Buone notizie dall'Ungheria: i medici di Felipe Massa hanno fermato la sedazione e il brasiliano per la prima volta ha parlato rispondendo correttamente ad alcune semplici domande. Gli è stata tolta la ventilazione artificiale e il drenaggio che aveva in testa e non sarà più sedato. L'ospedale ha inoltre comunicato che non diramerà più notizie sullo stato di salute del pilota, lasciando alla volontà della famiglia e della Ferrari ulteriori comunicazioni. Ha dato esito negativo, confermando quindi che non ci sono danni cerebrali, la nuova Tac alla quale è stato sottoposto oggi Felipe Massa all'ospedale di Budapest. Per quanto riguarda la lieve lesione al nervo ottico, è confermato che si dovrà aspettare quando il pilota potrà aprire completamente gli occhi per stabilire se ci sono danni. Il pilota brasiliano è ricoverato da sabato per le conseguenze di un incidente in qualifica, quando è stato colpito sulla parte alta sinistra del casco da una molla di ammortizzatore persa dalla Brawn GP del connazionale Rubens Barrichello che lo precedeva in pista. "Morfologicamente" l'occhio non evidenzia danni, ma non si conosce la funzionalità residua. Secondo il professor Robert Veres, uno dei medici che hanno partecipato all'operazione, il pilota avrebbe riportato una lieve lesione al nervo ottico sinistro. Ma Massa , secondo un portavoce del ministero della difesa ungherese, proprietario dell'ospedale Aek di Budapest, risponde attivamente alle domande e alle sollecitazioni e muovere coerentemente gli arti, segno che la sofferenza cerebrale non ha prodotto consistenti danni. Altri esami, ha aggiunto, stanno dando esiti rassicuranti, e la prossima Tac dovrebbe consentire di sciogliere la prognosi. E conferme in tal senso arrivano anche da Istvan Bocskai, portavoce del ministero della Difesa ungherese, che ha parlato alla tv magiara: "Si sveglia sempre più spesso dalla sedazione. È in grado di comunicare, reagisce quando qualcuno gli parla. Siamo ottimisti, speriamo che il lento recupero stia iniziando". Secondo il portavoce, gli esami effettuati nelle ultime ore hanno fornito risultati "rassicuranti". Nell'ospedale hanno passato la notte la moglie Raffaela, incinta del loro primo figlio, e i genitori. Di reazione: al fratello Dudu, che provava a fermarlo mentre metteva la mano sul tubo infilato nel naso, ha risposto con uno scatto di rabbia, e un "lascia stare la mia mano". E poi: "Ma che ci faccio qui in ospedale?". Al medico di guardia, Massa ha chiesto: "Cosa è successo? Perchè sono qui?". Il padre di Felipe è ottimista: "Sono sicuro che quanto prima si riprenderà del tutto", ha parlato a O Globo. La moglie Raffaella, al suo 5° mese di gravidanza, rivolgendosi al "popolo brasiliano", ha assicurato: "La catena di preghiere in corso nel Paese è di molto aiuto per il recupero di Felipe. È necessario ringraziare Dio che lo ha salvato da una situazione che poteva essergli fatale. Adesso sta bene e sicuramente tornerà a pilotare la sua auto rossa nelle piste di tutto il mondo". Il padre Titonio ha invitato i brasiliani "a continuare a pregare" e ha ringraziato "tutti i tifosi di Felipe e della Ferrari che ci stanno appoggiando". Il fratello Dudu ha assicurato: "Tra non molto lascerà la clinica, tornerà a ridere e lo vedremo nuovamente alla guida della rossa Ferrari con il suo casco giallo-verde". Il presidente della Ferrari Luca di Montezemolo, arrivato a Budapest con un volo privato, ha raggiunto l'ospedale Aek della capitale ungherese per fare visita a Felipe. Montezemolo è arrivato a bordo di un'auto scura, scortato dalla polizia, come era successo ai familiari del brasiliano ieri mattina, ed è stato fatto entrare da un ingresso secondario dell'ospedale. All'uscita ha detto: "L'importante è recuperare l'uomo più che il pilota. Domenicali oggi torna a Maranello con me, ma domani sarà di nuovo qui da Felipe". Detto che la priorità della scuderia al momento è la salute di Massa, ha poi aggiunto che la squadra "non aspetterà troppo" prima di decidere chi sarà a rimpiazzarlo. Felipe Massa potrebbe essere trasferito alla fine della settimana dall'ospedale AEK di Budapest alla clinica parigina Pitiè-Salpetriere. Lo afferma la tv brasiliana Globo. Secondo TV Globo, a sollecitare il trasferimento del driver brasiliano è stato Jean Todt, ex team principal della Ferrari e padre di Nicolas, l'agente di Massa. La clinica Pitiè-Salpetriere è gestita dal professor Gerard Saillant, il traumatologo che è anche consulente della Federazione internazionale dell'automobile. (Fonte: Gazzetta dello Sport)
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L'identità e la forza di una piazza tipicamente italiana. Riproduzione mediatica di una passione che cominciò a vivere e a liberarsi grazie al battito dello sciamano Chechi, guru metropolitano in una notte olimpica. Immateriale, "fittizia", contrariamente a quella di ogni nostro paese, ma che trascenda la rete e dia voce ai ricordi. Un blog didascalico ove ripercorrere attimo per attimo le istantanee dei nostri Giochi. Idea di nicchia, un tributo ad una città, alla sua gente e a tutti gli sportivi. Poi noi, i volontari. I ricordi del post olimpiade sono lieti e vivi come la trepidante attesa per la chiamata. Non si cancellano, rimangono scolpiti nelle menti e offrono un significato intenso, comprensibile ai più ma sconosciuto a molti. La Passione vive ancora qui! "Abita" nelle nostre immagini, in quelle di altri ex volontari e di semplici appassionati. La Torino Olimpica come non l'avete mai vista, per chi c'era e (soprattutto) per chi non c'era. Una galleria fotografica, umana e sportiva dove condividere istantanee di vita, venue e gare. Lo spirito olimpico non finisce con lo spegnimento del braciere, un'Olimpiade non può scorrere come acqua sul vetro nella memoria sportiva di un paese. Fermarsi lì, a quei sedici giorni, potrebbe essere l'errore più grande. Da qui l'idea... tenere in vita quello spirito e liberarlo altrove, per la rete. Qui, in noi, la passione di chi quei giochi li ha costruiti e vissuti. Di chi non vuole togliersi dalla testa quei ricordi, quelle musiche e quell'atmosfera unica. Riviverli con nostalgia nel quotidiano come una propria pausa olimpica. Amori nati all'ombra della Mole, amicizie, rapporti umani che travalicano ogni generazione ed ogni bandiera o religione. Si accende nuovamente il sorriso, sentire ancora quell'incedere... passione, cuore, delirio di emozioni. Torino 2006: 41.500 richieste, 26.000 volontari, 46 anni di attesa, 80 nazioni, 3149 atleti, 1122 donne, 2027 uomini, 509 medaglie, una città, un paese, il mondo, 1 blog. Passion Still Lives Here.
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