italia) nella piazza della Zona Internazionale del villaggio che ospita gli atleti: rappresenta l'ingresso ufficiale della delegazione ai Giochi.
E' stato il capo delegazione Raffaele Pagnozzi a rappresentare ufficialmente la spedizione italiana, ricevendo il benvenuto dal Sindaco del Villaggio, Chen Zhili.
Presenti i vertici delle istituzioni sportive: il presidente del Coni Gianni Petrucci, i membri del Cio Franco Carraro e Manuela Di Centa, alcuni presidenti federali, l'ambasciatore italiano in Cina Riccardo Sessa, alcuni tecnici.
Assente il portabandiera Antonio Rossi, dei 347 atleti della nostra delegazione (215 uomini e 132 donne) quasi 200 erano presenti ed hanno ben intonato l'inno di Mameli all'alzabandiera. L'atmosfera, carica di commozione, si è mischiata alla grande attesa per le gare che gli per azzurri prenderanno il via tra due giorni. L'anfiteatro che ha ospitato l'evento era pieno di fiori e sullo sfondo campeggiava una struttura in ferro rappresentante i cinque cerchi.

Doping, Bastianelli: "Ho chiarito tutto"

Passion_Still_Lives_Here_Agenzia Ansa Italia & Luca
"La mia vittoria nel Mondiale di Stoccarda non ha trovato tutto lo spazio sui media che adesso sta invece trovando una notizia come questa". Non avendo le giuste conoscenze per entrare nel merito della questione doping, lasciavo un commento sul blog di Marta qualche giorno orsono riferendomi soltanto ed esclusivamente a questo fatto. Sotto questo punto di vista concordo in pieno con quanto sostiene l'atleta castellana. Azzurri che spesso forgiano imprese e passano, semi ignorati dai media e con poco risalto. Poi però, al primo intoppo di qualsivoglia natura diventano famosi più delle loro imprese. Su di loro una luce spessa e accecante quanto l'occhio di bue in una prima alla Scala. Una constatazione ormai ovvia, inflazionata che però non deve mai farci smettere di riflettere circa la mediocrità della nostra informazione. In bocca al lupo Marta.
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Maglietta a maniche corte, occhiali da sole, jeans e scarpe bianche. Abbigliamento casual per un appuntamento che potrebbe risultare decisivo per il suo futuro in sella a una bicicletta. La ciclista Marta Bastianelli, dopo essere stata trovata positiva a un controllo antidoping dell'Uci (l'Unione ciclistica internazionale) lo scorso 5 luglio ai Campionati europei Under 23, è stata oggi ascoltata per poco più di un'ora dalla Procura antidoping del Coni. Al termine dell'audizione col procuratore Ettore Torri, e con il suo vice Franco Cosenza, l'atleta di 21 anni, nata a Velletri, ha cercato di spiegare la sua situazione: "Penso di avere fatto chiarezza sui punti principali. Ora sta alla Procura continuare le indagini e trovare la verità. Abbiamo dato loro il farmaco per effettuare la perizia e mi aspetto che la questione venga risolta nel più breve tempo possibile, per poter disputare il Mondiale o le altre gare di fine stagione". Per la Bastianelli, persa ormai l'opportunità di partecipare ai Giochi di Pechino, la possibilità di difendere il titolo conquistato a Stoccarda potrebbe essere uno stimolo in più per tornare subito a pedalare. "Ho eseguito tutti i punti che un'atleta internazionale del mio livello deve seguire - ha proseguito la giovane atleta, che vive da sempre a Lariano - La procura adesso sa tutto quello che ho fatto, ma io non ho alcuna leggerezza da dovermi rimproverare. Mi ero accertata che quel farmaco non facesse parte delle sostanze proibite. Adesso aspettiamo la perizia che ci dirà qualcosa di più. Il mio errore? Sarebbe stato meglio andare a Pechino con i due chili che volevo buttare giù, visto che ora mi pesano meno del travaglio che sto vivendo in questi giorni". A lasciare a terra la campionessa del mondo in carica di ciclismo è stata una sostanza utilizzata in prodotti per le diete - la flenfluramina - un anoressizzante che però è considerata dopante, quindi vietata. "Penso di essere diventata dottoressa in una settimana - ha confessato la Bastianelli - Mi sono informata su tutto ciò che potevo. Se si è trattato di una leggerezza della farmacista? Forse. Adesso sono stata sospesa, ma spero che la squalifica si limiti a qualcosa che mi faccia ricordare questo episodio solo come un piccolo errore". La ciclista, nonostante l'amarezza del momento, trova poi le parole per levarsi alcuni sassolini dalle scarpe: "Mi ha fatto male vedere che tanta gente ha parlato senza conoscere come stanno veramente i fatti. Sicuramente la verità potrà zittire tutte queste persone". "E poi - ha proseguito - non è stato bello vedere legato il mio nome a quello di Riccò, non l'ho trovato giusto. La mia vittoria nel Mondiale di Stoccarda non ha trovato tutto lo spazio sui media che adesso sta invece trovando una notizia come questa. Ho capito, quindi, che al ciclismo giova di più una situazione del genere invece di una vittoria. Infine, mi ha infastidito l'ironia fatta sul mio fisico: peso e altezza sono cose personali e quello che penso sul mio corpo non deve interessare a stampa o federazione". L'avvocato Giuseppe Napoleone ha accompagnato la Bastianelli davanti alla Procura antidoping del Coni e al termine del'audizione della sua assistita si è limitato a spiegare che "per noi è fondamentale la perizia del farmaco. Non vi è nulla di proibito, ma bisogna capire come mai si trovasse in esso una sostanza illecita, la flenfluramina. Auspichiamo che nel giro di un mese la vicenda si possa chiarire, al pari della posizione del farmacista. Faremo il possibile affinché Marta possa difendere il titolo Mondiale a Varese nel mese di settembre".

