Alla vigilia ci avrebbero scommesso in tanti. Dopo le qualifiche di ieri molti di meno. Jenson Button è il nuovo campione del mondo di Formula 1. Succede nell'albo d'oro a Lewis Hamilton e fa compagnia alla sua Brawn GP, regina dei costruttori al debutto nel circuito. Il verdetto arriva dopo una gara strana, con una partenza movimentata, che ha eliminato Alonso, Trulli, Sutil e danneggiato Raikkonen, costretto a farsi sostituire l'alettone ai box. E proprio in questa occasione si è rischiato il guaio in pit-lane: Kovalainen è ripartito col bocchettone della benzina infilato e per un secondo la F60 ha preso fuoco. Solo uno spavento. Prima di celebrare l'inglese vi diciamo che il GP del Brasile l'ha vinto, e con notevole merito, Mark Webber con la Red Bull. L'australiano, al secondo successo nel 2009 e in carriera, ha difeso il secondo posto in partenza come un leone dalle minacce del sempre valido Raikkonen (agevolato dal Kers) di questo finale di stagione e poi ha approfittato della superiorità della Red Bull per passare Barrichello al primo pit-stop e non cedere più il comando. Il suo passo di gara è il migliore e lui non ha sbagliato nulla. Dietro di lui sul podio Robert Kubica, alla miglior gara del 2008, e un Lewis Hamilton che è stato autore di una rimonta degna della sua immensa classe. l brasiliano, partito dalla pole, è il vero sconfitto di giornata. Partiva a -14 dal compagno-rivale, ma poteva contare su una pole rispetto a un mediocre 14° posto in griglia. Lui sperava di tenere aperti i giochi fino alla fine, ma ha concluso malinconicamente ottavo. Rubens è scattato bene dalla pole e fino al primo pit-stop è andato forte, ma poi la sua Brawn ha perso efficacia col passare dei giri. Il sorpasso subito da Hamilton nel finale per la terza posizione e la successiva foratura sono le due immagini di una giornata che è lo specchio di una carriera da comprimario. Ci ha provato anche Vettel, ottimo quarto alla fine, ma fare l'impresa partendo dal 16° posto non è esattamente un compito agevole. Un bravo anche a Kimi Raikkonen, che tira fuori un buon sesto posto da una macchina lontana anni luce dal livello cui ci ha sempre abituato. Ancora negativo Fisichella: mai un lampo, mai uno spunto. Il sorpasso subito da Kobayashi nel finale dice molto. E la toccata al via con Kovalainen è un'attenuante fino a un certo punto. (Fonte: Gazzetta dello Sport)
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