27.4.08

"Ferrari, sei forte"

Passion_Still_Lives_Here_Article Racingworld & Luca Tittoni
I cilindri della Formula 1 tornano finalmente a scoppiettare nel Vecchio Continente: Circuit de Catalunya "meglio" conosciuto come Montmelò. Tutte le scuderie girano a menadito grazie agli innumerevoli test compiuti durante l'arco della stagione. Al muretto Ferrari c'è anche kaiser Schumi che oltre ai sette mondiali vinti fu autore, proprio qui al Montmelò, di un botto pauroso per fortuna senza conseguenze. Schumacher quanto a risultati stimola l'erede (di sedile) che con humor quasi più latino del tedesco (in fondo non occorre poi molto) fa capire le sue buone intenzioni già dal venerdi. Week end d'oro per Kimi che a suon di Emilia sfoggia sorrisi fino a pochi mesi fa del tutto inpronosticabili. Il campione del mondo migliora costantemente nel post gara e... non solo, soprattutto in pista, laddove cerca una perfezione quasi divina. Il finlandese vola nelle libere per poi prendersi senza troppi patemi d'animo la pole del sabato. Dietro di lui un rinato Alonso a cui fa bene l'aria di casa ma a cui fa benissimo la poca benzina imbarcata per volontà ferrea del suo ingegnere. Alle spalle dell'asturiano il ferrarista Felipe Massa, nuovamente in bilico, più indietro le due McLaren assieme a Robert Kubica. Kimi va primo in griglia dopo aver regalato sorrisi e giro veloce, addormentadosi con un messaggio chiaro che dato il personaggio lascia stupiti i più: "Ferrari, sei forte". Partenza regolare nonostante la vicinanza di Fernando Alonso a Felipe Massa, nota non secondaria dati i precedenti e considerato il loro possibile futuro a sedili potenzialmente quasi invertiti. Raikkonen muove bene, Fernando più scarico fatica ad avere grip ed è superato da Massa che insinua all'esterno anche il campione del mondo. Niente schermaglie tra i ferraristi mentre Domenicali guarda il monitor senza preoccuparsi di fare, al termine dei 66 giri, ramanzine da padre di famiglia. Felipe si mette in coda e Kimi prende pian piano il largo. Primo e secondo al curvone dopo il via, il cavallino di Baracca chiude subito il gran premio e si torna virtualmente a Maranello.
Schermaglie continue nelle retrovie e mille detriti in pista (nove ritirati), dove Alonso arranca ma pur di non mollare la terza posizione spreme la sua Renault e rompe il propulsore. Hamilton (questa volta) parte discretamente e recupera sino alla terza posizione, grazie anche e soprattutto ai ritiri dei piloti che lo precedono, su tutti, appunto, Fernando Alonso. Formula noia dipinta di rosso rubino che sancisce la superiorità Ferrari neppure interrotta dai due ingressi della safety car; il primo a causa di un tamponamento poco dopo il via tra Sutil e Vettel, il secondo a causa della spaventosa uscita di pista di Heikki Kovalainen. All'ingresso della curva Campsa la spalla del pneumatico anteriore sinistro della McLaren Mercedes perde pressione sino a sgonfiarsi, macchina inguidabile che parte per la tangente. Al pilota di Ron Dennis non resta che aggrapparsi ai freni e togliere le mani dal volante per prepararsi al botto. La vettura si infila per metà nelle gomme (ancora non sostituite dalle apposite barriere a ritenuta progressiva progettate dal lontano 1995 ma costosissime) che delimitano la via di fuga rendendo molto difficile l'estrazione del pilota che uscirà poco dopo in barella ma fortunatamente pressochè illeso. Incidente simile a quello di Michael Schumacher nel 1999 a Silverstone (avaria impianto frenante) e che riapre la questione affidabilità in casa McLaren dopo il botto di Hamilton della scorsa stagione (sempre per via delle gomme). Nota di merito per i piloti italiani anche se in ombra: Trulli chiude all'ottavo posto, mentre Fisichella arriverà al traguardo come primo dei doppiati.
