_"Giacomo? Un grande giocatore, un amico, un signore". Qual è stata la palla più bella che le servì? "Ah, non ho dubbi: quella del gol all'Inter con Burgnich in volo su di me...". Ezio Pascutti, bomber di quel Bologna che "tremare il mondo" faceva chiede venia. "Non ho voglia di parlare, è una brutta giornata". Ma di quel cross basso e scomodo che lo ha trasformato in un'icona -grazie allo scatto di Maurizio Parenti- vuole ancora ringraziare il capitano. "Sì, proprio suo quell'assist. Non era un grande crossatore Giacomo, era bassa quella palla, ma è andata bene". 4 dicembre 1966, detta il fotoreporter e storico della fotografia locale Luciano Nadalini, anima dell'Ufo, Unione fotografi organizzati. Due anni dopo lo scudetto vinto con l'Inter. C'è sempre l'Inter all'allora stadio Comunale, e i rossoblù vincono ancora, 3-2. Quel giorno il suo personale scudetto lo vince Maurizio Parenti, 30 anni a far foto per l'Ansa, fino al 1994. Bulgarelli attacca da sotto la torre di Maratona, dove stanno i distinti, proprio verso la curva Andrea Costa. La mette in mezzo, Pascutti incrocia e brucia sul tempo la "roccia", come era chiamato Burgnich. Gianni Brera alla fine dirà che Pascutti aveva segnato perchè il terzino interista non lo aveva marcato a dovere. "Ma quando gli ho fatto vedere la foto è rimasto di sale", racconta oggi Parenti, che con quello scatto vinse il premio 'Facci' e una miriade di pubblicazioni. Quando il Bologna vinceva gli scudetti, si lavorava senza motori e senza digitale. Non c'era salvezza senza fortuna e dito svelto. Walter Breveglieri scattò di lato. Non buona. Il giovane Giorgio Comaschi, racconta ancora Parenti, fece il suo tentativo. Mossa. "Io ero dietro la rete, allora ci si poteva ancora stare. E andò bene". Parenti conferma le parole di Pascutti. "Ha ragione Ezio. Il crossatore non era Bulgarelli. Era Perani. Ma quel gol nacque da un cross teso e basso, era uno schema. Pascutti aveva già fatto un gol simile a Milano, sempre con l'Inter, un anno prima". Come in ogni delitto che si rispetti -per fortuna calcistico- oltre al carnefice diventò famosa anche la vittima: Tarcisio Burgnich. Disse la "roccia" qualche anno dopo: "Eh, sì, Pascutti me l'ha fatta. Pensa: io avevo capito che il cross sarebbe piovuto dalle nostre parti e siccome Ezio lo conosco bene, mi sono buttato in tuffo prima di lui, per anticiparlo. Sono in volo e intravvedo un fulmine che mi sfreccia... sotto, sento lo splash della pelata di Ezio che incoccia il cuoio del pallone, gol. Ero scattato per primo, sono arrivato secondo... Un gol così poteva segnarlo soltanto un campione come Ezio. In fondo, mi ha fatto perfino piacere che gli sia riuscita una prodezza del genere".
...Passion Still Lives Here on Facebook. Diventa fan! Lo sport in chiave olimpica, unisciti a noi
...Oltre quota 46.000 visite per Passion Still Lives Here! Grazie a tutti Voi!
...Cortina 2015, avviata la fase 2 della comunicazione eventi
...Euro 2016. L'Italia si candida e sfida Francia e Turchia
Send us
Hai delle fotografie dei XX Giochi Olimpici Invernali? Sei un volontario? Venues, gare, Torino città, valli olimpiche, gadgets, scorci a cinque cerchi? Inviaci le tue foto e contribuisci con noi a tenere accesa la passione!
Scrivici, saranno pubblicate insieme a tutte le altre (previa citazione della fonte) così da creare il più grande archivio olimpico on line. I ricordi di tutti a disposizione di ognuno. passionstillliveshere(at)gmail.com
The idea
L'identità e la forza di una piazza tipicamente italiana. Riproduzione mediatica di una passione che cominciò a vivere e a liberarsi grazie al battito dello sciamano Chechi, guru metropolitano in una notte olimpica. Immateriale, "fittizia", contrariamente a quella di ogni nostro paese, ma che trascenda la rete e dia voce ai ricordi. Un blog didascalico ove ripercorrere attimo per attimo le istantanee dei nostri Giochi. Idea di nicchia, un tributo ad una città, alla sua gente e a tutti gli sportivi. Poi noi, i volontari. I ricordi del post olimpiade sono lieti e vivi come la trepidante attesa per la chiamata. Non si cancellano, rimangono scolpiti nelle menti e offrono un significato intenso, comprensibile ai più ma sconosciuto a molti. La Passione vive ancora qui! "Abita" nelle nostre immagini, in quelle di altri ex volontari e di semplici appassionati. La Torino Olimpica come non l'avete mai vista, per chi c'era e (soprattutto) per chi non c'era. Una galleria fotografica, umana e sportiva dove condividere istantanee di vita, venue e gare. Lo spirito olimpico non finisce con lo spegnimento del braciere, un'Olimpiade non può scorrere come acqua sul vetro nella memoria sportiva di un paese. Fermarsi lì, a quei sedici giorni, potrebbe essere l'errore più grande. Da qui l'idea... tenere in vita quello spirito e liberarlo altrove, per la rete. Qui, in noi, la passione di chi quei giochi li ha costruiti e vissuti. Di chi non vuole togliersi dalla testa quei ricordi, quelle musiche e quell'atmosfera unica. Riviverli con nostalgia nel quotidiano come una propria pausa olimpica. Amori nati all'ombra della Mole, amicizie, rapporti umani che travalicano ogni generazione ed ogni bandiera o religione. Si accende nuovamente il sorriso, sentire ancora quell'incedere... passione, cuore, delirio di emozioni. Torino 2006: 41.500 richieste, 26.000 volontari, 46 anni di attesa, 80 nazioni, 3149 atleti, 1122 donne, 2027 uomini, 509 medaglie, una città, un paese, il mondo, 1 blog. Passion Still Lives Here.
Nessun commento:
Posta un commento