28.1.09

Magnini vuole la terza corona

_Perso il campione olimpico, arriva il campione del mondo. Per un Alain Bernard che firma un contratto con l'Arena (“una decisione ponderata con maturità”), ecco un Filippo Magnini felicissimo di vestire il costume dei record ideato e prodotto dalla Speedo. Spente le telecamere sull'Isola dei famosi, il campione mondiale in carica dei 100 punta il mirino sul prossimo obiettivo: i campionati del mondo di Roma 2009. E per questo motivo, sancisce definitivamente il suo “matrimonio” con la Speedo, dopo il divorzio con Arena, consumatosi un paio di settimane prima della partenza per i giochi olimpici di Pechino. L'accordo avrà sicuramente durata di due anni, ma la casa americana dovrebbe seguire l'atleta pesarese nei suoi impegni, fino alle Olimpiadi a Londra nel 2012. “Ho sempre ammirato la capacità di Speedo di interpretare il nuoto con stile e alta tecnologia” sottolinea Filippo Magnini “e sono assolutamente onorato di entrare a far parte della grande famiglia Speedo e di correre al fianco di alcuni tra i più grandi campioni del nuoto a livello internazionale”. E in questo contesto ”Magno” guarda già avanti: “Un accordo che arriva in un momento particolare della mia vita, quando mi aspettano i mondiali in casa”. Dove Magnini cercherà il terzo oro consecutivo nei 100 stile libero. “Cambio costume soprattutto per motivi tecnici. Io ritengo che da questo sport e da me stesso ho sempre dato e ottenuto il massimo, e quindi cerco il massimo nelle cose che uso come lo strumento tecnico o come gli allenatori o i preparatori. Per questo ho deciso di passare a Speedo. L'ultimo costume mi può dare di più. Spero ci sarà un miglioramento del cronometro anche in vista dei mondiali di Roma, ma ci sarà se sarò sereno e tranquillo“. Quella tranquillità mancata a Pechino, dove Magnini ha mancato persino l'accesso in finale nella sua gara preferita. “L'anno scorso non era così, è stato un anno tribolato, mentre quest'anno parto con tranquillità e certezze e credo si potrà fare molto bene”. Alle parole di Filippo Magnini fa eco il pensiero di Dave Robinson, Presidente Speedo: “Magnini ha dimostrato di essere un nuotatore straordinario e ha un futuro brillante che lo attende” afferma il numero uno di Speedo International “per questa ragione lo abbiamo scelto, perché lo riteniamo un grande ambasciatore sia per il nostro marchio che per lo sport del nuoto”.(fonte: Il Giornale)

26.1.09

Zoeggeler: il re è sempre e solo lui

_Vittoria numero 44 per Armin Zoeggeler, che si aggiudica anche il singolo di Altenberg arricchendo così il proprio personale bottino in Coppa del mondo avvicinandosi ancor più all’ottavo trofeo della sua fantastica carriera. Ora il carabiniere di Foiana guida la classifica generale con 601 punti, davanti al tedesco David Moeller a 525 e all’altro tedesco Jan Eichhorn a 430. Mancano due appuntamenti di Coppa al termine della stagione, sui budelli di Calgary e di Vancouver. Saranno dunque le terre canadesi a benedire l’ottavo sigillo dell’inarrivabile orgoglio dello slittino azzurro e mondiale. La gara non ha avuto storia. Zoeggeler ha dominato la prima manche siglando il tempo di 55"103 e staccando di oltre un decimo tutti gli avversari. Nella seconda, ha dovuto rintuzzare il ritorno del campione del mondo in carica, il tedesco Felix Loch, che ha scavalcato il compagno di squadra David Moeller. Zoeggeler però ha staccato ancora il miglior parziale, allungando così la striscia delle sue vittorie. Staccati di 183 millesimi Loch e di 192 Moeller: un’infinità nello slittino. Così si chiude il podio di Altenberg. Tra gli altri azzurri si è messo in bella evidenza David Mair, 9^ al termine con due manche fotocopia e staccato di 1"072 da Zoeggeler. Dodicesimo Willi Huber a 1"148 e 18^ Reinhold Rainer a 1"511.(fonte: lastampa.it)