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Tutto facile per la Ferrari al Montmelò: Kimi Raikkonen e Felipe Massa, dopo una partenza in cui agevolmente hanno preso la testa della gara, hanno tenuto un ritmo inarrivabile per gli avversari chiudendo in quest'ordine alla bandiera a scacchi dopo sessantasei giri del Gran Premio di Spagna 2008. Una gara senza problemi, anche se interrotta da due periodi di Safety Car, che ha portato i Ferraristi a segnare un'autorevole doppietta nel Gran Premio di Spagna, la seconda consecutiva dopo quella ottenuta in Bahrain. Terzo e primo degli "altri" è stato Lewis Hamilton, che con una gara molto regolare ha approfittato del ritiro per la rottura del motore di Fernando Alonso conquistando la medaglia di bronzo con un piccolo vantaggio sulla BMW di Robert Kubica, quarto e penalizzato da una partenza non perfetta che gli ha fatto perdere qualche posizione. Il polacco ha chiuso abbondamente davanti a Mark Webber, quinto, e a Jenson Button, che con il sesto posto odierno regala i primi punti della stagione alla Honda. Due punti anche per la Williams, grazie al settimo posto di Nakajima, e un punto per la Toyota, con Jarno Trulli che ha chiuso in ottava piazza. Solo nono Nick Heidfeld, penalizzato con uno Stop&Go per aver rifornito in regime di Safety Car quando la pit-lane era ancora chiusa. Il tedesco, quindi, è sprofondato in classifica riuscendo comunque a chiudere a pieni giri. Primo dei doppiati, invece, l'italiano Giancarlo Fisichella, che ha sfiorato l'arrivo in zona punti con la Force India: Fisichella è giunto al traguardo davanti a Timo Glock e David Coulthard, protagonisti di un duello che ha danneggiato l'ala anteriore del pilota Toyota e dechappato il pneumatico posteriore sinistro della Red Bull. Un incidente che sarà investigato dai commissari a fine gara e che potrebbe portare delle penalità nel prossimo Gran premio di Turchia. Coulthard, nel finale, è riuscito comunque ad avere la meglio su Takuma Sato, ultimo al traguardo con il muso della sua Super Aguri danneggiato da un contatto rimediato durante la gara. Il pilota Super Aguri è l'ultimo classificato nel Gran Premio odierno. Momenti di paura al ventiduesimo giro: all'esterno della curva Campsa, infatti, le immagini televisive rivelano la McLaren-Mercedes di Kovalainen piantata nelle gomme della via di fuga. Il pilota finlandese, per l'esplosione dello pneumatico anteriore sinistro, è finito fuori pista impattando frontalmente nelle barriere. Dopo lunghe operazioni di recupero, con l'auto sommersa nella via di fuga, Kovalainen è stato estratto apparentemente indenne dalla sua monoposto distrutta ma con la cellula di sopravvivenza intatta. La dinamica del guasto tecnico occorso a Kovalainen è sembrata del tutto simile a quella che, nella passata stagione, costò un pesante incidente a Lewis Hamilton nelle qualifiche del Gran Premio di Germania. Quello di Kovalainen, però, non è stato l'unico incidente della giornata: un primo periodo di Safety Car, infatti, era stato richiesto già alla partenza, quando un incidente tra Sutil e Vettel aveva costretto entrambi ad un prematuro ritiro. Il pilota della Toro Rosso, incolpevole nel contatto, è stato poi raggiunto al box dal suo compagno di squadra Bourdais, anch'esso costretto al ritiro per un incidente in cui è stato parte lesa: il francese, infatti, è stato tamponato da un Piquet in evidente difficoltà.Il pilota brasiliano, infatti, era reduce da un fuorispita pochi giri prima che lo aveva fatto scalare in fondo alla classifica.Un problema tecnico, invece, ha costretto Rubens Barrichello al ritiro dopo che, nel periodo di Safety Car indotto dall'incidente di Kovalainen, era stato protagonista di un curioso avvenimento: all'uscita dal suo secondo pit-stop, infatti, il brasiliano si è ritrovato con l'ala anteriore incagliata sotto la monoposto dopo un contatto con Giancarlo Fisichella. Costretto a compiere un intero giro di pista con questo pesante handicap, Barrichello è stato poi costretto al ritiro per i danni che la sua monoposto ha riportato nei deflettori e, sopratutto, nel fondo piatto.Aver raccolto detriti in pista, alcuni dei quali hanno forato il radiatore della sua Super Aguri, ha costretto al ritiro anche Anthony Davidson.Problemi di motore, come detto, hanno eliminato dalla gara l'idolo locale Fernando Alonso. Destino simile anche per il pilota della Williams Nico Rosberg.L'appuntamento con la Formula 1 è tra due settimane, a Istanbul, per il Gran Premio di Turchia 2008.


