_"E' stata una tortura - ha detto Nadia Fanchini nel parterre d'arrivo della discesa -. Aspettare le altre. Prima quando ero seconda per 5/100, poi terza con lo spettro di finire ancora quarta per un nulla, come a Bormio nel 2005, dove chiuso al quarto posto per 3/100... Mi sono accorta di avere fatto dei piccoli errori, ma purtroppo avevo fatto questa pista intera una sola volta in allenamento e qualche particolare mi è sfuggito". Il bronzo, alle spalle di Vonn, la superfavorita, e Gut, la dolce conferma, però ha premiato la sua determinazione. Nella caduta nelle prove si è procurata una distorsione al pollice destro. Non si è mai lamentata, è una giovane donna che non cerca scuse. E' molto pratica. Nella caduta era rimbalzata sulla pista dopo l'impatto con le reti, si era temuto che si fosse procurata un danno anche al ginocchio destro, ma per fortuna si era trattato solo di una forte contusione. Oggi ha interpretato molto bene la pista e ha pagato moltissimo una sbavatura dopo la curva Russi. A quanto pare era l'unica in questa giornata in grado di mettere a disagio la superpotente Vonn. Per ora Nadia non è riuscita a superare il record di famiglia: l'argento guadagnato da sua sorella Elena quattro anni fa a Santa Caterina di Valfurva. Lara Gut, piccola, bionda, graziosa, vivace, la quasi diciottenne di Comano nel Canton Ticino è davvero destinata a diventare una protagonista. Ha sciato in maniera impeccabile, nonostante abbia passato una notte molto tribolata, quasi senza sonno. Un malessere passeggero le ha fatto temere di dovere saltare la gara. Per questo mentre aspettava le avversarie nel parterre ha nascosto gli occhi stanchi dietro grandi occhiali alla Greta Garbo. Lara è talmente spigliata, che rischia di portare via il palcoscenico a tutte. Lindsey Vonn è potentissima, ha un fisico che sembra quasi il doppio delle sue vallette sul podio: Lara e Nadia infatti sono quasi una spanna più basse. Ha pennellato tutti i passaggi, come era previsto si è confermata regina della specialità. Questo è il secondo oro dopo quello del superG. E' stata sfortunata nello slalom della combinata, perché la pista rovinata l'ha spedita fuori traiettoria e ha saltato una porta. Alla peggio sarebbe arrivata seconda. Lindsey è in un'altra dimensione per ora. Ottimo l'ottavo posto di Wendy Siorpaes, che sta crescendo di gara in gara. Daniela Merighetti si è classificata al 16° posto a 2"94 dalla vincitrice, Verena Stuffer, 23ª a 3"95 si consola con il fatto di avere preceduto di un soffio la Goetschl, monumento austriaco ora in disarmo. Aksel Svindal e Bode Miller hanno dimostrato, nella discesa della supercombinata che solo quella nuvola, che si era posata sul fianco della Face de Bellevarde il giorno della discesa vera e propria poco prima che loro scendessero in pista, li ha tenuti lontano dal podio. La pista era più corta questa mattina, rispetto a quella di sabato, mezzo minuto meno di impegno severo, ma i due, divisi da solo 4/100, hanno staccato tutti gli altri. E Miller ha messo in mostra ancora le sue doti di acrobata, perché nel chicane fra le rocce si è quasi coricato ma, appoggiando la mano sinistra sulla crosta ghiacciata, è riuscito a ritrovare l'equilibrio. Un'azione tecnica da 10, che solo lui è in grado di effettuare. Adesso lo statunitense, fasciato in una tuta che ricorda l'Uomo Ragno, ma ha il colore del ramarro, è il favorito per l'oro, mentre Svindal può correre per una medaglia, anche se le sue qualità di slalomista non sono certo eccezionali. Però ha un vantaggio discreto sul gruppo degli inseguitori. Jean Baptiste Grange, ballerino degli slalom, è stato eccellente in discesa, ha rimediato solo 1"10 dalla coppia regina e nel balletto finale potrebbe anche ingoiare questo svantaggio. Christof Innerhofer è stato il migliore degli italiani in questa prima manche veloce, settimo a 1"74. Nel finale era cotto, lo ha ammesso candidamente. E' soffocato dalle tossine della fatica. Peter Fill è sceso cautamente, perché non si fida, quando la luce è grigia e appiattisce tutto. Però è fiducioso per lo slalom, che si disputerà alle 17. Partirà per 16° con un ritardo di 2"24. Staudacher ha segnato il nono tempo a 1"81, mentre Thanei ha rimediato 3"91. (Fonte: Gazzetta dello Sport)
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L'identità e la forza di una piazza tipicamente italiana. Riproduzione mediatica di una passione che cominciò a vivere e a liberarsi grazie al battito dello sciamano Chechi, guru metropolitano in una notte olimpica. Immateriale, "fittizia", contrariamente a quella di ogni nostro paese, ma che trascenda la rete e dia voce ai ricordi. Un blog didascalico ove ripercorrere attimo per attimo le istantanee dei nostri Giochi. Idea di nicchia, un tributo ad una città, alla sua gente e a tutti gli sportivi. Poi noi, i volontari. I ricordi del post olimpiade sono lieti e vivi come la trepidante attesa per la chiamata. Non si cancellano, rimangono scolpiti nelle menti e offrono un significato intenso, comprensibile ai più ma sconosciuto a molti. La Passione vive ancora qui! "Abita" nelle nostre immagini, in quelle di altri ex volontari e di semplici appassionati. La Torino Olimpica come non l'avete mai vista, per chi c'era e (soprattutto) per chi non c'era. Una galleria fotografica, umana e sportiva dove condividere istantanee di vita, venue e gare. Lo spirito olimpico non finisce con lo spegnimento del braciere, un'Olimpiade non può scorrere come acqua sul vetro nella memoria sportiva di un paese. Fermarsi lì, a quei sedici giorni, potrebbe essere l'errore più grande. Da qui l'idea... tenere in vita quello spirito e liberarlo altrove, per la rete. Qui, in noi, la passione di chi quei giochi li ha costruiti e vissuti. Di chi non vuole togliersi dalla testa quei ricordi, quelle musiche e quell'atmosfera unica. Riviverli con nostalgia nel quotidiano come una propria pausa olimpica. Amori nati all'ombra della Mole, amicizie, rapporti umani che travalicano ogni generazione ed ogni bandiera o religione. Si accende nuovamente il sorriso, sentire ancora quell'incedere... passione, cuore, delirio di emozioni. Torino 2006: 41.500 richieste, 26.000 volontari, 46 anni di attesa, 80 nazioni, 3149 atleti, 1122 donne, 2027 uomini, 509 medaglie, una città, un paese, il mondo, 1 blog. Passion Still Lives Here.
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