25.1.09

Kitzbuehel, gioia Thaler

_È Patrick Thaler a salvare l'onore della squadra azzurra di sci in questa domenica di Coppa del Mondo. Dopo il terzo posto di Giuliano Razzoli a Zagabria, arriva il terzo posto di Thaler. Il carabiniere altoatesino, che sinora vantava un 4° posto come miglior risultato in carriera, ha messo a segno una splendida impresa sulla difficile pista Streif, recuperando nella seconda manche ben nove posizioni grazie al terzo tempo parziale. Thaler sembra avere trovato a 31 anni il giusto equilibrio e ad appena due settimane dalla gara iridata di Val d'Isere, la sua crescita fa ben sperare. Davanti a Thaler si sono piazzati solo i francesi Julien Lizeroux e Jean Baptiste Grange nella giornata in cui l'Austria ha sprecato molto con Herbst, Pranger e Matt fuori di scena nella seconda manche quando sembravano avviati facilmente verso il podio. Nei quindici finisce anche Manfred Moelgg, ma il finanziere di san Vigilio di Marebbe, sesto a metà gara poi commette qualche sbavatura di troppo e si ritrova 13°. Dura poco il sogno di Cristian Devile e Giuliano Razzoli, entrambi out dopo poche porte della seconda manche, mentre Christoph Innerhofer e Peter Fill sono stati squalificati nella prima manche e il giovane Stefano Gross si è ritirato. La gara assegnava anche punti importanti per la combinata, andata allo svizzero Silvan Zurbriggen. Gli fanno compagnia sul podio i croati Ivica Kostelic e Natko Zrncic-Dim, con Stefan Thanei decimo. Frattanto la portavoce della squadra svizzera ha comunicato che Daniel Albrecht, rovinosamente caduto nella prova di discesa di Kitzbuehel giovedì scorso, "ha passato la terza notte tranquilla. Tutti i suoi stati fisici sono stabili. Ma i medici aspettano ancora prima di decidere quando toglierlo dal coma artificiale".Nel gigante di Cortina, dominio austriaco con tre atlete ai primi tre posti. La vittoria, la terza stagionale dopo quelle di Soelden e Semmering e la quinta della carriera, è andata a Kathrin Zettel davanti a Michaela Kirchgasser (a 1'39") ed Elisabeth Goergl (a 1'71"). La Goergl era in testa alla fine della prima manche ma un errore nel finale (sono stati molti) l'ha costretta al terzo posto. Le altre nazionali hanno fatto da spettatrici, Italia in testa. Denise Karbon non aveva sfigurato nella prima manche, chiusa al 6° posto, ma nella seconda ha compromesso tutto inclinandosi troppo in una porta verso destra e arrivando al traguardo solo per onor di firma. "Ho cercato di attaccare, ma sono scivolata dopo avere toccato la neve con lo scarpone - ha detto l'azzurra, 25ª - ci tenevo tanto a fare bene, ma quest'anno va un pò così. Il grande appuntamento, però, deve ancora arrivare: se ritrovo sicurezza, ai Mondiali posso togliermi delle soddisfazioni". È andata peggio a Manuela Moelgg, fuori nella seconda manche dopo un interessante intertempo: "Peccato perché stavo andando forte. Mi consolo con il fatto che di solito dopo una gara non finita ottengo buoni risultati. Quindi speriamo bene per i Mondiali". La statunitense Lindsey Vonn, leader della classifica generale, si è piazzata solo 10ª, approfittando solo parzialmente dell'uscita nella prima manche della tedesca Maria Riesch. Frattanto, a fine gara, intorno alle 13 le squadre del Soccorso alpino sono dovute intervenire sulle Tofane per una valanga che ha coinvolto 6 persone impegnate nel fuoripista e subito estratte dalla neve, senza conseguenze. (fonte: Gazzetta dello Sport)

24.1.09

Faiella e Scali che argento!