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24.4.08

La Fiamma Olimpica varca l'Australia

xxolympicwintergames.blogspot.com_Article Agenzia ANSA & Gazzetta.it
Si è conclusa senza gravi incidenti e con pochi arresti a Canberra l'unica tappa australiana della staffetta della fiamma olimpica, lungo un percorso di 16 km protetto da barriere metalliche e da un massiccio schieramento di polizia. Ultimo degli 80 tedofori il nuotatore Ian Thorpe, cinque volte medaglia d'oro olimpica, che ha acceso un braciere davanti a una gran folla che sventolava bandiere cinesi. Dopo un concerto di celebrazione il braciere è stato spento e la lanterna con la fiamma olimpica è stata trasportata direttamente in aeroporto da dove ripartirà per il Giappone. La capitale, normalmente semideserta, era inondata da molte migliaia di spettatori e di manifestanti, in massima parte pro Cina, giunti durante la notte in decine di pullman da Sydney e da Melbourne. Poche centinaia i manifestanti pro Tibet e pro Birmania. Il dispiegamento di polizia, che ha tenuto a qualche distanza dalla fiaccola, anche con qualche spintone, i controversi agenti paramilitari cinesi in tuta biancoazzurra, e riuscito a tenere separati i dimostranti dei due schieramenti, che si sono lanciati a vicenda bottigliette d'acqua e altri oggetti. Vi sono stati brevi scontri nell' area di arrivo e almeno sette persone sono state arrestate, fra cui un uomo che aveva dato fuoco a una bandiera cinese. Alcune centinaia di persone hanno preso parte davanti al parlamento federale ad un raduno di protesta contro gli abusi dei diritti umani in Tibet. Fra gli oratori il leader dei Verdi Bob Brown e la cantante canadese Kd Lang, di religione buddista, giunta da Melbourne dove si esibisce in tournee. Sul cielo della capitale si librava una mongolfiera con uno striscione con su scritto "Non infiammate il Tibet", e un aereo portava la scritta "Tibet libero".
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"Solo" sette arresti e nessun grave incidente. E' questo il bilancio della tappa australiana della fiaccola olimpica, andata in scena a Canberra tra robustissime misure di sicurezza. Perchè, oltre a migliaia di spettatori accorsi per assistere al passaggio della torcia dei Giochi, si fronteggiavano 15 mila manifestanti pro-Cina e qualche centinaio di attivisti pro-Tibet. Per questo motivo il percorso di 16 km era protetto da barriere. L'ultimo degli 80 tedofori è stato il nuotatore Ian Thorpe, cinque volte medaglia d'oro olimpica, che ha acceso un braciere davanti a una gran folla che sventolava bandiere cinesi. Dopo un concerto di celebrazione, il braciere è stato poi spento e la lanterna con la fiamma olimpica trasportata direttamente in aeroporto da dove riparte oggi (verso mezzogiorno ora italiana) alla volta del Giappone. Il dispiegamento di polizia, che ha tenuto a qualche distanza dalla fiaccola i controversi agenti paramilitari cinesi in tuta, è riuscito per lo più a tenere separati i dimostranti dei due schieramenti, che si sono lanciati a vicenda bottigliette d'acqua e altri oggetti. Vi sono stati brevi scontri nell'area di arrivo in cui i cinesi patriotticì hanno avuto la meglio strappando bandiere tibetane. Sette persone sono state arrestate, cinque pro Cina e due pro Tibet, fra cui un uomo che aveva dato fuoco a una bandiera cinese. Alcune centinaia di persone hanno preso parte, davanti al parlamento federale, a un raduno di protesta contro gli abusi dei diritti umani in Tibet. Fra gli oratori il leader dei Verdi, Bob Brown, e la cantante canadese Kd Lang, di religione buddista, giunta da Melbourne dove si esibisce in tournee.