5.8.08

Vincere più degli Usa è l'ossessione cinese

Pechino 2008_La Stampa di Torino
Cina Vs Stati Uniti, la sfida di Pechino, la «mission» di una nazione. L'Impero di Mezzo ha già sorpassato gli States negli utenti Internet, nella top-ten delle società più quotate in Borsa, nelle esportazioni, nello smog. Dall'ascesa di Deng Xiaoping nel 1981, programma, studia, investe su atleti e tecnici per mettere la freccia anche sulle corsie di Olimpia. I Giochi di casa servono a questo. Gli atleti cinesi saranno in 639 (596 gli americani), contro i 407 di Atene. Una macchina che ha un solo obiettivo, una sola ossessione: vincere più medaglie di tutti. Anche, soprattutto, più degli americani. Un obiettivo realistico, non un sogno. Incoraggiato dal cinismo illimitato dei bookmakers che scommettono anche sui Giochi (1,70 la quota, e 1,95 per chi punta sugli Usa) contro le previsioni autorevoli ma scopertamente patriottiche di Sport Illustrated (121 medaglie a 102 per gli yankees). Ad Atene 2004 gli States vinsero 102 medaglie, 36 d'oro. La Cina 63, 32 d'oro. Meno 39, un divario ampio ma non impossibile da colmare, specie considerando gli inevitabili sostegni - conoscenza dei terreni di gara, abitudine al clima, benevolenza di giudici e giurie - di cui gode il Paese ospitante. Il «fattore campo» vale fra le 10 e le 20 medaglie, la crescita tecnica complessiva della Cina, da Atene a oggi, circa 10. Il calcolo è impostato. Per riuscire nell'impresona - su 28 edizioni gli Usa hanno sbranato il medagliere 18 volte - la Cina dovrà puntare sulle specialità di casa, meno sulle incursioni in terreni a lei ostici. Tuffi, badminton, tennis tavolo, tiro, sollevamento pesi e ginnastica sono il core business degli orientali. Sei specialità che ad Atene portarono 40 atleti sul podio, più della metà del totale, a cui vanno sommate le 5 medaglie del judo. Il vero margine di miglioramento viene da badminton e tiro, accoppiata nella quale i cinesi potrebbero vincere 8-9 medaglie più che ad Atene; l'unico limitato ma intrigante e puro terreno di sfida con gli americani (che nei tuffi possono sperare in un paio di bronzi) è la ginnastica. La Cina, che agli ultimi Mondiali di medaglie ne ha razzolate 8, fra uomini e donne punta a quota 10. In campo maschile l'infortunio di Paul Hamm è una tegola per gli Usa, che fra le donne possono però giocarsi la carta Shawn Johnson nel completo, nel corpo libero e nel titolo a squadre, classico dei Giochi, in una prevedibile ordalia con le superbimbe cinesi e romene. Pugilato: qui le giurie pesano piombo, e i guantoni gialli, che nella loro storia hanno raccolto solo un bronzo, sperano in 6-7 metalli.Nel tennis le cinesi sono campionesse uscenti nel doppio, e la peperina Jie Zheng vagheggia un podio: magari dopo una rivincita della semifinale di Wimbledon con Serena Williams. Nella scherma i cinesi hanno messo in conto 3-4 medaglie, le stoccate con gli Usa potrebbero arrivare nella sciabola femminile. Da lotta, taekwondo e trampolino possono arrivare piccoli miglioramenti (e siamo a circa 25-28 medaglie in più rispetto al 2004) il tutto senza incroci da cartellone con i nemici americani. La curiosità planetaria è invece già sintonizzata sull'urto che già nel girone di qualificazione del basket, il 10 agosto, metterà di fronte i centimetri del (risanato?) eroe Yao Ming e il talento di LeBron James e del resto del Dream Team. Ci si attende dell'epica, ma difficilmente gli Usa, dannati troppe volte ai Giochi dalla propria superbia, si lasceranno beffare. Negli sport di squadra la Cina può contare sulle donne del volley (oro ad Atene) e del beach volley, poco più, mentre gli Usa hanno concretissime chance in basket e calcio femminile, baseball e softball.I grandi silos a stelle e strisce sono, ovviamente, atletica e nuoto. Nella velocità gli yankees rischiano di farsi asportare dai giamaicani il podio di 100, 200 e staffette, ma in cinesi in pista possono giusto illudersi con il malconcio Liu Xiung nei 110 ostacoli, con Zhou Chunxiu nella maratona, forse con qualche marciatore. Briciole. E goccioline anche in piscina, dove è avviato a sfracelli l'orco Phelps e i cinesi - sincronizzato a parte - vedono il podio solo con Wu Peng nei 200 farfalla e con la staffetta femminile 4x100 misti. Cento medaglie. L'orizzonte dello scontro alla fine si giocherà da quelle parti. E chissà che l'allungo decisivo non arrivi da qualche sconosciuto armo con gli scalmi a mandorla nel canottaggio femminile, dove la Cina da tempo sta facendo impressionanti, e un filo inquietanti, miglioramenti. Un oro senza volto (conosciuto). Anche se Mao è lontano, sarebbe un trionfo molto chinese style.