_Federica Faiella e Massimo Scali hanno conquistato la medaglia d'argento agli Europei di pattinaggio di figura di Helsinki. La coppia italiana, 91.11 nel programma libero, ha chiuso con 186.17 punti alle spalle della coppia russa composta da Jana Khokhlova e Sergei Novitski, oro con 196.91 punti. Medaglia di bronzo per la coppia inglese Sinead Kerr e John Kerr, che ha terminato con 185.20 punti. Quinto posto in classifica per Anna Cappellini e Luca La Notte (172.67), sedicesimo invece per Isabella Pajardi e Stefano Caruso (138.10). Un’ombra sullo splendido Europeo azzurro, tra le celebrazioni per l’inatteso argento di Samuel Contesti e la festa per Faiella-Scali, ecco Carolina Kostner. La gardenese, dopo il programma corto, non va oltre il terzo posto. E’ da due anni la campionessa in carica, è la più celebrata, è la più bella, ma al vertice della classifica, per ora, ci sono due pattinatrici di casa, l’emergente Laura Lepisto, già bronzo a Zagabria 2008 e la veterana Susanna Poykio, argento europeo a Torino 2005. Carolina, seguita in tribuna dal fidanzato Alex Schwazer, il campione olimpico della 50 km di marcia, pattina per ultima, sulle note del tango che l’accompagna da inizio stagione. Il programma è molto intenso e ben costruito. Però c’è subito una sbavatura: il secondo salto della prevista combinazione triplo-triplo, il toeloop, complice un maldestro atterraggio dal flip, è solo doppio. Il fattaccio, però, capita subito dopo: Carolina carica il lutz, altro supposto triplo e anziché librarsi, finisce lunga sul ghiaccio. Allo stacco la coda del pattino destro sembra andare a incocciare la punta del sinistro. E’ una specie di autosgambetto. Caro perde inevitabilmente l’equilibrio e la caduta è un’ineluttabile conseguenza. L’azzurra ha il merito di riprendersi, ma tutto il resto dell’esibizione ne risulta un po’ condizionato. Alla fine, comunque, ne risulta una situazione di punteggio tale per cui nulla è compromesso. L’allieva di Michael Huth ha un ritardo di circa cinque punti su entrambe le finlandesi, un divario recuperabile. A patto che il libero sia esente da errori...
"Sono molto arrabbiata con me stessa - dice Carolina - sono in forma, non mi manca niente e una caduta del genere è inspiegabile. Non è ne questione di allenamento, nè di tecnica. Capita una volta su un milione. Peccato, perché su quel lutz non ho nemmeno potuto portare a termine una rotazione e ho perso un sacco di punti. Comunque dormirò tranquilla: è ancora tutto in gioco". Oltre alla Kostner nel corto c'erano altre due azzurre. Francesca Rio ha chiuso al 17° posto, totalizzando 42,24 punti. Al di sotto delle attese Stefania Berton, penalizzata da una doppia caduta che l'ha relegata al 18° posto con 41,94 punti.

22.1.09

Manaudou: "Mi prendo una pausa"