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21.4.08

Cunego vince l'Amstel Gold Race


xxolympicwintergames.blogspot.com_Article Il Sole 24 Ore
Classiche leggendarie come la Rubaix o prestigiose come l'Amstel. Ben figurano, da sempre e storicamente i nostri colori. Sarà per una certa predilezione del nostro movimento verso le gare in linea, sarà perchè a stretto giro di posta è destinata ad iniziare la corsa Rosa. Cunego dopo tre stagioni piuttosto in ombra sembra esser tornato il Damiano scattante, agile ed aggressivo di "un tempo". Il ciclista che quando scatta sa far male alle gambe. Tra poche settimane il Giro d'Italia, il veronese sarà sicuramente tra i protagonisti.
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Forse è la volta buona. Non diciamolo troppo forte, anzi meglio toccar ferro: però i segnali buoni ci sono tutti. Damiano Cunego, 26 anni, l'ex golden boy del ciclismo italiano, non è più boy ma è tornato ad essere un campione.Lo si è visto ieri alla Amstel Golde Race, la classica olandese che ha aperto la settimana delle Ardenne nel segno dell'Italia. Cunego, che veniva dai successi spagnoli, vince alla grande dopo 256 chilometri di strappi e muri, di curve spericolate e di un mare di folla (50mila tifosi negli ultimi mille metri) che neanche il Tour de France.L'unico a resistergli, una volta saltato il campione di Spagna Joaquin Rodriguez, è Franck Schleck, il lussemburghese magro come un'acciuga che al Tour 2006 l'aveva staccato sull'Alpe d'Huez. Ma questa volta è un'altra storia. Nel senso che non c'è storia. Cunego ha una marcia in più: e ai 200 metri, quando Schleck s'ingobbisce facendo boccacce, se lo scrolla di dosso come una mosca fastidiosa. Che vuoi? Pussia via, sembra dire il capitano della Lampre che si prende anche il gusto di voltarsi indietro prima di tagliare il traguardo. «Inebriante», commenterà poi Cunego con un pizzico di narcisismo. Buon segno anche questo. Perchè Damiano non è mai stato un ragazzo modesto, come si può ricordare quando nel 2004, al Giro d'Italia, sfilò da sotto il naso a Simoni, suo capitano, la maglia rosa. E se torna a fare lo spaccone, vuol dire che la strada è tornata a sorridergli come in quel magico 2004 in cui tutto gli andava bene ma che poi pagò con un lungo periodo di purgatorio che forse ha definitivamente scontato.Cunego in questi anni ha fatto tante cose. Ha cambiato squadra, diventando capitano della Lampre. Poi è diventato padre di una bella bimba che si chiama Ludovica, e si è anche sposato con Margherita. Insomma, meno grilli e più responsabilità. Meno auto da 200 all'ora e più orari da rispettare. Meno Jim Morrison, il suo idolo dei Doors, e più ninne nanne e carrelli della spesa. La cosa curiosa è che Cunego era venuto alla Amstel Gold Race solo per prepararsi alla Liegi-Bastogne-Liegi, la "Doyenne", la corsa che a Damiano piace di più. «Pace, meglio così», dice. «Intanto ho messo un po' di fieno in cascina. Vincere la Liegi ora sarà più dura. Però intanto vado a letto tranquilllo. Battere anche Valverde mi dà più sicurezza per il futuro. Comunque non cambio i miei piani. Quest'anno, oltre a qualche classica, voglio puntare al Tour de France. Penso che sia l'anno giusto per me, l'importante è che non mi faccia prendere dalla voglia di strafare».Insomma, un Cunego brillante che mette la sua ipoteca anche sulla Liegi. Anche se è meglio non contarci troppo perchè, dopo questo exploit, il veronese sarà uno dei controllati a vista. Chi può dare qualche soddisfazione, tra gli italiani, potrebbe anche essere il vecchio Davide Rebellin che ieri, per la cronaca, è arrivato quarto dietro allo spagnolo Valverde. Rebellin sta molto bene e nel 2004 l'ha già vinta una volta. Ma si vedrà. Ora godiamoci la Freccia Vallone con l'arrivo in salita sul Muro di Huy. E' una splendida classica che ha sempre portato fortuna agli italiani che da queste parti sono quasi più numerosi dei belgi.


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19.4.08

Oro per il fioretto maschile a squadre

xxolympicwintergames.blogspot.com_Article La Stampa di Torino
L’Italia del fioretto maschile è tornata d’oro. Gli azzurri hanno esordito nel modo migliore ai campionati del mondo di scherma a squadre in corso a Pechino: Andrea Baldini, Salvatore Sanzo, Andrea Cassarà e Stefano Barrera hanno infatti conquistato la medaglia d’oro superando in finale con il punteggio di 45-35 la Germania del tre volte campione del mondo Peter Joppich e del bronzo ai recenti Mondiali di San Pietroburgo, Benjamin Kleibrink. Il team azzurro ha superato al primo turno il Brasile, poi è stata la volta del successo ai quarti sui padroni di casa della Cina: in semifinale vittoria per 45-38 sulla Polonia. Nella finale per il titolo, gli azzurri hanno imposto la loro miglior scherma tornando sul gradino più alto del podio dopo cinque anni. L’ultimo successo è datato l’Avana 2003 (in quella squadra c’erano Sanzo e Cassarà). Il bronzo è andato alla Polonia vittoriosa 44-43 sulla Russia. Domani la prova di spada femminile, gara nella quale le azzurre affronteranno al primo turno la Svizzera.Grande soddisfazione per il Ct Stefano Cerioni: «Una giornata esaltante nella quale i ragazzi hanno tirato tutti e quattro molto bene, mettendo in pedana una scherma di grande livello. La vittoria sulla Cina, incitata a gran voce dal proprio pubblico, ci ha dato grande carica per i successivi assalti. C’è anche un pò di rammarico, visto che su questo podio tra qualche mese saranno assegnate le medaglie olimpiche e non esserci dopo la prova di oggi dispiace».

