Secondo i meteorologi olimpici, il tempo a Whistler sarà "parzialmente nuvoloso". Con qualche rischio di peggioramento nel pomeriggio. Ma il barometro azzurro segna già pressioni da ultima spiaggia. O quasi. L'Italsci si gioca le carte migliori per cancellare il numero zero dalla casella medaglie delle gare alpine (i nostri non si godono il sole rigenerante d'un podio olimpico maschile da Lillehammer '94: erano i bei tempi di Tomba, quelli). Serve assolutamente un buon risultato, per rasserenare l'umore dell'intera spedizione italiana. Max Blardone, Davide Simoncelli, Manfred Moelgg e Alexander Ploner, in gara nel gigante di martedì, sono atleti da prime posizioni. La fiducia è tanta, ma c'è anche la consapevolezza che un nuovo flop rischierebbe di scatenare tempeste di polemiche sull'intera avventura canadese.LE SPERANZE - Il commissario tecnico, Claudio Ravetto, non nasconde le difficoltà: «I nostri ragazzi hanno tutti gran talento e gran voglia di fare bene: sono certo che in gara daranno il massimo. L'unico problema che abbiamo è che questa pista ha poca pendenza mentre a noi piacciono le piste difficili». Piccolo vantaggio: la seconda manche sarà disegnata da Matteo Guadagnini, l'allenatore dei nostri. Ma gli avversari sono tanti, compreso quel Bode Miller che, rinfrancato dall'oro in super-combinata, alla fine ha deciso di provare anche il gigante.GLI AZZURRI - Blardone non si nasconde: «Sono pronto e non vedo l'ora di gareggiare. Non mi sono mai sentito così bene. Sarà una gara con distacchi minimi perché tanti atleti sono in grado di salire sul podio e andranno fortissimo, senza risparmiarsi. La soddisfazione di vincere una medaglia è qualcosa di indescrivibile, siamo qui per attaccare al massimo. Il fatto che l'Italia non abbia ancora vinto nulla nello sci non mi preoccupa, andiamo avanti per la nostra strada». Anche il compagno-rivale Simoncelli, alle prese con qualche problema fisico, è bello carico: «Il fatto di non avere conquistato mai podi fra Olimpiadi e Mondiali deve servirmi soltanto da stimolo anziché procurarmi tensione». Acciacchi superati? «La settimana scorsa sono caduto a Nakiska durante un allenamento, prendendo una botta al ginocchio. Ma adesso è passato tutto, la forma è ottima, non vedo l'ora di cominciare. Sono fiducioso». Scacciare le nuvole e godersi il bel tempo: alla faccia del meteo.(Antonucci - corriere.it)
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L'identità e la forza di una piazza tipicamente italiana. Riproduzione mediatica di una passione che cominciò a vivere e a liberarsi grazie al battito dello sciamano Chechi, guru metropolitano in una notte olimpica. Immateriale, "fittizia", contrariamente a quella di ogni nostro paese, ma che trascenda la rete e dia voce ai ricordi. Un blog didascalico ove ripercorrere attimo per attimo le istantanee dei nostri Giochi. Idea di nicchia, un tributo ad una città, alla sua gente e a tutti gli sportivi. Poi noi, i volontari. I ricordi del post olimpiade sono lieti e vivi come la trepidante attesa per la chiamata. Non si cancellano, rimangono scolpiti nelle menti e offrono un significato intenso, comprensibile ai più ma sconosciuto a molti. La Passione vive ancora qui! "Abita" nelle nostre immagini, in quelle di altri ex volontari e di semplici appassionati. La Torino Olimpica come non l'avete mai vista, per chi c'era e (soprattutto) per chi non c'era. Una galleria fotografica, umana e sportiva dove condividere istantanee di vita, venue e gare. Lo spirito olimpico non finisce con lo spegnimento del braciere, un'Olimpiade non può scorrere come acqua sul vetro nella memoria sportiva di un paese. Fermarsi lì, a quei sedici giorni, potrebbe essere l'errore più grande. Da qui l'idea... tenere in vita quello spirito e liberarlo altrove, per la rete. Qui, in noi, la passione di chi quei giochi li ha costruiti e vissuti. Di chi non vuole togliersi dalla testa quei ricordi, quelle musiche e quell'atmosfera unica. Riviverli con nostalgia nel quotidiano come una propria pausa olimpica. Amori nati all'ombra della Mole, amicizie, rapporti umani che travalicano ogni generazione ed ogni bandiera o religione. Si accende nuovamente il sorriso, sentire ancora quell'incedere... passione, cuore, delirio di emozioni. Torino 2006: 41.500 richieste, 26.000 volontari, 46 anni di attesa, 80 nazioni, 3149 atleti, 1122 donne, 2027 uomini, 509 medaglie, una città, un paese, il mondo, 1 blog. Passion Still Lives Here.
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