
Sport e ambiente il connubio c'è per valori e non solo. Speriamo che da Copenaghen rispondano presente in molti. Sotto riportiamo i rispettivi siti delle città che si contenderanno la nomina olimpica.
Quattro città si contenderanno venerdì prossimo l’onore, l’onere e gli affari di organizzare i Giochi Olimpici del 2016: la gara si svolgerà a Copenaghen, dove si riunisce il plenum dei “Signori degli anelli”, i membri del Comitato Internazionale Olimpico che delle Olimpiadi è detentore dei diritti. Le quattro città sono Chicago, Madrid, Rio de Janeiro e Tokyo. Gli esperti e gli elettori hanno già minuziosamente studiato e analizzato i dossier della candidatura: dicono che nessuno sia così più forte degli altri da calamitare i voti. Le lobbies sono all’opera per convincere altezze reali, ex campioni e dirigenti sportivi a vario titolo, l’elettorato attivo. I bookmakers inglesi danno nettamente favorita Chicago, sotto la pari: cioè giochi dieci euro e la vincita è inferiore a dieci euro. Rio de Janeiro è a due contro uno, Tokyo a 6 e Madrid a 12.
L’alta quota di Madrid si deve al fatto che i Giochi del 2012 si terranno a Londra: dal 1948 soltanto una volta una città europea seguì un’altra città europea (Londra 1948, Helsinki 1952); ogni altra volta ci fu una alternanza dei continenti. Su questo punta Roma che vorrebbe candidarsi per il 2020: vincendo Madrid, l’ipotesi sarebbe impraticabile; tre OLimpiadi consecutive in Europa non sono nelle corde (e nella borsa) del Cio che subisce il “fascino” delle multinazionali sponsor e degli affari.
Chicago è data per favorita anche per l’effetto Obama: è la sua città. Per il momento è stata assicurata la presenza di Michelle alla votazione; se arrivasse anche il Presidente vorrebbe dire che i Giochi sono fatti: non metterebbe la faccia su di una sconfitta. Chicago doveva già organizzare i Giochi nel 1904, ma furono spostati a St Louis, dove si teneva il Festival delle Razze (a proposito di politically correct...).
Rio de Janeiro ha due carte buone: il Sudamerica non ha mai ospitato i Giochi Olimpici dal 1896 quando furono reinventati dal Barone De Coubertin, e il Brasile rappresenta un Paese economicamente emergente. Organizzerà i mondiali di calcio del 2014: gli daranno da gestire i due più grandi eventi mediatici del palinsesto mondiale?
Tokyo dicono che abbia il più bel dossier: farebbero un’isola nuova per costruirci il Parco Olimpico, che ormai è un must nell’organizzazione dei Giochi non essendo più proponibile, per ragioni di trasporti e sicurezza, una spalmatura dei siti in un territorio troppo vasto. Contro Tokyo sta il fatto che i Giochi sono appena andati in Asia, Pechino 2008.
La contesa è incerta: Roma 2004 aveva la vittoria in tasca contro Atene, ma in una notte a Losanna tutto cambiò; i “Signori degli anelli” scelsero la Grecia che avevano bocciato per il 1996 preferendole le bollicine della Coca Cola di Atlanta. Il 2004 fu anche un risarcimento: anche Roma ha “diritto” al risarcimento 2020... (Fonte: Il Messaggero)
L’alta quota di Madrid si deve al fatto che i Giochi del 2012 si terranno a Londra: dal 1948 soltanto una volta una città europea seguì un’altra città europea (Londra 1948, Helsinki 1952); ogni altra volta ci fu una alternanza dei continenti. Su questo punta Roma che vorrebbe candidarsi per il 2020: vincendo Madrid, l’ipotesi sarebbe impraticabile; tre OLimpiadi consecutive in Europa non sono nelle corde (e nella borsa) del Cio che subisce il “fascino” delle multinazionali sponsor e degli affari.
Chicago è data per favorita anche per l’effetto Obama: è la sua città. Per il momento è stata assicurata la presenza di Michelle alla votazione; se arrivasse anche il Presidente vorrebbe dire che i Giochi sono fatti: non metterebbe la faccia su di una sconfitta. Chicago doveva già organizzare i Giochi nel 1904, ma furono spostati a St Louis, dove si teneva il Festival delle Razze (a proposito di politically correct...).
Rio de Janeiro ha due carte buone: il Sudamerica non ha mai ospitato i Giochi Olimpici dal 1896 quando furono reinventati dal Barone De Coubertin, e il Brasile rappresenta un Paese economicamente emergente. Organizzerà i mondiali di calcio del 2014: gli daranno da gestire i due più grandi eventi mediatici del palinsesto mondiale?
Tokyo dicono che abbia il più bel dossier: farebbero un’isola nuova per costruirci il Parco Olimpico, che ormai è un must nell’organizzazione dei Giochi non essendo più proponibile, per ragioni di trasporti e sicurezza, una spalmatura dei siti in un territorio troppo vasto. Contro Tokyo sta il fatto che i Giochi sono appena andati in Asia, Pechino 2008.
La contesa è incerta: Roma 2004 aveva la vittoria in tasca contro Atene, ma in una notte a Losanna tutto cambiò; i “Signori degli anelli” scelsero la Grecia che avevano bocciato per il 1996 preferendole le bollicine della Coca Cola di Atlanta. Il 2004 fu anche un risarcimento: anche Roma ha “diritto” al risarcimento 2020... (Fonte: Il Messaggero)
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