Italy of the masculine foil has returned of gold. The blues have begun in the best way to the championships of the world of fencing to teams in progress to Peking: Andrew Baldini, Savior Sanzo, Andrew Cassarà and Stephen Barrera have in fact conquered the gold medal overcoming in final with the score of 45-35 Germany of the three times champion of the world Peter Joppich and of the bronze to the recent World of St. Pietroburgo, Benjamin Kleibrink. The blue team has overcome to the first turn Brazil, then has been the time of the success to the quarters on the landlords of China: in semifinal victory for 45-38 on Poland. In the ending for the title, the blues have imposed their good fencing returning on the tallest step of the platform after five years. Last success is dated the Havana 2003 (in that team there were Sanzo and Cassarà). The bronze has gone to victorious Poland 44-43 on Russia. Tomorrow the test of female sword, competition in which the blue ones will face to the first turn Switzerland. Great satisfaction for the Ct Stephen Cerioni: «A thrilling day in which the boys have thrown very well all and four putting in platform a fencing of great level. The victory on China, incited to big voice by own public, has given us great position for the following assaults. There is also a pò of regret, considering that on this platform among a few months the Olympic medals will be assigned and not to be us after today's test is sorry».

L'Italie du voeu masculin est revenue d'or. Les bleu ont commencé de la manière meilleure aux championnats du monde d'escrime aux équipes en cours à Pékin: Andrea Baldini, Sauveur Sanzo, Andrea Cassarà et Stefano Barrera ont en effet conquis la médaille d'or en dépassant en fin avec le score de 45-35 l'Allemagne des trois fois championnes du monde Peter Joppich et du bronze aux récents Mondiaux de Saint Pietroburgo, Benjamin Kleibrink. Le team bleu a dépassé au tour premier le Brésil, puis elle a été la fois du succès aux quarts sur les propriétaires de la Chine: en demi-finale victoire pour 45-38 sur la Pologne. Dans le finale pour le titre, les bleu ont imposé leur meilleure escrime en revenant après sur la marche la plus haute du podium cinq ans. Le dernier succès est daté la Havane 2003, dans cette équipe il y avait Sanzo et Cassarà. Le bronze est allé à la Pologne victorieuse 44-43 sur la Russie. Demain la preuve d'épée féminine, compétition en laquelle affronteront au tour premier la Suisse. Grande satisfaction pour le Ct Stefano Cerioni: "Une journée exaltante en laquelle ont très bien tiré tous et quatre en mettant en estrade une escrime de grand niveau. La victoire sur la Chine incitée à la grande voix du propre public, il a donné grand nous charge pour les assauts suivants. Il y a aussi un pò de regret, vu que sur ce podium entre quelque mois les médailles olympiques seront assignées et ne pas être nous après la preuve d'aujourd'hui regrette."



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Ovt - Olympic Village Turin


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Prima dell'articolo sul Villaggio Olimpico di Torino una bella serie di notizie riguardanti gli sport disabili. Clicca qui, qui, qui, qui e qui.


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Il progetto del Villaggio Olimpico, coordinato dall’Architetto Benedetto Camerana, propone il rifacimento della struttura storica dei Mercati Generali, realizzati nel 1934 da Umberto Cuzzi. Gli edifici residenziali, capaci di ospitare 2600 persone, e il corpo centrale degli ex Mercati Generali, si sviluppano su un’area di centomila metri quadrati. La struttura è collegata al vicino Lingotto attraverso l’Arco: la passerella pedonale sopraelevata che scavalca la sede ferroviaria, struttura hi-tech diventata simbolo dei Giochi Olimpici di Torino. Il vero obiettivo era quello di progettare una nuova parte di città, articolata e varia, pensata non solo per ospitare atleti e giornalisti durante i Giochi, ma soprattutto per dare vita a diverse funzioni urbane dopo il marzo 2006. Il Villaggio degli atleti sarà infatti riconvertito in complesso residenziale permanente, con case di civile abitazione e foresterie universitarie. Frutto del lavoro di un team di professionisti internazionali coordinati dall’Architetto Benedetto Camerana, il progetto nasce nel rispetto del patrimonio architettonico esistente e secondo i principi della sostenibilità, i cui fattori principali sono la rigenerazione dell’area e degli edifici del MOI, un forte progetto paesaggistico, l’uso dell’energia solare, la bassa energia dei materiali, il recupero delle acque e l’esclusione dai nuovi isolati della circolazione dei veicoli. Primo obiettivo delle scelte architettoniche è la qualità bioclimatica che, nell’ottica del risparmio energetico e della diminuzione delle emissioni inquinanti, garantisce le migliori condizioni di comfort ambientale agli utenti. Gli edifici sono stati equipaggiati di una rete di teleriscaldamento, pannelli solari e serre applicate (corpi aggiuntivi in vetro con la doppia funzione di immagazzinare calore in inverno e aumentare la ventilazione in estate) e attrezzati per il recupero delle acque piovane per l’irrigazione delle aree verdi. Il Villaggio degli Atleti è un nuovo quartiere residenziale di disegno ortogonale costituito da una quarantina di palazzi disposti in modo più denso e continuo sul fronte urbano e in modo più aperto, integrati nel disegno dei giardini, verso la sede ferroviaria e il Lingotto. Gli elementi del complesso residenziale presentano un’identica impronta rettangolare e si differenziano per le facciate: di differenti colori e progettate da diversi architetti. A nord dell’ex MOI, trova spazio il Villaggio Media, una struttura architettonica più compatta destinata ad ospitare i circa mille giornalisti che seguiranno i Giochi Olimpici. L’ex MOI, i vecchi Mercati Ortofrutticoli all’Ingrosso da poco dismessi, è stato recuperato e trasformato in 25.000 metri quadri di spazio di incontro e di servizi destinato agli atleti e al sistema olimpico in genere, con ristorante, palestra, policlinico, negozi, banca ma anche centro per gli accrediti dei giornalisti, sale conferenza e zone riservate al personale del villaggio. Image: archivio Luca, size 1,30 Mb, high.

