_Edvald Boasson Hagen ha vinto la settima tappa del Giro d’Italia, da Innsbruck a Chiavenna per 244 chilometri. Il norvegese della Columbia-High Road, 22 anni domenica, vincitore nel 2009 della Gand-Wevelgem, ha battuto nettamente in uno sprint ristretto Robert Hunter, Pavel Brutt e Davide Viganò. E’ il suo primo successo nella corsa rosa. A qualche secondo Alessandro Bertolini, che aveva tentato il contropiede nel finale. A una trentina di secondi il gruppo della maglia rosa. Nessuna variazione di rilievo nelle prime posizioni: Danilo Di Luca – terzo giorno in rosa quest’anno, 21° in carriera - guida con 5” sullo svedese Lovkvist e 36” sull’australiano Rogers, entrambi della Columbia-High Road. Poi Leipheimer a 43”, Menchov a 50”, Basso a 1’06”. Lance Armstrong, rimasto invischiato nella seconda parte del gruppo, ha perso altri 18" dai big. La fuga nasce in pratica al pronti-via: gli attaccanti sono Facci (Quick Step), Huzarski (Pol, Isd-Neri), Klimov (Rus, Katusha), Isaichev (Rus, Xacobeo), che vengono ripresi poco prima della vetta del passo Maloja (meno 40 al traguardo). In tutto circa 200 chilometri di fuga. Tempo brutto, un po’ di nebbia, strade bagnate: la discesa s’annuncia insidiosa, mentre viene deciso che gli ultimi 3 chilometri della tappa saranno neutralizzati. Subito un tentativo di Alessandro Bertolini, che ai meno 30 km ha circa 40” sull’avanguardia del gruppo maglia rosa. Ai meno 20 il trentino della Diquigiovanni-Androni ha circa 50”, Ai meno 10 cambia la situazione: in testa ci sono Brutt (Rus, Katusha), Hunter (Saf, Barloworld), Boasson Hagen (Nor, Columbia), Viganò (Fuji-Servetto) e Bertolini. Grivko (Ucr, Isd-Neri) a 20”, gruppo maglia rosa a 30”. E allora la vittoria diventa un affare per cinque. Il Giro d’Italia del centenario – 92/a edizione – prosegue con l’ottava tappa: Morbegno-Bergamo, 209 chilometri. Nel finale c’è il Gpm di Colle Gallo, col traguardo in Piazza Matteotti dopo il passaggio per Bergamo Alta. Frazione ideale per i colpi di mano. (Fonte: Gazzetta dello Sport)
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The idea
L'identità e la forza di una piazza tipicamente italiana. Riproduzione mediatica di una passione che cominciò a vivere e a liberarsi grazie al battito dello sciamano Chechi, guru metropolitano in una notte olimpica. Immateriale, "fittizia", contrariamente a quella di ogni nostro paese, ma che trascenda la rete e dia voce ai ricordi. Un blog didascalico ove ripercorrere attimo per attimo le istantanee dei nostri Giochi. Idea di nicchia, un tributo ad una città, alla sua gente e a tutti gli sportivi. Poi noi, i volontari. I ricordi del post olimpiade sono lieti e vivi come la trepidante attesa per la chiamata. Non si cancellano, rimangono scolpiti nelle menti e offrono un significato intenso, comprensibile ai più ma sconosciuto a molti. La Passione vive ancora qui! "Abita" nelle nostre immagini, in quelle di altri ex volontari e di semplici appassionati. La Torino Olimpica come non l'avete mai vista, per chi c'era e (soprattutto) per chi non c'era. Una galleria fotografica, umana e sportiva dove condividere istantanee di vita, venue e gare. Lo spirito olimpico non finisce con lo spegnimento del braciere, un'Olimpiade non può scorrere come acqua sul vetro nella memoria sportiva di un paese. Fermarsi lì, a quei sedici giorni, potrebbe essere l'errore più grande. Da qui l'idea... tenere in vita quello spirito e liberarlo altrove, per la rete. Qui, in noi, la passione di chi quei giochi li ha costruiti e vissuti. Di chi non vuole togliersi dalla testa quei ricordi, quelle musiche e quell'atmosfera unica. Riviverli con nostalgia nel quotidiano come una propria pausa olimpica. Amori nati all'ombra della Mole, amicizie, rapporti umani che travalicano ogni generazione ed ogni bandiera o religione. Si accende nuovamente il sorriso, sentire ancora quell'incedere... passione, cuore, delirio di emozioni. Torino 2006: 41.500 richieste, 26.000 volontari, 46 anni di attesa, 80 nazioni, 3149 atleti, 1122 donne, 2027 uomini, 509 medaglie, una città, un paese, il mondo, 1 blog. Passion Still Lives Here.
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