DICE basta. Qualcosa si è rotto. Anche le sirene si stancano quando non capiscono più le onde della vita. "Sono satura e non provo più piacere". La solitudine di un numero uno che non ce la fa più a risalire. Ha solo 22 anni, ma non le va più di nuotare. Era la Phelps delle donne, ora non se la sente più, non è più squalo, solo un pesciolino in difficoltà. Prenderà una stagione di pausa, niente mondiali di Roma, forse andrà in America. Ha avuto tutto, molto presto, forse troppo. A 17 anni era già una star, una ragazzina che faceva cose da grandi, 18 chilometri al giorno d'allenamento. Laure Manaudou, campionessa olimpica ad Atene nei 400 stile, seconda medaglia d'oro francese nella storia dei Giochi, tre titoli mondiali, nove europei, esce dalla piscina, stanca di cloro e di stress. Ha vinto, guadagnato, incassato: con 2, 8 milioni di euro annui è l'unica donna (insieme alla Mauresmo) presente nella lista degli sportivi più pagati del suo paese. Conosciuta, ammirata, ha scalato la popolarità, anche su internet, le sue foto hanno avuto un alto gradimento. Laure era quella che stava con Luca Marin, la nuotatrice innamorata che si metteva la cuffietta italiana, che mandava bacini e disegnava cuoricini sul palmo delle mani: mon amour è per te. Poi lui si mise con un'altra lei, anzi con la sua rivale, Federica Pellegrini e il triangolo acquatico finì in rissa, con l'anello di fidanzamento scagliato proprio prima di una gara. Si sfiorò la crisi internazionale, Le Monde si vendicò con il titolo: "Finalmente ha mollato l'italiano". Laure cambiò ragazzo, passò al dorsista Benjamin Stasiulis, andò con lui ad allenarsi a Mulhouse, in Alsazia. Ma non ha funzionato: persa, senza più voglie, è andata alla deriva. In un anno ha cambiato quattro allenatori, dopo aver lasciato (male) nel 2007 il suo scopritore Philippe Lucas. Ora Laure ha capito: non c'è qualcosa di sbagliato in loro, ma in lei.
L'annuncio è stato dato dal suo avvocato Didier Poulmaire: "Laure soffre di nuovo del dolore alla spalla e ha mal di testa molto intensi che la disturbano negli allenamenti". Piccoli malanni, magari in altri tempi superabili, adesso insopportabili. Soprattutto quando la carriera vira verso la sconfitta. Laure non gareggiava più, affondava, senza riuscire a tornare a galla. I numeri uno trovano difficile accettare consigli, il loro mito è troppo invadente, non si scansa mai. Deludenti le ultime gare a Pechino: ottava nei 400 stile libero, la sua distanza preferita, settima nei 100 dorso, fuori nelle semifinali nei 200 dorso. Un naufragio, lacrime davanti alla tv: "Non so se vale la pena continuare". Dubbi, insicurezze, sguardo basso. Non una grande che combatte, ma una piccola che scappa. Quasi una rinuncia esistenziale: via, fuori da tutto e da tutti. A Marsiglia l'ultimo domicilio sconosciuto, dopo aver scelto suo fratello Nicolas, appena diplomato coach, come allenatore. Ora lo stop, forse la fuga, mentre la Francia si consola con un nuovo talento, Coralie Balmy. Lionel Horter che ha seguito Laure a Pechino ha detto: "Non sapeva più cosa fare. L'unica cosa chiara è che non poteva più sopportare i feroci allenamenti di prima. E' un'istintiva, non ascolta, ma si rende conto. Mi ha confessato che sarebbe andata a Parigi a fare cinema". L'acqua ossida, il cloro scolora, il nuoto si mangia l'adolescenza. La golden girl delle piscine americane, Janet Evans, tre ori ai Giochi di Seul, un oro e un argento a Barcellona, tre record mondiali e sei primati nazionali, l'ha spiegato così. Ad appena 24 anni: "Voglio dimagrire, fare bella figura in un due pezzi, prendere il sole, andare a letto senza puzzare di cloro. E soprattutto, non voglio più nuotare, nemmeno una bracciata. Lo faccio da quando avevo 13 mesi, ora sono stufa dell'acqua fredda e di guardare la linea nera sul fondo. Lo dico senza amarezza. E un'altra cosa non voglio più: qualcuno che mi dica sempre cosa devo fare". "Il brutto è che quando sei stata abituata ad arrivare prima, tutti restano delusi da un argento. E affoghi nei sensi di colpa, ti senti come un autore di tre best-seller a cui viene chiesto di riscrivere sempre la stessa cosa. Hai paura di essere abbandonata, cerchi conferme nell'amore, ma hai dei dubbi pure lì. Sono rinata facendo cose diverse: prendendo una laurea, trovando degli amici che non erano mai andati in piscina, viaggiando. Nella certezza che se diventassi allenatrice la prima cosa che direi ai ragazzi sarebbe: tutti fuori dall'acqua". Se ne va Laure, torna invece ad allenarsi Michael Phelps. Grasso e felice. Dopo cinque mesi di assenza, lo stop più lungo della sua vita. Dice il suo coach Bob Bowman: "Michael nuota tutti i giorni da quando aveva 12 anni. Una routine così ti spezza. Per la prima volta ha potuto divertirsi, essere un ragazzo normale, senza pensare alle vasche. Era mentalmente necessario. Preparatevi ad un Phelps meno vorace, non riproporrò più certi carichi di lavoro". (fonte:repubblica.it)

20.1.09

Da Monaco insistono "Sarà la stagione del titolo"

_Su il sipario anche sulla Bmw Sauber versione 2009. La F1.09 è stata svelata sul circiuto Riccardo Tomo di Valencia: come da nuovo regolamento ha l'alettone posteriore più alto e più stretto e quello anteriore più largo rispetto alla stagione passata. Confermata la coppia di piloti: il polacco Robert Kubica e il tedesco Nick Heidfeld. "Quattro anni fa, quando abbiamo cominciato, avevamo detto che avremmo dovuto lottare per il titolo questa stagione - ha detto il team principal Mario Theissen -. Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, così non c'è motivo per non continuare. Quella che ci aspetta al via della stagione non sarà una situazione facile, con tutte le scuderie che provano nuove soluzioni senza sapere se sono quelle giuste, Ma tutto ciò è anche intrigante". Il primo giro lo ha fatto Kubica, lo scorso anno terzo nel mondiale piloti: "Cercherò di ripetere la prima parte della stagione passata e di finire un po' meglio" ha commentato il polacco, impegnato nei primi test già nel pomeriggio. (Fonte articolo: Gazzetta dello Sport)