The project of the Olympic Village, coordinated by the architect Benedetto Camerana, it proposes the remaking of the historical structure of the General Markets, realized in 1934 by Umberto Cuzzi. The residential buildings, able to entertain 2600 people and the central body of the ex General Markets, develop him on an area of 100.000 square meters. The structure is connected to the near Ingot through the arc: the pedestrian gangway that climbs over the railway center, structure hi-tech become symbol of the Olympic Games in Turin. The true objective was that to plan a new part of city, articulated and it varies, not only thought for entertaining athletes and journalists during the Games, but above all to give life to different urban functions after March 2006. The Village of the athletes will be reconverted in fact in permanent residential complex, with houses of civilian residence and university guesthouses. Fruit of the job of a team of international professionals coordinated by the architect Benedetto Camerana, the project is born in the respect of the existing architectural patrimony and according to the principles of the sustainability, whose principal factors are the regeneration of the area and the buildings of the MOI, a strong landscape project, the use of the solar energy, the low energy of the materials, the recovery of the waters and the exclusion from the new isolated of the circulation of the vehicles. First objective of the architectural choices is the quality bioclimatic that, in the optics of the energetic saving and the diminution of the polluting issues, it guarantees the best conditions of environmental comfort to the consumers. The buildings have been equipped of a net of solar panels and applied greenhouses (additional bodies in glass with the double function to store heat in winter and to increase the ventilation in the summer) and equipped for the recovery of the waters rain for the irrigation of the green areas of it. The Village of the Athletes is a new residential district of sketch ortogonale constituted by about forty buildings prepared in denser and continuous way on the urban front and in more open way, integrated in the sketch of the gardens, toward the railway center and the Ingot. The elements of the residential complex introduce an identical rectangular imprint and they differentiate him for the façades: of different colors and planned by different architects. To north of the ex MOI, it finds space the Village Middle, a more compact architectural structure destined to entertain the around thousand journalists that will follow the Olympic Games. The ex MOI, the old Markets to thicken him from little, has been recovered and turned into 25.000 meters you square of space of meeting and services generally destined to the athletes and the Olympic system, with restaurant, gym, policlinico, shops, bank but also center for you accredit him some journalists, salt lecture and zones reserved to the personnel of the village. Image: file of Luca's Archive, size 1,30 Mb, high.

Le projet du Village Olympique, coordonné par l'architecte Benedetto Camerana, il propose le remaniement de la structure historique des Marchés Généraux, réalisé en 1934 d'Umberto Cuzzi. Les bâtiments résidentiels, capables de recevoir 2600 gens et le corps central des anciens Marchés Généraux, ils se développent sur une zone de cent-mille mètres carrés. La structure est réunie au voisin Lingot à travers l'arc: la passerelle piéton surélevée qu'il saute le siège ferroviaire, structure hi-tech symbole devenu des Jeux Olympiques de Turin. Le vrai objectif était ce de projeter une nouvelle partie de ville, articulée et différente, non seulement pensée pour recevoir athlètes et journalistes pendant les Jeux, mais surtout pour donner vie aux différentes fonctions urbaines après le mars 2006. Le Village des athlètes sera reconverti en effet en complexe permanente résidentielle, avec des maisons d'habitation civile et hôtelleries universitaires. Fruit du travail d'un team de professionnels internationaux coordonné par l'architecte Benedetto Camerana, le projet naît dans le respect du patrimoine architectural existant et selon les débuts du sostenibilitées les lequel facteurs principaux sont la régénération de la zone et des bâtiments du MOI, un projet paysager fort, l'usage de l'énergie solaire, la basse énergie des matériels, le recouvrement des eaux et l'exclusion isolés par les nouveaux de la circulation des véhicules. Objectif premier des choix architecturaux est la qualité bioclimatique que, dans l'optique de l'épargne énergétique et de la diminution des émissions polluantes, il garantit les meilleures conditions de comfort ambiant aux utilisateurs. Les bâtiments ont été équipés d'un réseau de teleriscaldament, panneaux solaires et serres appliquées, corps additionnels en verre avec la fonction double d'emmagasiner chaleur en hiver et augmenter la ventilation en été, et équipé pour le recouvrement des eaux de pluie pour l'irrigation des zones vertes. Le Village des Athlètes est un nouveau quartier résidentiel de dessin ortogonale constitué disposée par une quarantaine d'immeubles de manière plus dense et continue sur le front urbain et de manière plus ouverte, intégrés dans le dessin des jardins, vers le siège ferroviaire et le Lingot. Les éléments du complexe résidentiel présentent une empreinte rectangulaire identique et ils se différencient pour les façades: de couleurs différentes et vous projetées par différents architectes. Au nord de l'ancien MOI, il trouve place le Village il S'interpose, une structure architecturale compacte plus destinée à recevoir les environ mille journalistes qu'ils suivront les Jeux Olympiques. L'ancien MOI, les vieux Marchés d'ortofruit à le grossis de peu de dismes, il a été récupéré et transformé en 25.000 mètres tu corresponds de place de rencontre et de services d'une façon générale destinés aux athlètes et au système olympique, avec restaurant, gymnase, policlinique, magasins, banque mais aussi centre pour tu lui accrédites des journalistes, sel conférence et zones réservées au personnel du village. Image: archive de Luca, size 1,30 Mb, high.

