_Niente neve. Almeno per adesso. A Londra, dove stasera l’Italiasarà impegnata in un’amichevole di lusso con il Brasile, il tempo resta freddo, con nuvole in cielo, ma la prevista nevicata notturna non è arrivata e anzi in tarda mattinata è spuntato persino un timido sole. Indipendentemente dal meteo, stasera l’Emirates Stadium sarà tutto esaurito. I 60.432 biglietti dell’Emirates Stadium sono esauriti dal 27 gennaio. Compresi i palchetti vip da 10 persone, nei quali ogni posto costa 1.200 sterline, ma con il bonus di champagne all'arrivo, cena di quattro portate, birra e vino durante l'incontro, e thè all'intervallo. Il calcio batte anche la recessione. Il quotidiano "quality" Indipendent sbatte il concetto in faccia ai britannici in prima pagina: il titolo parla di "peggiore recessione in 10 anni", e stride con il primo piano di Felipe Scolari, licenziato ieri dal Chelsea di Abramovich e che sarà così costretto a guardarsi Chelsea-Juve di Champions, tra un paio di settimane, sul divano di casa, al caldo, con 7 milioni di sterline in tasca, invece di sedere sulla panchina dei Blues. Già perché tra un paio di settimane c’è la triplice sfida di coppa Italia-Inghilterra, e così tanti azzurri contro il Brasile faranno le prove delle gare contro Chelsea (Juve: Buffon, Legrottaglie, Camoranesi, Iaquinta) e Arsenal (Roma: De Rossi, Aquilani, Perrotta). Non ci sono invece interisti (Manchester Utd) tra i convocati di Lippi. Ci sono però tra quelli di Dunga, c.t. del Brasile. Che tra una stilettata alla Juve ed una ad Amauri, il grande assente assieme a Kakà, si gode la comunque folta pattuglia "italiana" di cui potrà disporre stasera nello stadio dell’Arsenal. I nerazzurri Julio Cesar, Maicon e Adriano saranno titolari, vedremo un’ora prima della gara, alla distribuzione delle formazioni ufficiali, chi troverà spazio dal 1’ tra i romanisti Doni, Juan e Baptista, i milanisti Ronaldinho, Thiago Silva e Pato, e il viola Felipe Melo. Dunga, ex della serie A pure lui, in attacco dovrebbe proporre il tridente tutta fantasia Ronaldinho-Adriano-Robinho. Mica male. I brasiliani sono rintanati (si fa per dire) in uno degli Hilton londinesi. Dove ieri in serata, nella hall, erano avvistate ragazzine che sognavano di intravedere i loro campioni preferiti anche solo per un attimo. E dove in ascensore ti capitava di trovarti a tu per tu con il più brasiliano degli slavi che hanno giocato nel nostro campionato: il Genio Savicevic. Niente rifinitura mattutina per Dunga: il Brasile è pronto per una sfida che sarà trasmessa in 152 Paesi. L'Italia scenderà in campo invece alle 12 (ora italiana) per un'ultima sgambata sul campo dei Queens Park Rangers. L’Italia non vince dal 1982: ma i 12 confronti sono in perfetta parità: 5 vittorie a testa. L’ultima sfida nel 1997, a Lione: finì 3-3 e in campo c’era Cannavaro, allora giovane leone azzurro, adesso capitano di lungo corso. Lippi per questa super sfida ha puntato sull’esperienza e sul "suo" gruppo. Per le novità ci sarà tempo, stasera non è il caso di correre rischi. Perchè c’è un record di risultati utili consecutivi da portare a 32 e acquisire in solitario, perchè non ci saranno i punti in palio, ma l’appeal di una sfida alla Seleçao non può mica essere paragonato a quello delle sfide di qualificazione mondiale contro Cipro o Georgia. Dai. L’Emirates, ultramoderno impianto che ha sostituito lo storico Highbury, aprirà i cancelli già tre ore prima della gara, alle 16.45 locali. Probabile la chiusura della fermata di metropolitana più vicina, per ragioni di sicurezza. (Fonte: Gazzetta dello Sport)
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L'identità e la forza di una piazza tipicamente italiana. Riproduzione mediatica di una passione che cominciò a vivere e a liberarsi grazie al battito dello sciamano Chechi, guru metropolitano in una notte olimpica. Immateriale, "fittizia", contrariamente a quella di ogni nostro paese, ma che trascenda la rete e dia voce ai ricordi. Un blog didascalico ove ripercorrere attimo per attimo le istantanee dei nostri Giochi. Idea di nicchia, un tributo ad una città, alla sua gente e a tutti gli sportivi. Poi noi, i volontari. I ricordi del post olimpiade sono lieti e vivi come la trepidante attesa per la chiamata. Non si cancellano, rimangono scolpiti nelle menti e offrono un significato intenso, comprensibile ai più ma sconosciuto a molti. La Passione vive ancora qui! "Abita" nelle nostre immagini, in quelle di altri ex volontari e di semplici appassionati. La Torino Olimpica come non l'avete mai vista, per chi c'era e (soprattutto) per chi non c'era. Una galleria fotografica, umana e sportiva dove condividere istantanee di vita, venue e gare. Lo spirito olimpico non finisce con lo spegnimento del braciere, un'Olimpiade non può scorrere come acqua sul vetro nella memoria sportiva di un paese. Fermarsi lì, a quei sedici giorni, potrebbe essere l'errore più grande. Da qui l'idea... tenere in vita quello spirito e liberarlo altrove, per la rete. Qui, in noi, la passione di chi quei giochi li ha costruiti e vissuti. Di chi non vuole togliersi dalla testa quei ricordi, quelle musiche e quell'atmosfera unica. Riviverli con nostalgia nel quotidiano come una propria pausa olimpica. Amori nati all'ombra della Mole, amicizie, rapporti umani che travalicano ogni generazione ed ogni bandiera o religione. Si accende nuovamente il sorriso, sentire ancora quell'incedere... passione, cuore, delirio di emozioni. Torino 2006: 41.500 richieste, 26.000 volontari, 46 anni di attesa, 80 nazioni, 3149 atleti, 1122 donne, 2027 uomini, 509 medaglie, una città, un paese, il mondo, 1 blog. Passion Still Lives Here.
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