_Scossoni? Non proprio. Sono lievi oscillazioni quelle provocate dalla prima tappa dolomitica del Giro: il graffio di Danilo Di Luca, che esalta il lavoro di una squadra che ha vinto tre tappe su quattro; il peso specifico della coppia Liquigas-Doimo (Basso e Pellizotti), collaborativa e in palla; la gamba di Simoni, che su un terreno più duro come quello di domani potrebbe andare anche meglio. Lo spunto di Soler e Garzelli e infine Armstrong: ha perso qualcosa, ma siamo ampiamente in linea con le previsioni di chi sa di poter recuperare a cronometro. "Era il mio arrivo, credevo fermamente di poter vincere qui. La squadra ha fatto tanta fatica, anche per riportarmi davanti dopo la foratura - ha detto Di Luca, che grazie all’abbuono è a 2" dalla rosa -. Ho impostato la volata ai 350 metri perché Soler aveva un bel vantaggio. Mi è venuto dietro Garzelli che su questi arrivi è pericoloso, ma ai -200 ho preso un leggero vantaggio, conservandolo. La dedica è per l’Abruzzo, per questo ho indicato la scritta che ho sulla maglia. Domani? Quella dell’Alpe di Siusi è una salita vera, non peseranno le strategie, a 9 km dal traguardo chi non ha le gambe si stacca". "Non sono abbattuto, era solo il primo test e non ho perso molto dai primi", rassicura il texano, staccatosi soltanto all’ultimo chilometro. Tutti, da Basso a Di Luca, da Bruseghin ai Diquigiovanni-Androni, sono convinti che non si tratti di un segnale di resa. "Non ha perso molto, l’ho visto benino. Vedremo come andrà domani", è il punto di vista di Michele Scarponi, ampiamente condiviso. Sul texano probabilmente si stringerà una tenaglia lungo l’ascesa di 25 km verso l’Alpe di Siusi. Magari colorata di giallo e verde. "Oggi abbiamo dimostrato coi fatti di collaborare in un gioco di squadra - assicura Franco Pellizotti, terzo al traguardo dopo il gran lavoro svolto al fianco di Ivan Basso -. Domani io e Ivan saremo protagonisti". La maglia rosa intanto, poggia sulle spalle di un altro High Road, Thomas Lövkvist, e anche qui, come per le vittorie del team di Bordonali, siamo al 3 su 4 se si esclude la parentesi odierna di Petacchi. "Mi sembra di sognare, invece è tutto reale - fa lo svedese, che ha vinto la Montepaschi strade bianche 2009 -. Cavendish? Ha perso la maglia ieri per colpa della caduta, e il gruppo avrebbe anche potuto aspettarlo". (Fonte: Gazzetta dello Sport)
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The idea
L'identità e la forza di una piazza tipicamente italiana. Riproduzione mediatica di una passione che cominciò a vivere e a liberarsi grazie al battito dello sciamano Chechi, guru metropolitano in una notte olimpica. Immateriale, "fittizia", contrariamente a quella di ogni nostro paese, ma che trascenda la rete e dia voce ai ricordi. Un blog didascalico ove ripercorrere attimo per attimo le istantanee dei nostri Giochi. Idea di nicchia, un tributo ad una città, alla sua gente e a tutti gli sportivi. Poi noi, i volontari. I ricordi del post olimpiade sono lieti e vivi come la trepidante attesa per la chiamata. Non si cancellano, rimangono scolpiti nelle menti e offrono un significato intenso, comprensibile ai più ma sconosciuto a molti. La Passione vive ancora qui! "Abita" nelle nostre immagini, in quelle di altri ex volontari e di semplici appassionati. La Torino Olimpica come non l'avete mai vista, per chi c'era e (soprattutto) per chi non c'era. Una galleria fotografica, umana e sportiva dove condividere istantanee di vita, venue e gare. Lo spirito olimpico non finisce con lo spegnimento del braciere, un'Olimpiade non può scorrere come acqua sul vetro nella memoria sportiva di un paese. Fermarsi lì, a quei sedici giorni, potrebbe essere l'errore più grande. Da qui l'idea... tenere in vita quello spirito e liberarlo altrove, per la rete. Qui, in noi, la passione di chi quei giochi li ha costruiti e vissuti. Di chi non vuole togliersi dalla testa quei ricordi, quelle musiche e quell'atmosfera unica. Riviverli con nostalgia nel quotidiano come una propria pausa olimpica. Amori nati all'ombra della Mole, amicizie, rapporti umani che travalicano ogni generazione ed ogni bandiera o religione. Si accende nuovamente il sorriso, sentire ancora quell'incedere... passione, cuore, delirio di emozioni. Torino 2006: 41.500 richieste, 26.000 volontari, 46 anni di attesa, 80 nazioni, 3149 atleti, 1122 donne, 2027 uomini, 509 medaglie, una città, un paese, il mondo, 1 blog. Passion Still Lives Here.
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