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17.4.08

Islamabad e Nuova Delhi: il viaggio della Fiamma continua


xxolympicwintergames.blogspot.com_Article Antonella
Staffetta blindatissima per la fiaccola olimpica giunta a Islamabad. la tappa pakistana non ha nemmeno avuto come teatro la capitale Islamabad ma soltanto il principale impianto sportivo della citta', lo stadio 'Jinnah' , dove 66 tedofori hanno percorso un paio di chilometri senza pubblico. Per evitare disordini, il governo pakistano infatti ha deciso di non far svolgere per le strade della capitale la tradizionale staffetta, ed ha chiuso la manifestazione al pubblico, riservando gli inviti solo ad autorità e media.
E' stato il presidente Pervez Musharraf, insieme al primo ministro Yousuf Raza Gillani, a consegnare la torcia al primo tedoforo, l'ex capitano della nazionale di hockey, Samiullah Khan. Dopo aver fatto il suo giro nello stadio, Khan ha passato la fiaccola a Shabana Akhtar, la prima atleta donna ad aver rappresentato il Pakistan alle Olimpiadi.
Erano anni, dal 1984, che non si svolgeva una staffetta della fiaccola olimpica senza pubblico.
Poi la fiaccola è ripartita nuovamente, per giungere in India, a Nuova Delhi (nella foto), dove oggi ha superato indenne anche la decima tappa. 84 minuti ci hanno messo i 40 tedofori per completare un percorso di due chilometri e trecento metri, ridotto dai 9 chilometri iniziali. Completamente isolati dal resto della città.
La torcia è atterrata ieri notte, verso le due, in uno scalo secondario di Delhi, accolta dal capo della Federazione olimpica indiana, Suresh Kalmadi ed è stata subito trasferita, sotto una nutrita scorta, all'hotel Meridien. Da qui è uscita solo nel pomeriggio.
Il corteo di sei autobus, tutti uguali, i vetri oscurati, la bandiera delle Olimpiadi di Pechino 2008 fissata sulle fiancate, ha attraversato il centro della città completamente deserto e senza traffico.
La cerimonia vera e propria è iniziata nel maestoso piazzale di Rashtrapati Bhavan, ex residenza del vicerè britannico e si è conclusa poco lontano, sotto l'arco dell'India gate.
Cinquanta atleti, artisti e star dello spettacolo, si sono alternati ogni cinquanta metri in una corsa nervosa, agitata.
I tedofori hanno cercato di rendere più allegro il rito della maratona, ma solo un gruppo di cittadini cinesi ha potuto assistere da vicino al passaggio della torcia. Hanno agitato le bandiere rosse a cinque stelle e hanno applaudito ritmando slogan e lanciando grida di approvazione.
Alle 16. 24, con la banda che intonava gli inni indiani e cinesi, tutto era già finito.
Il grande braciere sotto l'India Gate è stato acceso e i sorrisi degli atleti hanno fatto da cornice ad un crescente imbarazzo.
In serata partirà per Bangkok, undicesima tappa del suo lungo e tormentato passaggio. Mentre la città, obbligata ad un giorno di festa imprevisto, ha ripreso, lentamente, a vivere.
Armored relay race for the torch Olympic junta to Islamabad. She has not even had as theater the capital Islamabad but only the principal sporting plant of the city', the stadium 'Jinnah', where 66 tedoforis have crossed a pair of kilometers without public. To avoid disorders, the government pakistan in fact has decided not to make to develop for the roads of the capital the traditional relay race, and he has closed the demonstration to the public, reserving the invitations authority solo and average.
And is the president Pervez Musharraf, together with the Prime Minister Yousuf Raza Gillani, to deliver the torch to the first tedoforo, the ex captain of the national one of hockey, Samiullah Khan. After having made his turn in the stadium, Khan has passed the torch to Shabana Akhtar, the first athlete woman to have represented Pakistan to the Olympiads.
They were years from 1984, that a relay race of the Olympic torch didn't develop him without public.
Then the torch again leaves again, to come in India, to New Delhi (in the photo), where today she has overcome uninjured also the tithe it covers. 84 minutes have put us the 40 tedoforis to complete a run of two kilometers and three hundred meters, reduced by the 9 initial kilometers. Completely isolated by the rest of the city.
The torch is landed night yesterday, toward the two, in a secondary port in Delhi, welcomed by the head of the Indian Olympic Federation, Suresh Kalmadi and she has immediately been transferred, under one fed escort, to the hotel Meridien. From she has gone out only here in the afternoon.
The procession of six buses, all equal ones, the darkened glasses, the flag of the Olympiads in Peking 2008 fixed on the broadsides, have crossed the completely desert center of the city and without traffic.
The real ceremony is initiated in the stately square of Rashtrapati Bhavan, ex residence of the British viceroy and it is concluded a little far, under the arc of India gate.
Fifty athletes, artists and star of the show, every fifty meters are alternated in a nervous run, shaken. The tedoforis have looked for some rite of the marathon to make happier, but only a group of Chinese citizens has been able to assist from next to the passage of the torch. They have shaken the red flags to five stars and they have applauded slogan and launching cries of approval.
To the 16.24, with the gang that tuned up the Indian hymns and Chinese, all was already ended.
The great brazier under India Gate has been turned on and the smiles of the athletes have served as frame to an increasing embarrassment.
In evening it will depart for Bangkok, eleventh covers of his long and tormented passage. While the city, forced to one day of party unexpected, has taken back, slowly, to live.
Relais blindé pour le flambeau olympique assemble à Islamabad. L'étape pakistanaise n'a pas eu comme théâtre non plus le capital Islamabad mais seulement la principale installation sportive de la ville', le stade 'Jinnah', où 66 tedofori ont parcouru une paire de kilomètres sans public. Pour éviter désordres, le gouvernement pakistanais en effet il a décidé de ne pas faire dérouler pour les rues de la capitale le relais traditionnel, et il a fermé la manifestation au public, en réservant seulement les invitations à autorité et moyenne.
Ce a été le président Pervez Musharraf, avec le premier ministre Yousuf Raza Gillani, à remettre la torche au premier tedoforo, le capitaine ancien de l'équipe de hockey, Samiullah Khan. Après avoir fait son tour dans le stade, Khan a passé le flambeau au Shabana Akhtar, le premier athlète femme à avoir représenté le Pakistan aux Olympiades.
Ils étaient an, depuis 1984, qu'il ne se déroulait pas un relais du flambeau olympique sans public. Puis le flambeau est reparti de nouveau, pour joindre en Inde, à New Delhi (dans la photo), où aujourd'hui elle a dépassé indemne aussi la dîme il bouche. 84 minutes nous ont mis les 40 tedofori pour compléter un parcours de deux kilomètres et trois-cents mètres, réduit par les 9 kilomètres initiaux. Complètement isolé par le reste de la ville.
La torche est atterrée hier nuit, vers deux heures, dans une escale secondaire de Delhi, accueillie par le chef de la Fédération olympique indienne, Suresh Kalmadi et tout de suite elle a été transférée, sous une escorte nourrie, à l'hôtel Meridien. D'elle est sortie ici seulement dans l'après-midi.
Le cortège de six autobus, égaux tout, les verres assombris, le drapeau des Olympiades de Pékin 2008 fixée sur les côtés, il a traversé le centre de la ville complètement déserte et sans trafic.
La cérémonie véritable est commencée dans l'esplanade majestueuse de Rashtrapati Bhavan, résidence ancienne du vice-roi britannique et elle s'est peu loin terminée, sous l'arc de l'Inde gate.
Cinquante athlètes, artistes et star du spectacle, ils ont alterné chaques cinquante mètres dans une corse énervée, troublée.
Les tedofori ont cherché du rite du marathon rendre plus gai, mais un groupe de Chinoises citadin a pu seulement assister au passage de la torche de près. Ils ont agité les drapeaux rouges aux cinq étoiles et ils ont applaudi en rythmant disloquer et en poussant cris d'approbation.
À heures 16.24, avec la fanfare qui entonnait les hymnes indiens et chinois, tout était déjà fini. Le grand brasier sous l'Inde Gate a été allumé et les sourires des athlètes ont fait au cadre à un embarras croissant.
Dans la soirée il partira pour Bangkok, étape onzième de son le long d'et passage tourmenté. Pendant que la ville, obligée à un jour de fête imprévu, il a repris, lentement, à vivre.